Autore: missioinafrica

EDUCARE E’ UN ATTO DI SPERANZA

Il nostro mondo è in costante trasformazione. Papa Francesco parlava di “cambiamento di epoca”, di cambiamento antropologico che “genera nuovi linguaggi e rifiuta, senza discernimento, i paradigmi che ci vengono offerti dalla storia” (cfr. Messaggio in occasione del lancio del Patto Educativo, 12 settembre 2019).

Allora è tempo di coinvolgere tutte le persone possibili nel percorso educativo dei bambini e degli adolescenti: educatori, Frati, vicini, amici, parrocchiani, Suore, etc. Nel Centro Educativo ma anche – soprattutto – a casa. Un proverbio africano afferma che «ci vuole un intero villaggio per crescere un bambino». I processi formali ed informali sono legati e devono sostenersi avvicenda.

Foto: spazio di appoggio scolare, attività ricreative e di stimolo sociale-cognitivo al Centro Frei Giorgio Zulianello. Nessuno escluso!

M’Banza Congo (Angola)

Ero orfano e mi hanno accolto

Due foto che antropologicamente simboleggiano l’ACCOGLIENZA: bambini che accolgono altri bambini.

Spesso al Centro Frei Giorgio Zualianello arrivano nuovi ospiti: bambini che, per vari motivi, rimarranno nel Centro. La maggior parte di loro vi risiede fino al raggiungimento della maggiore età.

Quale accoglienza migliore di quella di chi ha vissuto l’abbandono e sa cosa si prova?

Gli adulti non devono spiegare molto. Succede e basta. I bambini sanno come comportarsi, come devono agire.
Basta semplicemente stare loro vicino, accompagnarli.

Sarebbe bello se molte nazioni imparassero il significato di “accoglienza” ispirandosi ai bambini.
Molte cose sarebbero diverse.

UN NOME SPECIALE:  São Miguel Arcanjo

 São Miguel Arcanjo (San Michele Arcangelo) è il nome scelto per la Comunità MFVE a Viana (Luanda).

Dopo un tempo congruo di discernimento – alcuni mesi – abbiamo scelto il nome di questo Messaggero speciale. I motivi sono diversi: è il nome della la prima comunità della Parrocchia (la prima della zona) e la più vicina alla nostra Casa. Nel contesto in cui viviamo si percepisce la necessità di una protezione speciale, sia per l’ambiente, sia per l’inizio, che richiede molta Grazia. Un protettore speciale.

Nel video: momento di AZIONE DI GRAZIE nella Cappella “São Miguel Arcanjo

Potete osservare che la Cappella è in costruzione. Viene costruita lentamente; una pietra dopo l’altra, lentamente ma con grande determinazione. Noi ci sentiamo parte integrante di questo processo. Ma la vera Chiesa è quella costruita dalle persone, e in essa spiccano soprattutto tanti giovani che le danno vivacità. Per queste grazie diciamo «Grazie». Una comunità ed un contesto fraterno ci avvolgono.

Grazia significa semplicemente (!)… dono gratuito.

Il cammino quotidiano luogo di incontro

di Suor Alessia Martinelli MFVI

Mi piacerebbe raccontare a chi leggerà questo articolo, cosa ogni giorno vedono i miei occhi…ma purtroppo è qualcosa che non posso fare, non ne sono capace, semplicemente non è possibile poiché vorrebbe dire sminuire, ridurre, dimenticare…in poche parole non essere del tutto realisti.

Quello che però posso fare è provare a condividere alcuni sprazzi di vita quotidiana che in questi mesi ho vissuto a M’Banza Congo, una cittadina a nord dell’Angola nella regione dello Zaire, sul confine con il Regno Democratico del Congo.

Sono “atterrata” in questa terra così ricca di vita i primi giorni di luglio 2024, con tanta gioia nel cuore e altrettanta trepidazione. Tante domande, tanti dubbi, gli occhi erano continuamente catturati da mille cose: paesaggi, villaggi, case, bambini, bambini e ancora bambini.

È grazie a loro che il mio sguardo pian piano ha trovato pace, l’impatto iniziale non è stato immediato.

