Quando Fernando Prado, CMF ha chiesto a Papa Francesco quali pensieri e sentimenti gli vengono in mente quando pensa alla Vita Consacrata, il Papa ha subito ricordato le religiose ed i religiosi, i sacerdoti e fratelli e sorelle consacrati che sono “al lavoro”, cioè inseriti nella realtà – spesso nella periferia delle città – operando al fianco delle persone.
Il Papa accenna a quelle persone consacrate “che non hanno pretese, che non fanno rumore, ma che lavorano senza darsi importanza“.
Quando dice “vita consacrata” intende coloro che fanno la teologia della vita consacrata vivendola, pregandola. Sono quelle persone che hanno una sorta di umiltà essenziale, che prendono sul serio la loro vita consacrata, servendo in diversi ambiti: nell’insegnamento, nelle parrocchie, negli ospedali, nelle missioni.
In questi giorni a Luanda sono state realizzate diverse iniziative che hanno coinvolto religiosi e religiose. Suor Rosalie e Suor Vittoria hanno partecipato e mandato delle foto.
Celebriamo le persone che, in Angola e nel mondo, sono al servizio concreto dei loro fratelli e sorelle, che si mettono in gioco, che vivono in semplicità, senza bisogni artificiali, in armonia con il creato e soprattutto con la coscienza che milioni di esseri umani vivono in situazioni di ingiustizia.

Foto: Durante la Festa della Vita Consacrata, celebrazione presieduta dal Nunzio Apostolico in Angola, il Reverendo Monsignore Kryspin Dubiel, e visita al Centro d’Accoglienza Santo Antonio. Il Centro accoglie persone in difficoltà.

Cfr. “La Forza della Vocazione. La Vita Consacrata Oggi”. Publicaciones Claretianas, Madrid 2018



