Autore: missioinafrica

Un codice sacro da seguire nella vita…

“Tendi la mano al povero …” (Sir 7,32). La sapienza antica ha posto queste parole come un codice sacro da seguire nella vita. Esse risuonano oggi con tutta la loro carica di significato per aiutare anche noi a concentrare lo sguardo sull’essenziale e superare le barriere dell’indifferenza. La povertà assume sempre volti diversi, che richiedono attenzione ad ogni condizione particolare: in ognuna di queste possiamo incontrare il Signore Gesù, che ha rivelato di essere presente nei suoi fratelli più deboli (cfr Mt 25,40).

Queste parole, che aprono il Messaggio di Papa Francesco per la Giornata Mondiale dei Poveri, sono state accolte dal gruppo Caritas del nostro Centro Pastorale, che ha voluto farsi presente a trecento persone e nuclei familiari, in particolare difficoltà economica.

Un gesto semplice e concreto che testimonia la carità e cerca di favorire l’incontro con Dio, attraverso l’incontro e la condivisione: “Sempre l’incontro con una persona in condizione di povertà ci provoca e ci interroga. Come possiamo contribuire ad eliminare o almeno alleviare la sua emarginazione e la sua sofferenza? Come possiamo aiutarla nella sua povertà spirituale? La comunità cristiana è chiamata a coinvolgersi in questa esperienza di condivisione, nella consapevolezza che non le è lecito delegarla ad altri. E per essere di sostegno ai poveri è fondamentale vivere la povertà evangelica in prima persona. Non possiamo sentirci “a posto” quando un membro della famiglia umana è relegato nelle retrovie e diventa un’ombra. Il grido silenzioso dei tanti poveri deve trovare il popolo di Dio in prima linea, sempre e dovunque, per dare loro voce, per difenderli e solidarizzare con essi davanti a tanta ipocrisia e tante promesse disattese, e per invitarli a partecipare alla vita della comunità“.

Vi raccontiamo la nostra Africa…

Cinque giovani toscane: Azzurra, Bianca, Chiara, Francesca, Laura accompagnate da suor Chiara, hanno trascorso un mese a Mbanza Kongo, nel mese di ottobre 2019.

Con questo video raccontano la loro esperienza soprattutto a contatto con i bambini del Centro Zulianello… buona visione!

Marcos Victor: “Adoro fare quello che faccio!”

Angola è un Paese bellissimo, sotto vari aspetti, ma la vera bellezza e ricchezza di questo Paese crediamo siano i giovani, i tantissimi giovani che rappresentano il vero patrimonio e garantiscono il futuro a questa terra. Vi raccontiamo, attraverso l’intervista realizzata da Angop, l’esperienza di uno di loro.

E’ nel momento della decisione che si forgia il tuo destino!

Motivatore di persone in tutti gli aspetti della vita, Marcos Victor è stato un esempio di successo nell’imprenditoria per altri giovani in questo Paese. Coach, come è conosciuto, ha motivato giovani residenti in Luanda, che hanno potenziale creativo, a non fissarsi solamente nella capitale del Paese e a cercare opportunità di impresa all’interno, nelle Provincie.

Chi é Marco Victor?

Sono un giovane angolano cristiano, nato il 22 di febbraio del 1981, in Luanda. Adoro fare quello che faccio. Ho l’onore e la fortuna di essere nato in questo Paese pieno di ispirazione e questo facilita molto il mio lavoro. Basta uscire per strada e mi vengono idee per il mio lavoro, per dare messaggi agli angolani che, come me, aspirano ad arrivare più in là e a realizzare il loro sogno.

Ho 38 anni e , come molti angolani, ho vissuto e sono cresciuto tra la casa dei miei genitori e quella dei miei nonni. ho studiato in Angola fino alle superiori e poi negli Stati Uniti, dove mi sono formato in Gestione di Affari Internazionali. Sono tornato in Angola per lavorare e poi nuovamente negli Stati Uniti per fare un Master in Manager di Gestione Affari e Finanza.

Sei conosciuto come coach. Cosa significa? 

Coach é una persona che pratica il coaching ovvero un metodo creato per aiutare le persone a raggiungere il proprio potenziale massimo, utilizzando tecniche, metodologie e processi scientificamente comprovati. L’idea è incontrare una persona e sapere qual’ é la sua situazione attuale, cosa vuole raggiungere e, a partire da questo, elaborare un piano di azione. Nell’accompagnare questa persona, perché riesca a risponde alle esigenze delle situazioni che la porteranno a raggiungere i suoi obiettivi, noi la aiutiamo a mettere in atto il suo piano d’azione.

Da quanto tempo esercita questa professione?

Dal 2015, cioè da quattro anni. Non mi piace chiamarla professione. La chiamo missione. Quando le persone scoprono il loro proposito, il loro obiettivo, devono farlo a beneficio degli altri. E’ un dono.

Perchè lo definisce un dono?

