PRINCIPIO INCARNAZIONE. E’ qui che ci colloquiamo

L’INCARNAZIONE CI DICE che il luogo privilegiato dell’incontro con Dio è la persona e la sua storia. Ogni persona!

L’Incarnazione del Verbo è “principio di fratellanza”. Nell’educazione, è una motivazione per far scoprire la vita piena come dono. Questo dono si innesta nella propria storia e abita nel quotidiano.

In questi giorni, suor Rosalie Feidangai intraprende un servizio educativo in una Centro educativo popolare di Luanda (Diocesi di Viana).

Opportunità per conoscere e farsi conoscere. Molteplici sfide… educare, formare, accompagnare; linguaggio e pedagogia. Ma in ultima analisi, è anche una funzione di CRESCERE INSIEME. È qui che ci collochiamo.

#educazione

“IN USCITA”

Sin dall’inizio del suo Pontificato (2013) Papa Francesco ha insistito sulla dimensione missionaria della Chiesa. Questo tocca tanti aspetti che per anni (secoli?) non sono stati considerati in modo appropriato.

In primis che la Chiesa siamo tutti i fedeli e che l’annuncio della Buona Notizia richiede il protagonismo di ogni battezzato (EG 120). Donne ed uomini, insieme, che vogliono condividere con altri il tesoro che hanno incontrato; persone per strada in grado di versare olio e vino sulle ferite degli uomini e delle donne di oggi.

Nella Diocesi di Viana (Luanda), la Chiesa non si limita all’ambito privato, alla Cappella oppure al tempio parrocchiale. In tanti sono convinti che la fede autentica non può essere comoda ed individualista; contiene in sé il desiderio di lasciare il mondo un po’ meglio di come lo si è ricevuto (EG 183). Sopratutto ha presente anche il segno che non deve mai mancare tra i cristiani è l’opzione per gli ultimi, per i più poveri (EG 195).

A Luanda, stiamo facendo dei passi di inserimenti nella realtà ecclesiale e sociale. Suor Vittoria Papaianni ha iniziato a partecipare delle attività dell’Apostolato della Preghiera e del Movimento Eucaristico Giovanile. Lei ci racconta della missione che hanno organizzato in questi giorni.

“Ci siamo incontrati nella Parrocchia Santa Maria della Boa Nova per la Messa ed il Rosario al Cuore di Gesù. Dopo… il via: partenza per le strade dei “Barrios” (quartieri). Ci siamo divisi in 5 gruppi e siamo andate a visitare le persone più povere, portando un sacchetto di alimenti per loro. I “missionari” hanno manifestato uno stile fraterno e sororale attraente. Al ritorno ogni gruppo si è fermato davanti al Santissimo Sacramento per ringraziare della buona riuscita della missione”.

Un’emozionante serata…

…che ha avuto il suo posto nel cuore e l’attenzione di circa 50 persone. Lo stesso giorno c’erano le attraenti partite di calcio della Champios League ed era anche l’inizio dell’amato Festival di Sanremo.

L’11 febbraio si è svolta a Rivoltella del Garda (BS, Italia) una serata di animazione missionaria. La serata è stata organizzata dalla comunità delle Sorelle MFVI che vivono lì.

Questo incontro ha permesso di fare un “viaggio” nelle varie nazioni fuori dal contenenti europeo, dove vivono e operano le suore MFVI. In particolar modo l’attenzione è stata rivolta alla missione in Angola.

Foto: Durante la preparazione dell’ambiente

Sr. Stefania Stabile, missionaria in quella terra dal 2016, ha portato la sua testimonianza di vita e ha aperto l’orizzonte sulla storia e la cultura di questo popolo “cortese” e accogliente, ricco di senso di comunità e gioia di vivere.

LA FORZA DELLA VOCAZIONE

Quando Fernando Prado, CMF ha chiesto a Papa Francesco quali pensieri e sentimenti gli vengono in mente quando pensa alla Vita Consacrata, il Papa ha subito ricordato le religiose ed i religiosi, i sacerdoti e fratelli e sorelle consacrati che sono “al lavoro”, cioè inseriti nella realtà – spesso nella periferia delle città – operando al fianco delle persone.

Il Papa accenna a quelle persone consacrate “che non hanno pretese, che non fanno rumore, ma che lavorano senza darsi importanza“.
Quando dice “vita consacrata” intende coloro che fanno la teologia della vita consacrata vivendola, pregandola. Sono quelle persone che hanno una sorta di umiltà essenziale, che prendono sul serio la loro vita consacrata, servendo in diversi ambiti: nell’insegnamento, nelle parrocchie, negli ospedali, nelle missioni.


