PROGETTO “BANANA”

Meno di una settimana fa, le suore anziane dell’infermeria di Ca’ degli Angeli (Fiesole, Italia) hanno consegnato a suor Liliana Signori, che stava per tornare alla missione angolana di M’Banza Congo, il frutto di un’iniziativa. L’hanno chiamata Progetto “Banana”.
In cosa consiste?
La comunità fiesolana ha scelto di rinunciare a parte del pranzo e/o di semplificare ciò che consuma per donare ogni mese una piccola somma alla comunità africana.

Una specie di “gemellaggio”: non tanto per gli scambi materiali quanto per il legame che unisce le due comunità in un’azione di bene.

Non stiamo parlando di grandi somme milionarie, ma di piccoli contributi, sufficienti a rincuorare il momento a chi, di forze, sente di averne poche.
Il denaro viene destinato all’acquisto di frutta (generalmente banane) che viene poi offerta ai bambini che hanno bisogno di un “supplemento” per la salute o che ogni giorno devono recarsi in ospedale per effettuare esami medici (febbre tifoide, malaria, ecc.).

Le due foto raccontano dell’acquisto delle banane al ritorno da un funerale. È tipico acquistare la frutta lungo la strada, soprattutto dalle donne che lavorano la terra e gestiscono piccoli mercati.

Foto: le Sorelle, Alessia e Liliana, con una giovane aspirante ed un ragazzo del Centro Frei Giorgio Zulianello.

“Il Bene comune, ancora più radicalmente dei beni comuni, è un bene fatto di rapporti, è una forma speciale di bene relazionale, perché sono le relazioni tra le persone a costituire il bene” (Luigino Bruni). 

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