NASCOSTA DENTRO UNA GIOIA

In questi giorni, Suor Rosalie Feidangai sta vivendo un tempo intenso e prezioso di incontro e di ascolto nella Provincia di Uíge. Visita alcune famiglie e ragazze che stanno compiendo un cammino di discernimento vocazionale.

Ogni visita è un’occasione di dialogo sincero e di condivisione. Nelle case che la accolgono si crea un clima semplice e familiare, dove è possibile parlare dei desideri più profondi, delle domande che abitano il cuore e delle speranze per il futuro.

Per le ragazze che stanno facendo questo percorso, questi incontri rappresentano un momento importante di verifica e di crescita. Il discernimento è un cammino fatto di ascolto, confronto e fiducia: passo dopo passo, ciascuna è chiamata a scoprire quale progetto il Signore ha pensato per lei. Le visite diventano così un segno concreto di vicinanza e di cura, un modo per camminare insieme e affidare ogni scelta alla luce dello Spirito.

“La tua vocazione è nascosta dentro una gioia che Dio ha messo nel tuo cuore” (don Rosini)

“Cristo ci rivolge la sua chiamata non una volta per tutte, ma ripetutamente, lungo tutta la nostra vita a partire dal battesimo. Che obbediamo o meno, la sua voce, continua a chiamarci
. Se non siamo stati fedeli al battesimo, ci chiama al pentimento, se cerchiamo di rispondere alla nostra vocazione personale, ci chiama sempre oltre, di grazia in grazia, finché ci sarà dato di vivere. 
Abramo fu chiamato a lasciare la sua patria, Pietro le sue reti, Matteo il suo lavoro, Eliseo i suoi campi, Natanaele la sua solitudine. 
Tutti siamo incessantemente chiamati da una realtà a un’altra, sempre più lontano, senza mai trovare riposo, fino alla fine. E se obbediamo ad un appello di Dio è per essere pronti ad ascoltarne un altro perché Dio continua a chiamarci, lui che sempre vuole giustificarci, che sempre e sempre di più vuole santificarci e un giorno avvolgerci della sua gloria. (J.-H. Newman, Sermoni)

PAZ + PACE + PEACE + PAIX + سلام + KIMYA + FRIEDEN + …

Condividiamo alcune immagini dell’Incontro di Preghiera vissuto con i membri della Comunità di São Miguel (Parrocchia della Santissima Trinità, Diocesi di Viana, Luanda).
La preghiera, ispirata al tema della PACE, è stata proposta dalla Famiglia Carismatica per il 21 del mese, come momento mensile di comunione spirituale.

Ogni 21 del mese, in memoria della Pasqua di Madre Giovanna (21 dicembre 1984), le comunità MFVI si uniscono in preghiera per le vocazioni alla Vita Religiosa nella nostra Famiglia.
Ogni mese, un’intenzione particolare accompagna questo momento: a gennaio, preghiamo per la pace.
Perché tutti, in fondo, abbiamo una vocazione comune: essere strumenti di pace, là dove viviamo.

È stato un tempo ricco di ascolto, canti, silenzio e condivisione fraterna, in cui il carisma si è fatto vita nell’invocazione della pace per il mondo, per le nostre comunità e per ogni cuore.
Grazie a chi ha partecipato e contribuito a rendere speciale questo momento.

Continuiamo a camminare insieme, portando la luce della pace dove viviamo.

PARLARE DI CIO’ CHE PER NOI E’ IMPORTANTE

Che gioia poter condividere la bellezza della vocazione, dono prezioso che dà senso alla nostra vita! Parlare di ciò che per noi, Suore, è importante — il cammino con il Signore, la vita fraterna, la missione — è un modo per testimoniare che vivere per Lui e per gli altri è possibile e porta gioia (anche se non sempre facile).


La Parrocchia Santissima Trinità (Diocesi di Viana) ci accoglie, con altri consacrati, per un momento di testimonianza vocazionale: un’occasione semplice ma significativa per seminare speranza e apertura alla chiamata di Dio.

Si guarda con interesse e stupore… Lo Spirito continua a operare nei cuori, suscitando domande, desideri, passi nuovi.