Credo che il dono non è il coaching. Il dono è la parola, la comunicazione, l’empatia, l’amore per le persone. è un regalo di Dio riuscire a comunicare con le persone, perché non tutti riescono a parlare davanti ad un pubblico. Chiunque sappia parlare può articolare parole, ma non tutte le persone riescono a comunicare, nel mio caso, Dio mi ha dato questo dono di riuscire a comunicare.

Comunicare è più che emettere parole. E’ dire parole in un modo che le persone percepiscano e si sentano ispirate e sappiano quali sono i loro sogni. Quindi è chiaramente un dono.

Possiamo definirlo imprenditoria?

Il coaching, per se stesso, è un processo utilizzato perché le persone possano raggiungere i propri obiettivi. É uno degli strumenti che utilizzo per compiere la mia missione. Mi considero una persona che fa strategia della vita e il coaching é una delle forme con la quale mi aiuto a mettere in atto questa strategia. Quello che desidero mettere in chiaro è che l’imprenditoria l’ho realizzata quando ho creato la mia impresa per poter fare queste attività. La mia missione di vita è aiutare le persone ad avere la miglior qualità di vita possibile. Questo non è imprenditoria, non sono affari, è la mia missione.

Con il coaching sono riuscito a creare la mia impresa, la MPVictor, con lo scopo di praticare coaching della vita individuale, delle imprese e dei dirigenti di imprese, faccio anche incontri, conferenze e workshop. Ma questa è la parte impresariale, come pagare le tasse e gli stipendi. Non posso essere visto solo come un coach. Come essere umano quale sono, credo che ho una missione di aiutare le altre persone a migliorare la propria vita, utilizzando vari strumenti. uno di questi è il coching e la programmazione neurolinguistica.

Qual é il suo pubblico?

Sono tutte quelle persone che respirano e hanno la nozione che, finché siamo vivi, possiamo migliorare. E spiego perché. Faccio un’attività che è kids coach, destinata a bambini e adolescenti (crescere vincitori) che hanno bisogno di luci e strategie per attingere i loro obiettivi. Ogni essere umano, in quanto respira, ha lo spazio per migliorare.

(Tratto dal sito Angop- Agenzia Angola Press)

Madre Giovanna International

Nelle nostre comunità, nei giorni scorsi, particolarmente il giorno 14, si è celebrato il compleanno di Madre Giovanna, fondatrice della nostra Congregazione. La sensazione, vedendo le tante foto che ci siamo scambiate, è il volto internazionale, interculturale, che appare e che abbiamo regalato alla nostra Madre. Un volto che manifesta un anelito profondo, che la Madre portava in sé e trasmetteva, quello di “sorelle universali” e dell’essere “cattolicamente larghe” in uno sguardo che abbraccia mondi e missioni differenti.
Grazie Madre Giovanna perché nella nostra piccolezza ci fai sperimentare la vastità del mondo…!

Rimanere impegnati per raggiungere i propri obiettivi

Al termine di quattro settimane di intenso lavoro, si sono conclusi i Corsi di Formazione Professionale per gli adolescenti del Centro Zulianello.

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Una cerimonia con consegna dei Certificati di Partecipazione ha premiato la perseveranza e l’impegno dei ragazzi e la bravura dei loro giovani insegnanti/imprenditori che con passione hanno animato i vari Corsi, divenendo anche modelli da seguire e imitare.
Obrigado a tutti coloro che in diversi modi hanno aiutato e sostenuto questa importante iniziativa per il futuro di questi ragazzi!!

Impara l’arte …

IMG-20200726-WA0016I nostri ragazzi continuano, con impegno ed entusiasmo, a partecipare ai Corsi di Formazione Professionale, proposti dall’Ong Ajea (Associazione di giovani imprenditori angolani) presso il Centro Zulianello.

La scorsa settimana si e’ svolto il Corso di Imprenditoria e questa settimana ha avuto inizio quello di Maquillage. I “docenti” sono giovani studenti/imprenditori residenti in citta’, che a loro volta hanno fatto formazione e ora offrano il loro sapere ad altri giovani che si affacciano al modo del lavoro e dell’autonomia.

“Molti sono entusiasti di diventare imprenditori, ma si scoraggiano davanti alla realtà dei fatti. Imprenditoria significa rimanere impegnati per raggiungere i propri obiettivi al di là dei sentimenti di entusiasmo”. Restate sulla retta via e tenete a mente il vostro “perché” . (Altimese Nicole, giovane imprenditrice)

Buon lavoro, ragazzi!

Mani in pasta!

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Lunedi. Inizia una nuova settimana. Gia’, ma questa settimana non e’ come tutte le altre, per gli adolescenti del Centro Zulianello. Infatti prende il via un Corso di Pasticceria al quale seguiranno altri tre corsi che daranno, ai nostri ragazzi, alcuni piccoli strumenti per affrontare il futuro. Cinque di loro quest’anno, arrivando al compimento dei […]

via Mani in pasta! — emozioniafricane

Mani in pasta!

Lunedi. Inizia una nuova settimana. Gia’, ma questa settimana non e’ come tutte le altre, per gli adolescenti del Centro Zulianello.

