Autore: missioinafrica

SE VUOI E PUOI AIUTARCI…

…è semplice con il 5×1000.

Con questa procedura puoi aiutare le nostre missioni nel mondo, in speciale quelle a M’Banza Congo ed a Luanda. Con questi contributi si portano avanti diversi progetti in pro di tante persone bisognose.

Durante la Dichiarazione dei Redditi, puoi inserire il Codice Fiscale della nostra Fondazione: 943.168.604.88 e firmare nel riquadro “sostegno degli Enti del Terzo Settore”.

Tante, tante grazie.

Per INFORMAZIONE, puoi contattare la Fondazione: fondazionegoccevive@francescaneverbo.com

oppure suor Rosa Ferretti + 39 388 108 6449

Trecce: Tradizione e Servizio

Le trecce come stile di acconciatura hanno una lunga storia che risale a migliaia di anni fa. Le testimonianze storiche suggeriscono che l’intreccio dei capelli fosse già praticato durante l’età del bronzo e dell’età del ferro. Alcune civiltà (quelle del Vicino Oriente, Asia Minore, Caucaso, Mediterraneo orientale, ecc) sono spesso raffigurate con capelli e barbe intrecciate o sistemate in modo simile.

I capelli afro portano con sé un significato storico profondo. Ancora oggi rappresenta un’identità collettiva e individuale. In tempi antichi riflettevano il rango sociale, le credenze religiose e lo stato civile di una persona.

Le treccine sono un po’ complicate da fare da sole perciò in questi giorni, le giovani pre-postulanti si sono offerte ad aiutare. Le ragazze del Centro Frei Giorgio Zulianello sono state contente.

Si procede ciocca per ciocca fino a completare la testa. Il finale è un’opera d’arte. Mentre si lavora, c’è anche tanto tempo da dedicare alla conversazione.

CASA APERTA ED UN AMPIO CORTILE CON OMBRA BENEDETTA

Vogliamo che le nostre Case/Comunità siano un luogo di invito, un luogo di accoglienza, un luogo di riposo e festa.

Con il passare dei mesi e grazie all’accoglienza della comunità e dei vicini, stiamo conoscendo il quartiere, la parrocchia, la gente, la Diocesi di Viana. E siamo felici di poter accogliere e condividere ciò che abbiamo: un ampio cortile, alberi ombrosi, la fede.

Nei giorni scorsi, due iniziative hanno arricchito il nostro cortile di voci e preghiere: i ritiri di Promaica (Promoção da Mulher Angolana na Igreja Católica) e dei laici e laiche Diocesani. È un modo concreto di servire il popolo.

“Sarà caratteristica essenziale della Congregazione lo spirito di fraternità evangelica: “ut sint unum”! Ogni “Casa” dovrà considerarsi come una vera famiglia cristiana, in cui la semplicità, la schiettezza, la generosità, la letizia, il servizio scambievole e l’unità dei membri, dovranno manifestarsi tipicamente. E sarà loro vanto, in ogni luogo dove Dio le chiamerà, essere considerate, dal popolo che vede, giudica e apprezza, come formanti un “cuor solo ed un’anima sola” davanti alla verità e al bene comune.
“E’ questa la vera ‘fraternità’ che vince i peccati del mondo” (Luci sul sentiero)

MUCABA

Mucaba è il capoluogo dell’omonima municipalità, nella Provincia di Uíge (Angola). Da diversi anni, le Sorelle di M’Banza Congo fanno molti, molti, molti chilometri, per arrivarci a Uíge (capoluogo di Provincia) ed a Mucaba. E’ ormai riconosciuto che per molte di noi, questi luoghi sono “terra santa”.

In questi giorni suor Rosalie Feidangai e suor Alessia Martinelli stanno incontrando famiglie, ragazze e ragazzi interessati a fare un cammino formativo e discernimento vocazionale.

Tempo speciale per…

Esplorare altri mondi superando le paure.

Conoscere e lasciarsi conoscere: una conseguenza necessaria dell’avvicinarsi.

Andare verso l’incontro e sapere che le cose migliori vengono da noi.

Scoprire il mistero presente in ogni creatura.

Stupirsi delle cose semplici e apprezzarne la dignità.

Condividere ciò che abbiamo e ciò che abbiamo scoperto.

Valorizzare lasciandosi voler bene.

Giocare. Ascoltare. Comunicare.

BISOGNA…

La vita è come un viaggio che non finisce mai… Bisogna vedere quel che non si è visto di notte, con il sole, dove la prima volta pioveva. Bisogna ritornare sui passi già dati per ripeterli e tracciare a fianco nuovi cammini… Bisogna ricominciare il viaggio sempre.” (Josè Saramago)

A volte è necessario andarsene per poter tornare!