In questi giorni a Luanda sono state realizzate diverse iniziative che hanno coinvolto religiosi e religiose. Suor Rosalie e Suor Vittoria hanno partecipato e mandato delle foto.
Celebriamo le persone che, in Angola e nel mondo, sono al servizio concreto dei loro fratelli e sorelle, che si mettono in gioco, che vivono in semplicità, senza bisogni artificiali, in armonia con il creato e soprattutto con la coscienza che milioni di esseri umani vivono in situazioni di ingiustizia.

Foto: Durante la Festa della Vita Consacrata, celebrazione presieduta dal Nunzio Apostolico in Angola, il Reverendo Monsignore Kryspin Dubiel, e visita al Centro d’Accoglienza Santo Antonio. Il Centro accoglie persone in difficoltà.

Cfr. “La Forza della Vocazione. La Vita Consacrata Oggi”. Publicaciones Claretianas, Madrid 2018

SERATA MISSIONARIA

Le Sorelle della Comunità di Rivoltella del Garda hanno saputo che suor Stefania Stabile è nei dintorni e voglino cogliere l’occasione di allargare lo sguardo di amici, vicini, benefattori… perché tutti possano raggiungere il continente africano.

Sr Stefania è missionaria in terra angolana dal 2016. La sua, sarà una testimonianza che non si limiterà a raccontare solo eventi ma vorrebbe trasmettere la propria esperienza di fede e speranza e come tutto ciò ha influito sulla vita di tante persone. Per condividere i doni ricevuti e per ispirare e motivare altri a impegnarsi nella propria vita cristiana. (E non importa l’età!).

Chi può dirlo? Da un seme nasce un albero e da una testimonianza può nascere un progetto di vita, di servizio, di futuro. Molti sogni sono stati attivati da parole entusiaste.
Vi aspettiamo!!!

INFO in locandina.

LE PORTE SONO SEMPRE APERTA PER COLORO CHE VOGLIONO ENTRARE

Qualche giorno fa è iniziato il cammino del Gruppo dei giovani della Comunità San Miguel, una delle tante Cappelle della Parrocchia Santissima Trinità (Diocesi di Viana, Luanda). [E’ quella più prossima alla nostra nuova casa-presenza].

Subito il nostro arrivo a Luanda – alcuni mesi fa – i giovani avevano manifestato il desiderio che una di noi potesse partecipare ai loro incontri. Cioè, ci hanno aperto le porte… come la Porta Santa che si è aperta a Roma. Per noi è diventato un «kairòs», una occasione propizia.

Quest’anno approfondiremo la tematica “GIUBILEO”: una bella occasione per approfondire la fede e riscoprire la speranza cristiana. Non potremo arrivare a Roma; impossibile per i costi. Ma ormai Gesù ha aperto le porte, la Comunità ha aperto le porte.

Alcune foto ricordo!

«Il Santo, sia benedetto; non respinge alcuna creatura. Al contrario, tutte gli sono care e le porte sono sempre aperte per coloro che vogliono entrare» (Midràsh Esodo Rabbàh 19,4).

“Dove c’è musica non può esserci nulla di cattivo” – M. de Cervantes

«Dove c’è musica, non può esserci nulla di cattivo». Durante un Convegno internazionale, Papa Francesco aveva scelto le parole di Don Chisciotte per sottolineare l’importanza dei componimenti musicali nella vita delle persone e in quella della Chiesa. Dappertutto!!!

Foto: Lezioni di musica con il professor Adelein. Casa di Formazione, M’Banza Congo

“Ogni venerdì, il Professore Adelein viene a Casa nostra per accompagnare le formande nella conoscenza della musica. E’ un tempo buono. Le ragazze sono contente. Ora stanno iniziando ad apprendere come si suona il flauto dolce”.

La musica dovrebbe essere una materia obbligatoria in tutte le scuole del mondo! Si imparano molte cose. «Un buon musicista conosce il valore della pausa». «L’alternanza tra suono e silenzio è feconda e permette l’ascolto, che ha un ruolo fondamentale in ogni dialogo». «La sfida comune è ascoltarci a vicenda». (Discorso di Papa Francesco)

Alla fin fine, con versi di Johann Gottfried Seume (1804), probabilmente ispirato a Cervantes, potremmo dire: “Dove si canta, nessuno viene derubato; / i malvagi non hanno canti”.

GUIDAMI SULLA VIA DELL’AMORE

Anche oggi ci sono giovani, ragazze e ragazzi che, nel considerare la loro vita e il loro futuro, non pensano solo ai loro progetti personali, ma anche a una vita di servizio alla società e di dedizione a Dio.

Certo, la sequela a Gesù e la Vita consacrata, esige fidarsi, avere voglia di andare oltre e determinazione continua ad affrontare le paure. Alcune di esse sono comprensibili! (ma purtroppo spesso bloccano ed offuscano il dono).

