800 anni

Continuano gli incontri dell’Anno Giubilare per l’Ottavo Centenario del Transito di San Francesco d’Assisi.

In occasione dell’Anno Giubilare per l’Ottavo Centenario del Transito di San Francesco d’Assisi, si è svolto un significativo incontro sul tema: “La missione dei francescani oggi, a M’Banza Congo”.

L’incontro è stato guidato dal Coordinatore regionale della JU.FRA., Sig. Fidel Bakú Mpezo, che ha offerto una riflessione sulla presenza e sulla missione dei francescani nel contesto attuale, mettendo in luce l’importanza di vivere oggi il carisma di San Francesco con fedeltà, apertura e spirito missionario.

A questo importante momento ha partecipato la Comunità delle Suore MFVI di M’Banza Congo, insieme alle formande, condividendo con gioia e fraternità questo particolare cammino giubilare.

La celebrazione dell’ottavo centenario del Transito di San Francesco è un’occasione per rinnovare la memoria del Santo di Assisi e, allo stesso tempo, per riscoprire la chiamata a vivere il Vangelo e il carisma francescano nella realtà di oggi, attraverso la fraternità, il servizio e la missione.

PACE e BENE!

La gioia di stare con Mamma Muxima

La gioia di essere con la Madonna! La nostra Parrocchia della Santissima Trinità ha avuto la grazia di accogliere la Madonna nel suo pellegrinaggio attraverso le parrocchie della Diocesi di Viana.

Abbiamo celebrato una grande veglia di preghiera, lode e adorazione, come comunità riunita attorno a Maria, nostra Madre.

Mamma Muxima, prega per noi e accompagnaci sempre nel nostro cammino di fede.

Foto: suor Rosalie con alcune aspiranti

ULTIMO SALUTO

“Con gratitudine per il tempo condiviso… vi salutiamo ANGOLA, con il desiderio sincero di ritrovarci presto e di poter condividere ancora nuovi momenti insieme”.

I giovani volontari e suor Chiara Lusetti rientrano in Italia.

Dopo un’esperienza forte, spesso inizia un tempo nuovo: quello della consapevolezza, della trasformazione e del ritorno all’essenziale. Un passaggio: qualcosa di ciò che si è vissuto rimane e apre la strada a ciò che verrà.

Casa MFVI “Sao Miguel Arcanjo” (Luanda)

MPANGALA

La visita al villaggio di Mpangala rappresenta uno dei momenti più significativi del viaggio in Angola, sia per i giovani che per noi Suore e, ovviamente per i Fratelli Cappuccini. Questo, non solo per il valore storico del luogo ma soprattutto per il suo significato umano e spirituale.

È qui che il frate cappuccino italiano Angelo Graziani fu martirizzato, lasciando una testimonianza di fede, di dedizione e di servizio alla popolazione locale.

Raggiungere questo villaggio per tutti noi, significa entrare in contatto con una pagina importante della storia missionaria dell’Angola e soprattutto con il sacrificio di chi ha scelto di condividere la propria vita con le comunità del territorio, affrontandone le difficoltà e le sfide.

E’ stato un momento di memoria e di riflessione: il luogo del martirio ci parla del passato e soprattutto mantiene viva la testimonianza di padre Graziani e l’eredità della presenza missionaria cappuccina in Angola.

#buonvento 10

Informazione su Padre Graziani (Centro Missionario di Padova)

Padre Angelo Graziani, al secolo Lazzaro Graziani, nacque a Sarcedo, in provincia di Vicenza, il 20 ottobre 1918. Entrò giovanissimo nel seminario dei Cappuccini e fu ordinato sacerdote a Venezia il 21 maggio 1944. Dopo alcuni anni di servizio pastorale in Veneto, nel 1957 realizzò il suo desiderio di partire missionario per l’Africa e giunse in Angola, dove operò nelle missioni di Sanza Pombo, Kimbele e Mbanza Kongo. Era conosciuto dalla popolazione con il nome di Mbuta Mutu, cioè “padre gigante”, sia per la sua imponente statura sia, soprattutto, per la sua disponibilità e il suo instancabile servizio.

Nel marzo del 1961, in un periodo segnato dalle tensioni legate alla lotta per l’indipendenza dell’Angola, padre Graziani si recò nel villaggio di Mpângala (Pangala) per preparare i fedeli alla Pasqua. Nonostante fosse stato avvertito del clima di pericolo e gli fosse stato consigliato di tornare indietro, decise di rimanere accanto alla comunità che gli era stata affidata. Nella notte alcuni uomini lo attirarono fuori con il pretesto di chiedergli di amministrare il battesimo a un bambino morente; fu quindi aggredito e ucciso. Le fonti diocesane indicano il 16 marzo 1961 come data del martirio.

La sua morte è ricordata come quella di un missionario martire, ucciso nel contesto della sua attività pastorale e della sua appartenenza alla Chiesa cattolica. La memoria di padre Graziani è rimasta particolarmente viva in Angola e nella sua terra d’origine. È stata inoltre avviata la causa di beatificazione e canonizzazione: le prime iniziative per la causa risalgono alla fine del Giubileo del 2000 e l’iter diocesano è stato avviato nei primi anni Duemila.

Lui scelse di non abbandonare la propria comunità anche davanti al pericolo, facendo del servizio missionario fino alla morte il centro della propria testimonianza.

SCAMBIO CONTINUO ED UMANO

La testimonianza di LARA. “Adolescenza, una fase fragile della vita. Ti senti un eroe e contemporaneamente una nullità.
Vite friabili nelle nostre mani, in equilibrio precario.
Questi ragazzi condividono tutti la ferita dell’abbandono. Ognuno la esprime in maniera diversa e noi dobbiamo cercare di accoglierli uno per uno; valorizzarli tutti. In questi giorni ci uniamo alla rete che cerca di non farli precipitare”.