Infatti prende il via un Corso di Pasticceria al quale seguiranno altri tre corsi che daranno, ai nostri ragazzi, alcuni piccoli strumenti per affrontare il futuro. Cinque di loro quest’anno, arrivando al compimento dei 18 anni dovranno lasciare il Centro e si apre per loro la sfida di confrontarsi con il mondo.

 

IMG-20200716-WA0008I Corsi di Imprenditoria (nozioni basiche), Pasticceria, Decorazione e Maquillage, sono proposti da una ong locale, formata da giovani angolani, studenti universatari e/o lavoratori, che a loro volta si sono formati e mettono a disposizione la loro conoscenza per formare altri giovani attraverso l’organizzazione di questi Corsi.

Il talento ti lascia a piedi se non lavori duro, tutti i giorni, per cio’ che vuoi ottenere

Dopo la pima settimana di duro lavoro e concentrazione… i risultati si vedono!! Complimenti ragazzi!

All’ombra di un mango …

L’albero del mango è un albero preziosissimo e molto apprezzato soprattutto per i suoi gustosissimi frutti… penso che è l’albero dei bambini e dei ragazzi per eccellenza, almeno in questo paese africano, perché ancor prima di maturare completamente i suoi frutti, i ragazzi fanno a gara, con tutti i mezzi possibili (si arrampicano, tirano pietre per far cadere i frutti, oppure si armano di aste di legno sufficientemente lunghe per battere i rami) per guadagnarne il maggior numero e frasi una scorpacciata.

Così come nella Repubblica Centrafricana, anche qui, all’ombra dei manghi, la gente si riunisce quando è convocata per un evento particolare o per la necessità di prendere decisioni che riguardano la comunità. dav

Questa  settimana, una piccola comunità della zona di Sumpi, si è riunita accogliendo la visita del  frate responsabile del Centro Pastorale e di noi suore, che collaboriamo nell’azione pastorale in questi villaggi. La piccola comunità cristiana soffre perché il Catechista che dovrebbe animare la comunità, da quasi un anno non compie più la sua missione. Con noi sono presenti altri due catechisti responsabili di zona: Pedro e Paulo!

In questo tempo di pandemia da Covid-19 anche la Chiesa Angolana si è adattata alle misure di prevenzione e sicurezza, attraverso l’obbligo di uso della maschera e del distanziamento sociale. La scorsa settimana sono riprese le celebrazioni delle diverse cappelle della città e dei dintorni, lì dove era possibile applicare un controllo “rigoroso” dell’applicazione delle norme, con certificazione dell’Autorità locale competente.

La solidarietà poi non manca e i ragazzi del Centro hanno beneficiato di un gustosissimo pranzo offerto dalle signore appartenenti all’OMA (Organizzazione della Mulher/donna Angolana) settore femminile del partito dell’MPLA.

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All’ombra di un mango … durante la pandemia … l’oggi è un dono e per questo si chiama presente!

Aver cura dei bambini è preparare un futuro migliore!

Il giorno 16 di giugno é considerato come la Giornata dei Bambini Africani per i fatti successi il 16 giugno del 1976 in Sudafrica dove la popolazione nera manifestò reclamando i diritti dei bambini.

In questa data migliaia di studenti, della città di Soweto,  manifestarono esigendo il diritto ad una miglior educazione e all’apprendimento delle proprie lingue materne al posto dell’inglese o dell’ Afrikaans che imparavano a scuola. Ma quella che doveva essere una manifestazione pacifica, si trasformò in tragedia e causò la morte di molti tra studenti e bambini, per il livello di violenza che si raggiunse.

Venne istituita come Giornata dei Bambini Africani a partire dal 1991. Comunque fino ad oggi milioni di bambini africani continuano a soffrire, vittime di malattie, violenza e fame. Molti incontri e attività ricreative, culturali e sportive vengono organizzate in quasi tutto il Paese per celebrare questo giorno. sdr

Affinché i bambini abbiano una vita dignitosa e felice, è stata approvata  dall’Organizzazione delle Nazioni Unite (ONU) la Dichiarazione per i Diritti dei Bambiniche nel 1990 è divenuta legge internazionale.  (Fonte: SAPO- Angola)

Il Centro Zulianello, in occasione di questa giornata speciale ha ricevuto la visita del

gruppo dei giovani del Partito MPLA (JMPLA) che hanno voluto essere presenti e manifestare solidarietà e attenzione ai bambini facendo una donazione di alimenti e offrendo succo di frutta e caramelle!

I bambini e i ragazzi sono i veri protagonisti della vita del Centro e in questo periodo di pandemia, in cui è ancora proibito uscire e frequentare scuola ed attività esterne, si attivano e alternano vari momenti ricreativi e di gruppo, che aiutano a pensare, riflettere sul futuro e sognare…una vita bella!

Anche gli Educatori continuano a lavorare per sognare e progettare insieme affinché il  Centro di Accoglienza possa rispondere alle esigenze attuali dei bambini e adolescenti che sono accolti.