Foto: incontri di formazione e ricreazione. Pastorale Vocazionale (Viana, Angola)

Ma anche in ambito vocazionale, è valido il proverbio “Dio vede e provvede”. Perché le paure e le difficoltà possono, se “guardate in faccia” ed affrontate, generare crescita, nuova vita e perciò gioia interiore. Quando le paure rivelano i nostri punti fragili (attaccamenti, illusioni, ecc) in realtà ci stanno offrendo l’occasione di fare qualcosa, di non rimanere passivi, di prendere la vita nelle mani, di…. (se hai letto fino qui, potrai aggiungere anche te!).

“Tu puoi contare solo sull’amore di Dio. Egli non deluderà le tue speranze.

Segui come discepolo il tuo Maestro ed in te crescerà la sua Parola…

Ama tutte le creature e per esse loda Dio; da esse ricava purificazione, insegnamento, consolazione.

Non preferire nulla all’amore di Cristo…” (Cantico di Bose).

L’Essenza del Giubileo: Misericordia e Libertà

Non soltanto un rito: il Giubileo della Speranza è un dono che deve incidere profondamente nell’esistenza di un popolo. Di tutti i popoli (nessuno escluso); perché il Giubileo si apre in una dimensione di evangelizzazione universale. E’ per tutti. (Va oltre i confini della Chiesa).

La Diocesi di Viana (Angola) ha aperto le celebrazioni giubilari con bella e partecipata celebrazione (cfr. foto) e noi, dopo avere partecipato, scegliamo le parole di Mons. Ravasi per ricordarci e ricordare quali sono i gesti fondamentali dell’ «anno di grazia del Signore».

Perché le sue parole ci aiutino a conoscere più profondamente quanto stiamo vivendo.


1° EVANGELIZZARE I POVERI.
Destinatari sono i “poveri”, cioè gli ultimi della terra, coloro che in sé non hanno la forza del potere politico ed economico ma hanno il cuore aperto all’adesione di fede. Il giubileo è destinato a riportare al centro della Chiesa gli umili, i poveri, i miseri, coloro che esternamente e interiormente dipendono dalle mani di Dio e da quelle dei fratelli e sorelle.

2° LA LIBERTA’. Gesù fa riferimento anche ai prigionieri in senso stretto e metaforico e qui si anticipano quelle parole che egli ripeterà nella scena del giudizio alla fine della storia: «Ero carcerato e siete venuti a trovarmi» (Matteo 25,36).

3° LA VISTA AI CIECHI. Un gesto che Gesù ha spesso compiuto durante la sua esistenza terrena. (Cfr. Gv9). Era questo, secondo l’AT e la tradizione giudaica, il segno della venuta del Messia.
L’oscurità in cui è avvolto il cieco è l’espressione di una grande sofferenza C’è anche la cecità interiore che
non coincide con quella fisica ed è l’incapacità di vedere in profondità, con gli occhi del cuore e dell’anima. Una cecità difficile da diradare che attanaglia tante persone.

4° LA LIBERAZIONE DELL’OPPRESIONE (di tutte le sofferenze e il male che opprimono il corpo e lo spirito). È ciò che attesterà l’intero ministero pubblico di Cristo. Meta ideale del giubileo cristiano autentico è questa tetralogia spirituale, morale, esistenziale.

Cfr. Articolo di Gianfranco Ravasi “Alle radici del Giubileo” in http://www.osservatoreromano.va/it/news/2024-04/quo-081/alle-radici-del-giubileo.htm

FACCIAMO COME LA TERRA: DIVENTIAMO GENEROSI!

“La terra è molto generosa”. Non mi stanco di ripeterlo. Molto!!!.

Alcuni anni fa ho incontrato delle famiglie in una sperduta “aldeia” (villaggio) angolana. Ho scoperto che (quasi) tutti organizzavano il mangiare “per il giorno”. Non c’erano né possibilità né condizioni per fare grandi menù o pianificazioni settimanali.

Frutto Pinha, dal giardino della Comunità (Luanda)

Il mangiare era per il giorno. Forse sarebbe rimasta qualche porzione per il domani anche se la tradizione generalmente impone di non conservare… per un semplice motivo: ad alte temperature e senza frigo, il cibo spesso va a male.

Ma con queste linee voglio sottolineare un altro aspetto che non mi stanco di ripetere: la generosità della terra! La terra angolana è benedetta da una ricca varietà di frutti tropicali. Banane, Ananás (Abacaxi), Caju, Mangas, Mamão (Papaya),… Quando il tempo di raccolta di un frutto è finito, ne inizia un altro. Tutte le persone possono attingere ad un frutto. Soprattutto i poveri. I più poveri.

Anche la nostra Comunità è molto benedetta con i frutti (ed i fiori) del nostro orto. Spesso ci fermiamo a ripetere “incredibile! Dio è provvidente. La terra è generosa”. La generosità della terra ci invita a fare lo stesso con i più bisognosi. Ci invita anche a riconoscere il dono che ci è dato ed a condividerlo.

FACCIAMO COME LA TERRA: DIVENTIAMO GENEROSI!