Testimonianza di Chiara Menini del Gruppo Volontari Italiani e Svizzeri.
“E’ davvero difficile mettere per iscritto che cosa è stata l’esperienza missionaria che ho fatto quest’estate in M’Banza Congo (Angola) con le Suore Missionarie Francescane del Verbo Incarnato. Per questo, proverò a farlo per mezzo di alcune parole portoghesi che mi sono rimaste nel cuore e con le quali vorrei riassumere alcune suggestioni che mi porto nel cuore.

Foto: IL GRUPPO DI VOLONTARI (in ordine alfabetico): Alessia (Lugano), Aurora S (Assisi), Celine B (Locarno), Chiara M (Reggio Emilia), Chiara P (Genova), Lara F (Sondrio), Letizia V (Foligno), Loredana D (Suiza), Maria DS (Lamezia Terme), Marica B (Guastalla), Mattia V (Guastalla), Noemi B (Guastalla), Sara F (Zurigo) e Suor Franca MFVI, con Mons. Vicente Carlos Kiaziku (vescovo di M’Banza Congo) ed alcune delle MFVI che vivono in Angola, sr Stefania, sr Alessia e sr Vittoria (queste ultime due arrivate a luglio in terra angolana)
BEM-VINDA (“Benvenuta”)
Pur essendo in terra straniera, immersa in una cultura completamente diversa da quanto mai avevo visto, mi sono sempre sentita accolta con amore e, a volte, con curiosità in ogni circostanza.
Dall’abbraccio caloroso di Suor Alessia e Suor Stefania quando siamo arrivati in aeroporto al calore della loro casa e comunità in Luanda e M’Banza Congo; dai canti e il falò della comunità di Tomboco ai bimbi e ragazzi del centro che ti corrono incontro appena varchi il cancello di ingresso.
Gli Angolani sanno accogliere i fratelli ma anche gli stranieri, senza averne paura, ma con il cuore aperto a lasciarsi stupire.
VOCÊ (“Te”)
L’esperienza in Angola è stato un continuo “a tu per tu”.
Ogni persona che ho incontrato, dai volontari con cui sono partita, agli Angolani, dalle Suore ai ragazzi del Centro, erano una Storia da scoprire, uno Sguardo nuovo che ti metteva nella condizione di avere sempre gli occhi aperti su chi avevi di fronte, pronta ad ascoltarlo ed accoglierlo così com’era.
Questo mi ha dato l’occasione anche di mettermi di fronte a me stessa: gli incontri fatti mi hanno messa molto in discussione, rimettendomi davanti le mie debolezze, i miei limiti e le mie fragilità.
DESAFIO (“Sfida”)
Conoscere i ragazzi del centro è stata una Sfida fin dall’inizio: doversi mettere in gioco, togliere ogni maschera ed essere me stessa in tutto e per tutto.
Vedere, però, che si conquistava la fiducia dei ragazzi ogni giorno, che ciascuno si apriva e si affezionava a te a proprio modo, è stato il regalo più grande che mi potessero fare.
Sono ragazzi pieni di vita e di energia e, come tutti noi, con tanto bisogno di essere amati e di amare.
La sfida c’è stata per noi nell’immergerci nella loro vita
all’improvviso, ma loro vivono sfide ben più grandi ogni giorno, però non con tristezza, ma con il sorriso sulle labbra, un canto nel cuore e una danza in corpo.
OBRIGADA (“Grazie”)
Quando si torna da esperienze così forti e piene, non si smetterebbe mai di dire “Grazie”.
Per evitare di dimenticarmi qualcuno, rivolgo un unico ringraziamento a Dio, che, anche grazie alle Suore Missionarie Francescane del Verbo Incarnato, si incarna in terra angolana e porta frutti di Carità e Pace.
Il periodo in Missione, mi ha fatto capire che è il Signore che dà senso a tutto ciò che facciamo, anche nella nostra vita quotidiano.
Questa è la differenza tra l’essere missionaria e l’essere volontaria. Da missionaria non si porta se stessi agli altri, ma, mandati dalla Chiesa, si testimonia l’Amore e la Presenza di un Altro in mezzo a noi.