IL TANTO ATTESO RITORNO A CASA

Dopo anni di attesa, di lavori, di pazienza e di speranza, finalmente si riaprono le porte del “nuovo” Centro. Per tutti non è soltanto l’ingresso di un edificio, ma il ritorno a casa
Il Centro di Accoglienza Frei Giorgio Zulianello, a M’Banza Congo, torna a vivere in una veste nuova, rinnovata negli spazi, nei colori e nelle strutture, ma soprattutto nello spirito che da sempre lo anima: quello dell’accoglienza, della vicinanza e della dignità umana.

Rientrare in una casa nuova porta con sé emozioni difficili da raccontare.
C’è la gioia di ritrovare un luogo amato.

Ogni stanza restaurata parla di cura, ogni dettaglio racconta l’impegno di chi ha creduto che questo luogo meritasse di tornare a splendere. Inimmaginabile lo stupore dei più piccoli…

Per chi vive e lavora al Centro Frei Giorgio Zulianello, questo ritorno rappresenta molto più di una semplice inaugurazione. È il segno concreto che una Comunità Educativa unita riesce a costruire futuro nonostante le molteplici fatiche e difficoltà.

Dentro queste pareti continueranno a intrecciarsi incontri, ascolto e momenti di fragilità condivisa.

Le famiglie non arriveranno tutte insieme: una alla volta, passo dopo passo, il Centro tornerà a riempirsi di voci, di presenze, di vita quotidiana. Ogni arrivo sarà un piccolo inizio. E andiamo avanti”

“I bambini sono le mani con cui afferriamo il cielo.” — proverbio africano

Nel mese dedicato alle “Crianças” (=bambini) in Angola, celebriamo la gioia, la speranza e il futuro che ogni bambino ed ogni bambina porta con sé. È un tempo speciale per ricordare quanto siano preziosi l’amore, la cura e l’attenzione verso i più piccoli, affinché possano crescere con dignità, serenità e opportunità.

Foto e video: Progetto Educativo “O sol não esquece nenhuma aldeia” a Luanda (Angola)

Con affetto e gratitudine, rivolgiamo anche un pensiero a tutti noi che ogni giorno lavoriamo con loro, li amiamo e ci doniamo con cuore sincero: educatrici, mamme, volontarie, insegnanti, Sorelle MFVI e compagni di cammino.

Che questo mese sia un’occasione per rinnovare la forza, la tenerezza e la speranza che condividiamo con i bambini, dono prezioso per il mondo.

TESSITRICI DI SPERANZA

Nella vita quotidiana, saper cucire è molto più di un’abilità pratica: è un dono che crea autonomia, dignità e creatività. Cucire significa poter riparare, creare, trasformare; significa imparare un mestiere che può diventare occasione di lavoro, aiuto concreto per la famiglia e strumento per rendere più bello il mondo che ci circonda.

Attraverso ago, filo e pazienza nascono non solo abiti e tessuti, ma anche fiducia, collaborazione e speranza.

Con gioia, a Luanda, presso la comunità MFVI “San Michele Arcangelo”, nasce il laboratorio di cucito “Tessitrici di Speranza”. E’ dedicato alle donne che desiderano imparare questa arte preziosa. Un luogo dove acquisire strumenti concreti per il futuro, sviluppare capacità professionali, sostenere la gestione della casa e valorizzare i propri talenti.

Questo progetto è il frutto di tante mani e tanti cuori. Siamo profondamente grate a tutte le persone che hanno donato le macchine da cucire, a chi si è impegnato perché potessero arrivare fino in Angola, a chi ha offerto i primi insegnamenti trasmettendo gli elementi basilari del cucito, a chi ha immaginato e sognato questo spazio, e a chi lo porta avanti con dedizione.

Ogni punto cucito sarà un segno di speranza, crescita e futuro condiviso.

PENTECOSTE: uniti dallo Spirito Santo

Nella luce calda della Pentecoste, bambini, giovani, frati, educatori e suore (del Centro Frei Giorgio Zulianello) ci siamo ritrovati insieme per celebrare la Pentecoste. C’era chi aveva gli occhi ancora assonnati, chi il sorriso già acceso e chi stringeva tra le mani un canto da imparare.

Tutti parti di qualcosa di bello e più grande… la Chiesa nel mondo, in attesa dello Spirito Santo.