#buonvento 9

Ogni essere umano ha qualcosa da dare e qualcosa da ricevere. Adulti, bambini e bambine, educatori, giovani, volontari, ragazzi e ragazze… Nessuno è così povero da non poter offrire qualcosa, né così autosufficiente da non avere bisogno di ricevere.

Diamo tempo, attenzione, ascolto, cura, conoscenza, presenza e amore; e, allo stesso tempo, riceviamo dagli altri sostegno, esperienza, comprensione, opportunità e affetto. Tutti diamo e tutti riceviamo: è questo scambio, continuo e profondamente umano, che ci lega gli uni agli altri e dà valore alla nostra esistenza.

Gruppo Giovani in Missione Estiva (estate 2026)

PAZ E BEM – Al Centro Frei Giorgio Zulianello

Oggi celebriamo la Festa di Santa Chiara, figlia e sorella di San Francesco D’Assisi. Una testimonianza di vita e di sequela a Gesù Cristo che trascende i secoli.

La Famiglia Francescana a M’Banza Congo celebra insieme il dono di Chiara ed invoca la sua intercessione perché:

l’Angola sia terra di pace, di riconciliazione e di speranza.
le nostre famiglie siano luoghi di accoglienza.
i nostri giovani non perdano il coraggio di sognare.
E che la luce di Cristo, custodita nel cuore di ciascuno, possa illuminare il cammino di tutta la città e della Chiesa.

#santachiara

#santaclara

QUALCOSA DI UNICO E MAGNIFICO

Da M’Banza Congo, una testimonianza al giorno.

Japoco: “Ogni giorno, quando arrivo al Centro, appena varco il cancello sento che entro non in un centro ma in una grande casa con all’interno un’unica grande famiglia, con un unico cuore che batte all’unisono. Tutti, dai più grandi ai più piccoli, dagli educatori alle dottoresse, dalle suore ai volontari, si prendono cura uno dell’altro con una semplicità, con una naturalezza e con tanta carità che fa capire come, anche dove c’è miseria, dolore e solitudine, l’amore può creare qualcosa di unico e magnifico”.

#buonvento 8

Nella nostra fede cristiana, l’amore trova la sua sorgente in Dio. “Dio è amore” (1 Giovanni 4,8). È Lui che ci insegna ad amare per donare; non per ricevere qualcosa in cambio, ma per cercare il bene dell’altro.

Gesù ci ha lasciato un insegnamento semplice e immenso: “Amatevi gli uni gli altri come io ho amato voi” (Giovanni 15,12). Questo amore è capace di creare bellezza perché costruisce, guarisce, incoraggia e fa fiorire ciò che di più bello Dio ha seminato nel cuore di ogni persona.

Forse è proprio questo il miracolo dell’amore: attraverso la fiducia, il rispetto e la presenza di Dio, permettere alle persone di costruire qualcosa che prima non esisteva. Capace di trasformare la vita in un dono.

Abbiamo tutti bisogno di abbracci

Una testimonianza al giorno.

Emma, oggi ci dice: “Abbiamo tutti bisogno di abbracci, dal più piccolo al più grande. Non c è differenza di età, siamo tutti importanti, indispensabili e bisognosi di amore. La famiglia del Centro è grande ed include bambini da 0 a 18 anni.
Riscoprire il calore di un sorriso, di uno sguardo o di due braccia che si aprono per accogliere l’altro è un’emozione indescrivibile!”

#buonvento 7

Un abbraccio può sembrare un gesto semplice, ma in realtà comunica molto. Quando abbracciamo una persona, possiamo trasmettere affetto, vicinanza e sostegno anche senza dire una parola. Dare ma anche ricevere.

Un abbraccio può farci sentire meno soli nei momenti difficili e può condividere la gioia nei momenti felici. È un gesto che rafforza i rapporti. A volte non troviamo le parole giuste per esprimere ciò che proviamo: in quei momenti, un abbraccio può dire molto. Un gesto semplice con un sigificato davvero importante.

Giovani Volontari e Sorelle nella missione estiva al Centro Frei Giorgio Zulianello (M’Banza Congo, Angola).

#BuonVento

#BuonVento, l’hashtag che abbiamo scelto per questi racconti di vita al Centro, vogliamo mostrarlo con questa foto. Due volontarie che quest’anno hanno deciso di tornare a Mbanza Congo dopo la prima esperienza ricca di emozioni.

Abbiamo ritrovato persone che non eravamo certe di rincontrare e siamo contente di aver rivisto.

Con questo hashtag vogliamo augurare BuonVento a tutti i ragazzi che abbiamo conosciuto e che intraprenderanno nuove strade.
Anna e Marta

#buonvento 6

NON SMETTERE DI SORRIDERE

Una testimonianza al giorno. Giorgia ci dona una sua riflessione: “l’aria che si respira al Centro è piena d’amore. Un amore gratuito di chi ne ha già passate tante, nel bene e nel male, ma che comunque non smette di sorridere e donare all’altro tutto ciò che ha.

Giorgia ci invita a guardare oltre ciò che appare, a riconoscere la forza silenziosa di chi, pur avendo attraversato prove, sofferenze e fatiche, continua a scegliere il bene. È proprio questo a rendere speciale il Centro Frei Giorgio Zulianello.

Chi ha conosciuto il dolore potrebbe chiudersi, diventare diffidente o smettere di credere negli altri. Qui i bambini sorridono. L’amore autentico è condividere ciò che si è e la fragilità è occasione di incontro.