Dopo un mese di servizio nella missione di M’Banza Congo, tutti salutano suor Mariapia Giannasi che tra pochi giorni tornerà nella sua comunità di Genova.

“Ritorna. Ti aspettiamo”.

La gioia di stare dove il Signore ci ha inviato

In questo cammino verso la Pasqua, la Chiesa ci invita a soffermarci e contemplare la Passione del Signore: “Colui che vuole onorare veramente la passione del Signore deve guardare con gli occhi del cuore Gesù Crocifisso, in modo da riconoscere nella sua carne la propria carne… Il popolo cristiano è invitato alle ricchezze del paradiso. Per tutti i battezzati si apre il passaggio per il ritorno alla patria perduta, a meno che qualcuno non voglia precludersi da se stesso quella via, che pure si aprì alla fede del ladrone.

Procuriamo che le attività della vita presente non creino in noi o troppa ansietà o troppa presunzione sino al punto da annullare l’impegno di conformarci al nostro Redentore, nell’imitazione dei suoi esempi. Nulla infatti egli fece o soffrì se non per la nostra salvezza, perché la virtù, che era nel Capo, fosse posseduta anche dal Corpo.   «Il Verbo si fece carne e venne ad abitare in mezzo a noi» (Gv 1, 14), nessuno lasciando privo della misericordia, ad eccezione di chi rifiuta di credere”. (Dai «Discorsi» di san Leone Magno, papa).

Lo facciamo, non da sole ma con il popolo di Dio che pellegrina a Viana. Tanti giovani, donne, bambini. Abbiamo avuto la gioia di condividere il ritiro quaresimale della Rete Mondiale di Preghiera del Papa (PWN), nel cortile della nostra casa di Luanda. Suor Vittoria ha parlato durante una catechesi sul cammino quaresimale, cammino di riconciliazione e di speranza. Non sono mancati la Celebrazione eucaristica, i momenti di Riconciliazione e la festa di conclusione.

Continuiamo a camminare verso la Pasqua, felici di essere dove il Signore ci ha inviato.

GRAZIA RICEVUTA

La fede è fondamento delle cose che si sperano e prova di quelle che non si vedono” (Eb 11,1)

    Foto: Statua di San Giuseppe con Gesù Bambino, opera di un artista locale. Si trova all’ingresso della nostra Casa “San Giuseppe” a M’Banza Congo.

     «MARTIRI NOSTRI CONTEMPORANEI»

    Ogni anno, quando si avvicina la data -15 marzo – è impossibile non pellegrinare fino a Pangala (Angola). Ottorino, un volontario italiano del Grimm (attualmente in servizio a M’Banza Congo) da voce nel prossimo filmato ai motivi della Celebrazione. (Cfr. video sotto)

    In Memoria di Fra Angelo Graciani, frate Cappuccino, missionario in Angola. E’ stato assassinato durante i servizi pastorali nel villaggio. Allora era il tempo della guerra di indipendenza (1962 – 1974) nel territorio dell’attuale Angola, all’epoca ancora una colonia del Portogallo. Il conflitto si trascinò stancamente per diversi anni, in particolare nelle regioni orientali e settentrionali dell’Angola e come sappiano, “la guerra, ogni guerra, è sempre una sconfitta, una distruzione della fraternità umana” (Papa Francesco).

    Sr Marivone Bellini con alcuni ragazzini del Centro Frei Giorgio Zulianello e la popolazione locale accompagnano i Frati Cappuccini di M’Banza Congo nella celebrazione liturgica in memoria del Confratello.

    “Ill termine martire (dal greco μάρτυς, mártys – testimone) indica colui che ha testimoniato la propria fede in Cristo fino all’effusione del sangue”. Come Fra Angelo, “i martiri sono cristiani vissuti in un contesto sociale ostile e furono uccisi in odio alla fede cristiana”.

    «I martiri ci insegnano che il male non si supera vincendolo, ma convincendolo. Si tratta – in senso letterale – di “lasciare in mano all’altro la propria pelle”. (Mons. G. Brambilla).

    Fin quando ciascuno non prenderà su di sé la sofferenza dell’altro, non sarà possibile superare questa situazione”. Prendere la sofferenza dell’altro su di sé, e le ragioni che provocano questa sofferenza, la violenza e la separazione, con tutte le forme tentacolari con cui si rappresenta, solo così è possibile attraversare il male e guarirlo dal di dentro». (cit. Card Martini).