Come gli apostoli nel Cenacolo, anche i ragazzi hanno imparato che lo Spirito arriva spesso così: senza rumore, ma capace di accendere il cuore.

Nel momento della celebrazione, tra preghiere e canti, sorrisi e momenti di raccoglimento, la Pentecoste è diventata esperienza viva: un soffio di pace, amicizia e speranza.

M’Banza Congo (Angola)

BEM-VINDA QUERIDA IR. SOLANGE!

Con gioia annunciamo l’arrivo in Angola di Suor Solange Badaraco, giunta il 19 scorso per iniziare una nuova tappa del suo cammino missionario. Suor Solange è Consigliera generale ed abiterà nella comunità di M’Banza Congo, dove si unirà alla missione pastorale e formativa portata avanti dalle Sorelle con impegno e dedizione al servizio della popolazione locale.

Originaria dell’Uruguay, Suor Solange ha vissuto una ricca esperienza missionaria in diversi Paesi del mondo: Brasile, Uruguay, Bolivia, Repubblica Centrafricana, Italia e Haiti. Il suo percorso testimonia una vita donata con generosità all’annuncio del Vangelo e all’accompagnamento delle comunità.

Nelle sue prime ore in Angola ha visitato anche il nuovo progetto delle Sorelle a Luanda: un centro educativo dedicato ai bambini che, nella maggior parte dei casi, non hanno accesso regolare alla scuola. Un’iniziativa che desidera offrire accoglienza, formazione e nuove opportunità ai più piccoli.

Ti diciamo: benvenuta, Suor Solange!
E ancora una volta, grazie per la tua disponibilità, il tuo spirito missionario e il servizio che con amore

INCONTRO, CELEBRAZIONE, SCAMBIO

Incontrarsi è sempre un dono. In un tempo segnato spesso dalla fretta, dalla comunicazione veloce ma superficiale, creare spazi reali di incontro diventa essenziale, soprattutto per le nostre Comunità (tra di noi e con altre Suore).
Ritrovarsi significa anzitutto riconoscersi come sorelle in cammino, accomunate dalla stessa ricerca di Dio e dal desiderio di vivere con autenticità la propria vocazione.

L’incontro ci permette di condividere esperienze, raccontare il proprio percorso, ascoltare le gioie e le fatiche delle altre. In questo scambio reciproco, ciascuna si sente arricchita dalla diversità dei carismi, delle culture, delle età e delle storie personali.
E soprattutto, si apre il cuore a una comprensione più profonda della vita consacrata.

Celebrare insieme ha un valore ancora più profondo. La preghiera comune, la liturgia condivisa, i momenti di festa e di fraternità rendono visibile la comunione e rafforzano il senso di appartenenza a una realtà più grande di sé.

Celebrare significa anche fermarsi per riconoscere i doni ricevuti. Per le formande, questi momenti rappresentano un’opportunità preziosa di crescita umana, spirituale e comunitaria. Per le “più grandi”, l’incontro con le nuove generazioni è occasione di gioia.

Lo scambio tra generazioni, congregazioni e sensibilità diverse favorisce una formazione più integrale e una testimonianza evangelica più credibile. Incontrarsi, celebrare e condividere, alimenta la vocazione e rafforza la missione comune nella Chiesa e nel mondo.

943.168.604.88 non è soltanto un numero!

Devolvere il 5×1000 alla FONDAZIONE GOCCE VIVE (che appoggia le Missioni delle Missionarie Francescane del Verbo Incarnato) significa aiutare chi, in diverse parti del mondo, fa del bene.

Il 5×1000 in Italia è una quota dell’IRPEF (l’imposta sul reddito delle persone fisiche) che i contribuenti possono destinare a enti che svolgono attività di interesse sociale, senza pagare tasse extra.

In pratica, quando fai la dichiarazione dei redditi (come 730 o Modello Redditi), puoi firmare in un apposito riquadro ed inserire il codice fiscale dell’ente che vuoi sostenere.

Se desideri collaborare con le nostre missioni potrai inserire il CODICE FISCALE della Fondazione Gocce Vive: 943.168.604.88 e firmare nel riquadro “sostegno degli Enti del Terzo Settore”.

Se scegli di destinare il 5×1000 a una fondazione o associazione, stai decidendo a chi va una piccola parte delle tue tasse. (Se non firmi, quella quota resta comunque allo Stato e viene distribuita secondo i criteri generali).

Questo è il primo grande impegno… PORTARE CRISTO!