ESSERE(I) UMANI

“Una vita, la nostra, totalmente trasformata dall’incontro con l’Amore, con il Tu che ti vuole tutto per sé, perché sei il Suo prediletto. Questo Amore porterà a riconoscerti povero, mendicante solo di Lui e ti renderà capace di amicizie sincere perché imparerai a guardare le fragilità, le debolezze e i limiti dei fratelli con la stessa misericordia con cui Dio guarda le tue”. P.G. Cabra in “Essere(i) umani”

Scatti durante il pranzo di Natale 2025 al Centro Frei Giorgio Zulianello e la passeggiata notturna.

“È indescrivibile la gioia dei bambini quando, negli spazi del Centro e della città, assaporano un momento di festa pensato per loro: gustano, si meravigliano, si lasciano prendere dalla gioia pura”.

BEATI BAMBINI. BEATA SPERANZA.

Didascalia: suor Alessia e le formande propongono un pomeriggio di animazione in un quartiere di Mucaba (Uíge)

In un tempo segnato da incertezze, guerre e fragilità, la nascita di un bambino o di una bambina, è un atto di fiducia nel futuro. Ogni nuova vita è un dono irripetibile, una promessa che si affaccia nel mondo, un “sì” alla speranza. Non c’è forza più rivoluzionaria e luminosa della nascita, che apre orizzonti nuovi.

Avere figli non è solo un fatto biologico o familiare, ma un gesto profondamente umano e spirituale. È generare vita, prendersene cura, accompagnarla nella crescita, educarla all’amore e alla libertà.

In questo senso, una società che accoglie la vita rinasce continuamente. Una società che non accoglie la vita si spegne lentamente. Una nazione che incoraggia la natalità offre futuro alle radici. Una Chiesa che genera nuovi figli nella fede è feconda.

È urgente e profetico riaffermare che la vita è un bene in sé, che la maternità e la paternità – in tutte le loro forme, compresa quella spirituali – sono doni da custodire. Ogni bambino è un miracolo di fiducia, che interpella famiglie, istituzioni, comunità e Chiesa.

La vera civiltà si misura da come accoglie i più fragili e da come rende possibile nascere, crescere, vivere.

In definitiva, come ha scritto Charles Peguy:

“Tutto quello che si fa lo si fa per i bambini.
E sono i bambini che fanno fare tutto.
Tutto quel che si fa.
Come se ci prendessero per mano.
…….
Cosa si farebbe, cosa si sarebbe, mio Dio, senza i bambini.
Cosa si diventerebbe.
Delle zitelle in una catapecchia.
In una capanna diroccata che si demolisce ogni giorno di più.
Che si consuma via via. (…)
Una razza che si spegne (…)
Poichè non si lavora che per loro.
E non si fa nulla se non per loro.
E che tutto quel che si fa nel mondo non si fa che per loro.
Viene da questo quella loro aria sicura.
Cosi piacevole a vedersi.
Quello sguardo franco, quello sguardo insostenibile a vedersi
e che sostiene tutti gli sguardi.
Così dolce, così piacevole a guardarsi.
Quello sguardo insostenibile a sostenersi. (…)
Da questo viene quella loro fronte.
Quella fronte sicura.
Quella fronte diritta, quella fronte convessa, quella fronte quadrata, quella fronte alta.
Quella sicurezza che hanno.
E che è la sicurezza stessa.
Della speranza.

Beati bambini;
Beata speranza.
Beata infanzia.

VOLTI EMOZIONATI

Nella piccola scuola nata appena 4-5 mesi fa, si è svolta la prima Festa di Natale. Una festa semplice ma profondamente vera, vissuta insieme ai bambini e alle loro famiglie.

I volti emozionati, le mani tremanti nel recitare una poesia, i canti intonati con gioia, gli occhi delle mamme lucidi di commozione… tutto parlava di un Bambino che nasce davvero tra i piccoli e per i piccoli.

In questi mesi la “escolinha” (due gruppi!) è diventata più di un luogo di apprendimento: è diventata casa, rifugio, promessa. E questa celebrazione ne è stata la conferma.

Natale è Dio che si fa vicino, che sceglie una capanna per dirci che ogni luogo può essere sacro, se abitato dall’amore.

Grazie a chi ha reso possibile questo sogno: oggi, in quelle piccole aule, è nato davvero qualcosa di grande.