Arrivando alla nostra missione oltre alle sorelle della comunità e le giovani in formazione, nei giorni successivi, ho incontrato il sorriso e la gioia di un centinaio di bambini/e, ragazzi/e che vivono al Centro di accoglienza frei Giorgio Zulianello OFM Cap., luogo in cui prestiamo servizio quotidianamente. Il Centro è nato come risposta all’esigenza di molti bambini abbandonati e che frei Giorgio (morto nel 2007 in un incidente aereo e da cui prende il nome il Centro) incontrava per strada soli… la stessa esigenza che anche oggi incontriamo dopo una ventina di anni.

Il Centro di accoglienza ospita ad oggi 98 bambini e adolescenti in età compresa tra i 3 e i 18 anni i quali arrivano qui per diversi motivi di abbandono: a volte la morte dei genitori, accuse di “fetiseria” (sono accusati di stregoneria, portatori del male) e altre motivazioni, tra le quali la fatica da parte delle famiglie di mantenere i figli.

L’obiettivo primario del Centro è quello di aiutare i bambini a crescere nella dimensione fisica, intellettuale e spirituale.

Le giornate al centro sono scandite dalla preghiera che apre e chiude sempre la giornata, dai lavori di casa, qui tutti fanno tutto dai più piccoli ai più grandi, ciascuno con il proprio impegno quotidiano.

Quasi tutti vanno a scuola; alcuni adolescenti oltre la scuola, partecipano a corsi professionali per apprendere un mestiere come il fabbro, il carpentiere, la parrucchiera ecc…

Per quanto riguarda la scuola, c’è chi la frequenta al mattino, chi al pomeriggio e chi la sera, nel tempo in cui non vanno a scuola fanno i compiti, giocano, partecipano ad alcune attività.

I più piccoli, in età prescolare, stanno in casa e partecipano alla “scuola dell’infanzia casalinga” con attività che gli educatori propongono loro. Tutti partecipano alla catechesi settimanale. È commovente vedere tutti questi bambini e ragazzi andare verso la scuola della missione per partecipare al catechismo e conoscere sempre più la vita di Gesù. Solitamente al ritorno sono ricchi di domande e curiosità, alle quali non sempre è facile rispondere.

La vivacità è il nostro cavallo di battaglia, insieme a tanti sorrisi, abbracci, qualche lacrima, litigio…tutto conforme alla vita di qualunque bambino del mondo.

Vorrei continuare a raccontare questa esperienza attraverso il cammino quotidiano, fatto di semplicità, di essenzialità, di sfide.

In questi mesi vissuti a M’Banza Congo, posso dire che tutto è stato un cammino! Mi piace pensare di aver intrapreso diversi cammini: quello della conoscenza della lingua portoghese, il cammino dell’ascolto della realtà in cui vivo, delle persone con cui vivo, dei giovani e bambini che incontro, il cammino in una Chiesa che porta con se Tradizioni e rituali che richiamano molto alla natura, all’Onnipotenza di Dio, all’affidarsi al Creatore; è un cammino che a volte mi lascia stupefatta.

Quando mi guardo attorno, i miei occhi vedono che tutto è precario: la vita, le strutture, le strade…ma ciò che percepisco non esserlo, è la fiducia in Dio, in quanto Essere Supremo che ha in mano la nostra vita, ci accompagna, ci guida e custodisce. Un Dio che spesso non ha un nome concreto, né una chiesa particolare, ma c’è, è nella vita delle persone, nelle loro gioie e nei loro dolori.

Spesso alla domanda come stai, solitamente la risposta è : “Tutto bene, grazie a Dio”.

Un altro cammino intrapreso, e questa volta nel vero senso della parola, lo sto facendo “con i piedi” che ogni giorno calpestano la terra rossa, a volte con tratti di asfalto e molte volte nel fango che le piogge torrenziali portano con se.

È il cammino che ogni giorno faccio dalla nostra comunità al Centro di accoglienza, alla Parrocchia e altri luoghi di servizio, in questi mesi tutto a piedi perché siamo senza la macchina e ho scelto, fino a dove è possibile, di camminare.

