UNA NUOVA COMUNITA’ DI DISCEPOLE IN CAMMINO, CHE SEGUONO IL SIGNORE

(da sin. a des.) Aurora, sr Vittoria, m Fátima, Mariethe, sr Rosalie e sr Stefania.

Una nuova Comunità MFVI, discepole in cammino che seguono il Signore. Ieri, in memoria di Nostra Signora del Rosario e con la presenza di Madre Fátima, abbiamo celebrato la Messa che ha segnato l’inizio della nuova Comunità a Luanda (Diocesi di Viana). La Messa è stata presieduta dal parroco, P Jhon (religioso saveriano colombiano).

Il dono – candele – vuole ricordare che “Dio è luce … se camminiamo nella luce… siamo in comunione gli uni con gli altri” (1 Gv 1,5-7). “E voi – per Lui – “Siate una!” un solo cuore e un’anima sola! In ogni Casa, in ogni missione, in ogni via!”. (Madre Giovanna)

Padre Jhon durante la Santa Messa


Abbiamo voluto avviare la vita comunitaria con un momento speciale, l’Eucaristia. Per ringraziare per l’attesa ed la ricerca, per gli aiuti ricevuti lungo il cammino ed i passi dati con gioia, paure e stupore. Per invocare la benedizione del Signore sulla Comunità, su ogni Sorella, sul presente ed il futuro.

Possa la Comunità servire ed amare sempre, soprattutto i più poveri e “piccoli”, secondo le leggi divine del germogliare, crescere e divenire.

TROPPO FACILE

Troppo facile, Signore, ringraziarti perché mi offri l’acqua.
Io vorrei ringraziarti per la sete.
Non ti rendo grazie per il pane, ma per la fame.
Non ti lodo per la luce, ma per il bisogno di essa.
Non ti dico grazie per l’amore, ma perché non posso fare a meno dell’amore “vero”.
Non ti benedico per la strada, ma per i passi che mi dai la voglia di fare.
Non ti sono riconoscente per le spiegazioni, ma per le domande.
Ti ringrazio non per l’incontro, ma per la veglia nel cuore della notte.
Non per il riposo, ma per l’inquietudine.
Non per l’appagamento, ma per l’insoddisfazione.
Non per il conforto, ma per la scomodità.
Non per le sicurezze e le evidenze, ma per il mistero.
Non per la scoperta, ma per l’avventura esaltante.
Non per le certezze, ma per la ricerca rischiosa.
Non per i risultati, ma per la pazienza ostinata.
Non per la terra promessa, ma per l’esodo.
Non per il dono, ma per l’attesa.
Non per la parola, ma per il silenzio che la prepara e la esige.
Non per il traguardo raggiunto, i risultati conseguiti, ma per le infinite partenze.


Lascia un commento