Come in tutte le nostre missioni, anche qui la bellezza di una festa di comunità nasce dalla generosità di tanti: grazie a chi con cuore aperto collabora, sostiene, dona tempo, risorse, preghiera. È grazie a voi se ogni giorno possiamo costruire piccoli spazi di luce, dove i bambini si sentono amati, le famiglie accolte, e tutti possiamo riconoscere la presenza viva di Dio che nasce nella semplicità.

E’ BENE TORNAR BAMBINI QUALCHE VOLTA…

Immaginate la gioia dei bambini e dei ragazzi del Centro Zulianello nel poter celebrare il Natale (in anticipo) in modo speciale, riconoscendo nel Bambino con la “B” maiuscola Colui che viene per tutti, soprattutto per loro.

Con semplicità e stupore, hanno ricevuto doni, dolci e – cosa ancora più preziosa – generi alimentari che li accompagneranno nelle prossime settimane.

Grazie di cuore a quanti, con generosità e affetto, hanno reso possibile questa festa. Il vostro gesto ha portato luce, sorriso e speranza concreta.

“È bene tornar bambini qualche volta e non vi è miglior tempo che il Natale, allorché il suo onnipotente fondatore era egli stesso un BAMBINO…”. (Ch. Dickens)

LE COSE SEMPLICI, FATTE CON AMORE

Con poco si può accendere una luce.
Con poco si può far fiorire speranza.

Segue la sequenza delle foto…

Dio stesso ha scelto il poco:
una giovane donna di Nazaret,
una mangiatoia,
un pugno di discepoli.

Dio stesso ha fatto così: ha scelto la piccolezza, la povertà, l’umiltà di una grotta per rivelare la grandezza del Suo amore.
È nel “poco” che si nasconde l’essenziale, è nel silenzio che parla il Mistero.
Anche il nostro piccolo albero, nato da mani semplici e cuori aperti, diventa così un segno del Natale vero: Dio che si fa vicino, tra noi, con noi.

Il Regno nasce così:
nel silenzio, nel piccolo,
in ciò che il mondo non vede,
ma che agli occhi di Dio è prezioso.

Fare una cosa bella con poco
è scegliere l’amore invece dell’apparenza,
la semplicità invece dell’abbondanza.

Ciò che è fatto con il cuore
ha il sapore dell’eternità.

Suor Alessia con una educatrice del Centro Frei Giorgio Zulianello ed il più piccolo degli ospiti (4 mesi)

…ai piccoli hai rivelato il Regno…

Spesso sono i più piccoli, i più fragili, i più semplici a parlarci di Dio e della sua presenza in mezzo a noi. Una presenza che non si impone con clamore, non arriva come vento impetuoso, ma si nasconde – dice la Scrittura – in un vento leggero, in una brezza. Noi oggi possiamo tradurre quella “brezza”, nell’attenzione di un bambino che vive al Centro Frei G. Zulianello: entrando in ufficio, ha visto il grande quadro che rappresenta Maria che accoglie tra le braccia Gesù morto.

Il bimbo si avvicina perché attratto da alcuni giochi che sono lì vicino, ma poi si accorge dell’immagine.

Per prima cosa vede le ferite sul costato e le accarezza; poi osserva le gambe e appoggia anche lì le sue piccole mani… e poi, con un gesto inaspettato, si avvicina al volto di Gesù e lo bacia.

Non è romanticismo e nemmeno qualcosa di indotto; è la semplicità di un cuore accogliente che ha colto l’essenziale e se ne è sentito coinvolto.

Non possiamo che dire GRAZIE per tanta bellezza!!!

APERTURA DELL’ANNO GIUBILARE

Dietro ogni foto, c’è molto più di un semplice istante catturato. C’è vita, dedizione, mani che lavorano e desiderio di fare ogni cosa in modo bello e significativo.

Abbiamo scelto alcune immagini della preparazione della festa (sabato 29 novembre) e della celebrazione — la Santa Messa a Mfumu e poi a Casa São José — per raccontare questo: una comunità che si muove, che si dona, che si mette in cammino per accogliere e celebrare.
Grazie a tutte le “mamá” che hanno fatto parte della preparazione culinaria… Quanto lavoro!!!
Tutto per celebrare un Amore più grande che ci unisce e ci invita alla gratitudine.

Le foto sono frammenti di due giornate condivise, riflesso della gioia di servire. E in tutto… Dio presente, Dio all’opera.

PREPARAZIONE DELLA FESTA…

SANTA MESSA E “COPO DE AGUA” A CASA DELLE SUORE