Questo mi sta permettendo di fare moltissimi incontri. Ogni giorno il mio sguardo incrocia quello di molte donne con bambini avvolti sulla schiena che vanno nella campagna per guadagnarsi il pane quotidiano, incontro fiumi di bambini e ragazzi che camminano per andare a scuola, altri per accompagnare e custodire i fratelli e le sorelle più piccoli…tutti sulla stessa strada, tutti con mete diverse. La cosa che più amo del mio cammino, è la bellezza dei sorrisi che si sanno meravigliare e a volte spaventare davanti al mio volto bianco, alcuni sono incuriositi, altri diffidenti, ma amo guardare le loro reazioni e a mia volta anche io incontro volti che a volte mi fanno gioire, altre volte mi lasciano con alcune domande, su alcuni volti percepisco la gioia e la pace, su altri la fatica e la sofferenza di una vita difficile.

In tutto questo camminare spesso penso alla strada che Gesù ha calpestato per incontrare, guarire, conoscere, amare, perdonare, e mi piace pensare che lo fa ancora attraverso la vita di tanti missionari che ogni giorno provano ad essere testimoni credibili di un Dio che si è fatto uomo per camminare con gli uomini e le donne di ogni tempo.

Se dovessi riassumere questi mesi in poche righe, userei alcune parole chiave come: gratitudine, reciprocità, pazienza, attesa, essenzialità e sfide.

Gratitudine per la bellezza della natura e delle persone che mi circondano; reciprocità per l’aiuto che incontro ogni giorno dai bambini, adolescenti, dai giovani, dalle suore e i frati e che provo a ridonare nella semplicità; pazienza e attesa perché mi stanno aiutando a ridimensionare la vita, a dare priorità alle cose e a saper rispettare tempi e modalità differenti; essenzialità perché dona un altro sapore alle mie giornate e infine sfide, perché ogni giorno mi aiutano a restare attenta alle situazioni, a cercare il bene e a riconoscere e accettare i limiti.

Potrei dire, usando una metafora, che i diversi cammini intrapresi sono come andare a scuola. Mi stanno permettendo di conoscere cose nuove, stanno cambiando la mia vita, la stanno arricchendo, le stanno facendo conoscere nuovi sapori, colori e visioni…come se stessi aggiungendo nuovi aspetti alla mia vita. È, sì, come aver ripreso ad andare a scuola, alla scuola di vita dei piccoli e del Vangelo e a questa scuola ogni giorno è possibile fare memoria di ciò che è già stato vissuto, ma allo stesso tempo è possibile sperimentare qualcosa di totalmente nuovo e inedito.

“Andate in tutto il mondo e proclamate il Vangelo” sono le parole che Gesù lascia ai suoi discepoli e quindi anche a noi, l’espressione “tutto il mondo” non è qualcosa di astratto, ma è proprio lì dove siamo, dove Lui ci ha chiamati, quello è il nostro mondo al quale far conoscere l’amore, la misericordia e la passione che Dio ha per ogni uomo e donna.

Articolo pubblicato sulla Rivista Messaggero Cappuccino: http://www.messaggerocappuccino.it/images/pdf/2025/MC032025.pdf

IL DONO DELLA VITA

Nella Domenica del Buon Pastore e della Chiamata vocazionale: celebriamo la Santa Messa insieme al nostro vescovo Mons. Emílio Sumbelelo. Tutto qui, a Viana, respira un clima di promozione, risveglio ed incoraggiamento della VOCAZIONE. Noi sosteniamo i giovani della Parrocchia “Santísima Trindade” ad ascoltare la Parola, ricercare il senso della vita e rispondere al Signore.

INFO [Dal 31 gennaio 2019, Mons. Emílio Sumbelelo è il vescovo di Viana; una diocesi abbastanza giovane (è stata eretta il 6 giugno 2007). La diocesi è situata nella parte nord-occidentale dll’Angola e occupa una zona a sud della capitale del paese, Luanda. La diocesi comprende diversi comuni (Palanca, Buon Gesù, Calumbo, Catete, Barra di Kuanza, Cabo Ledo, Mumbondo, Kilamba Kiaxi, Demba Chio, Muxima e Massangano). Confina a nord con l’Arcidiocesi di Luanda e ad est e a sud con la Diocesi di Sumbe. La sede vescovile è Viana, un quartiere in periferia di Luanda, dove si trova la Cattedrale di San Francesco. Il territorio si estende su 18.462 km² ed è suddiviso in 24 parrocchie.]