 «Questo è il primo grande impegno che motiva tutti gli altri: portare Cristo ‘nelle vene’ dell’umanità», ha detto Papa Leone (il 17 giugno del 2025). E ancora, con San Giovanni diciamo: «Ciò che abbiamo veduto e udito, noi lo annunciamo anche a voi» (1Gv 1,3).

Nel nostro piccolo, condividiamo la nostra testimonianza di giovani in ricerca, in cammino: un momento speciale di riflessione, adorazione e discernimento della volontà di Dio (Messa e “Feria” vocazionale, Diocesi di Viana, Luanda).

Ogni vocazione inizia dalla consapevolezza e dall’esperienza di un Dio che è Amore

BREVI VIDEO PER CONDIVIDERE PENSIERI SU UN GRANDE DONO: ADELINA. Giornata Mondiale di Preghiera per le Vocazioni.

“Ogni vocazione non può che iniziare dalla consapevolezza e dall’esperienza di un Dio che è Amore (cfr 1Gv 4,16): Egli ci conosce profondamente, ha contato i capelli del nostro capo (cfr Mt 10,30) e ha pensato per ognuno una via unica di santità e di servizio…

Incamminati sulla via che Gesù, il bel Pastore, ci indica, impariamo allora a conoscere meglio noi stessi e a conoscere più da vicino Dio che ci ha chiamati.” (Papa Leone)

BREVI VIDEO PER CONDIVIDERE PENSIERI SU UN GRANDE DONO. ELIANA. Giornata Mondiale di Preghiera per le Vocazioni.

Perché altre giovani possano riconoscere, nel proprio cuore, il grande dono che è la vocazione.

“Carissimi giovani, vi incoraggio a coltivare la vostra relazione personale con Dio attraverso la preghiera quotidiana e la meditazione della Parola. Fermatevi, ascoltate, affidatevi: in questo modo, il dono della vostra vocazione maturerà, vi renderà felici e porterà frutti abbondanti per la Chiesa e per il mondo” (Papa Leone).

BREVI VIDEO PER CONDIVIDERE PENSIERI SU UN GRANDE DONO. MARÍA FÁTIMA. Giornata Mondiale di Preghiera per le Vocazioni.

All’inizio del cammino formativo, le parole sulla vocazione si intrecciano con un senso più grande, diventando testimonianza viva.

“Vocazione non è un qualcosa di “dato” una volta per tutte: è piuttosto un cammino che si sviluppa analogamente alla vita umana, in cui il dono ricevuto, oltre ad essere custodito, deve nutrirsi di un rapporto quotidiano con Dio per poter crescere e portare frutto” (Papa Leone XIV)

FINO AD ARRIVARE A 10 FOTO

Dieci anni.
Dieci anni di passi, volti, strade polverose e cieli immensi angolani
Dieci anni in cui la vita si è fatta dono, ogni giorno.

Dio è buono. Dio è stato buono.
Buono nel chiamarci, senza promesse facili, ma con una presenza fedele.
Buono nel donarci la vita — non solo quella che respiriamo, ma quella che si moltiplica quando viene condivisa.
Buono nel lasciarci vedere il Suo volto nei sorrisi dei bambini (del Centro Frei Giorgio Zulianello, nel quartiere, nella Scuola Frei Nteka, nel quartiere a Viana, nella Cappella Sao Miguel), nella forza delle famiglie, nella speranza che non si arrende.

In terra angolana abbiamo imparato che la vita è relazione, è tempo donato, è mani che si intrecciano.
Abbiamo ricevuto molto più di quanto abbiamo dato.

E oggi celebriamo. 10 anni e la fedeltà di Dio.
Celebriamo ogni incontro, ogni fatica, ogni piccolo sì.

Tra cento immagini – e tante altre che le Sorelle e gli amici aggiungeranno, – dovremo sceglierne dieci.
Impossibile raccontare tutto. (Nemmeno serve).

Perché la bontà di Dio non sta nelle fotografie,
ma nella vita che continua a scorrere,
nel bene che resta,
nell’amore che cresce.

E allora diciamo GRAZIE.
Per ciò che è stato,
per ciò che è,
e per ciò che ancora sarà.

Da cento foto dovremo fare una scelta: arrivare a dieci. Da scegliere tra queste ed altre che si potranno proporre.
Una selezione difficile, perché ogni immagine racconta la bontà di Dio.