Educare è dare vita

“In una società che fatica a trovare punti di riferimento è necessario che i giovani trovino nella scuola un riferimento positivo. Essa può esserlo o diventarlo se al suo interno ci sono insegnanti capaci di dare un senso alla scuola, allo studio e alla cultura, senza ridurre tutto alla sola trasmissione di conoscenze tecniche, ma puntando a costruire una relazione educativa con ciascuno studente, che deve sentirsi accolto ed amato per quello che è, con tutti i suoi limiti e le sue potenzialità”. Sono parole di Papa Francesco e noi le abbiamo preso sul serio.

Suor Rosalie Feidangai ha accettato la sfida dell’insegnamento nella Scuola Parrocchiale Sagrado Coração de Jesus (Luanda/Diocesi di Viana). In questi giorni, due Sorelle – sr Marivone e sr Stefania – hanno fatto visita al Centro Educativo per conoscere la proposta del 2025.

Educare è un atto d’amore, è dare vita”.

Per trasmettere contenuti è sufficiente un computer, per capire come si ama, quali sono i valori, e quali le abitudini che creano armonia nella società ci vuole un buon insegnante“.

Foto (da sin. a des.): suor Rosalie – novella insegnante – suor Marivone Bellini (in visita da M’Banza Congo), la direttrice Sig.ra Rosária e suor Stefania Stabile (della Comunità a Luanda/Viana).

Sr Marivone e suor Stefania durante il saluto ad uno dei gruppi.

VIVA LA VITA

La Pastorale “da Criança” (che tradotto significa “pastorale del bambino /della bambina”) si occupa dell’attenzione, accompagnamento e soprattutto della crescita dei bambini, dalla gestazione fino al sesto anno di vita.

E’ stata fondata nel 1983 dalla dott.ssa Zilda Arns Neumann (missionaria brasiliana e sorella del Card. Evaristo Arns). La Pastoral da Criança opera in diverse nazioni ed in Angola sta timidamente iniziando.

La sua attività si svolge grazie al contributo di tanti volontari e le donne – laiche e religiose – hanno un ruolo preponderante. Ogni anno grazie al loro lavoro vengono salvati migliaia di bambini dalla denutrizione (e anche dalla morte).

Negli ultimi anni, le Missionarie Francescane del Verbo Incarnato abbiamo collaborato con questa pastorale in Brasile. Adesso stiamo dando i primi passi nella Diocesi di Viana.

Foto: CELEBRAZIONE DELLA VITA, con la Pastorale dei bambini (da Criança) del Centro São Miguel.

DOVUNQUE S’INCONTRA LA VITA…

“Perché dovunque s’incontra la vita s’incontra la bellezza. Basta guardarsi attorno per vederla: anche in una foglia, in un sasso, in un balcone fiorito. Anche nei riflessi in una pozzanghera”.

Come Mario De Biasi, anche noi facciamo di fotoreporter per catturare i frammenti di bellezza nelle e delle proposte di questi giorni.

Formande, Aspiranti e Sorelle, a M’Banza Congo ed a Luanda, abbiamo aperto le nostre Comunità a incontri vocazionali, servizi ai più bisognosi, pulizie, interscambi e formazione. Giornate intense, arricchite da eventi imprevisti di solidarietà.

Alcune foto raccontano gli incontri con la vita.

Che cos’è il meraviglioso?

Tra le varie risposte possibili, ce n’è una speciale: è la gioia dei bambini!!!.

È stata l’esperienza fatta durante l’ultima passeggiata del Centro Zulianello. Non siamo andati a Disneyland o ai Caraibi, ma ad un semplice fiumicello… e la gioia è stata indescrivibile.

Grandi e piccoli, bambini e bambine: una gioia indescrivibile.

Condividiamo due foto per dare testimonio del “meraviglioso” e per ringraziare coloro che hanno contribuito affinché la passeggiata sia stata bella ed in sicurezza.

M’Banza Congo (Angola)