giorno dopo giorno la terra africana offre emozioni, sensazioni, luoghi, storie, un patrimonio di vita e di umanità da scoprire, conoscere e condividere
Uno spazio di servizio ecclesiale è quello dell’accompagnamento vocazionale. Suor Rosalie inizia a dare i primi passi nella Comunità di Luanda ed il filo che conduce il suo servizio è il discernimento delle chiamate di Dio nella vita!!!.
Un servizio ai giovani!
Ce ne sono tante [chiamate!]!. La verità è che Dio continua a crearci, ogni giorno. Mediante la Sua Parola, Lui è all’opera nel mondo, in noi. Ogni giorno ci dona una Sua Parola che ci chiama alla vita.
“Tocca a noi riconoscere le parole molteplici che traducono questa Parola creatrice… ed è spesso nel tentativo di rileggere la nostra vita sotto lo sguardo di Dio, che diveniamo sensibili agli appelli che ci rivolge” (S. Fausti)
Foto: incontro del Gruppo Vocazionale. Parrocchia Santissima Trinità, Diocesi di Viana (Luanda)
Ogni giorno ci è data la possibilità di ASCOLTARE le chiamate e RISPONDERE ma soprattutto DIVENTARE L’OPERA DI DIO!
“Dio aveva chiamato e l’uomo aveva risposto. Egli aveva creduto che gli sarebbe bastato fare questo o quello per entrare nelle grazie di Dio. Ma è lui che Dio vuole. L’uomo non può salvarsi per mezzo delle proprie opere, per quanto buone esse siano. Egli deve diventare l’opera di Dio!” (E. Leclerc, La sapienza di un povero, pp. 132-133).
Il Cantico delle Creature – composto tra il 1224-1225 da san Francesco d’Assisi – è una preghiera permeata da una visione positiva della natura, poiché nel creato è riflessa l’immagine del Creatore. Creatore che è Padre e Madre. Una delle strofe, San Francesco canta: “Laudato si’, mi’ Signore, / per sora nostra matre Terra, / la quale ne sustenta e governa, / e produce diversi frutti con coloriti fiori et herba”. (San Francesco d’Assisi)
La terra è materna, pensa e provvede ai suoi figli, se ne preoccupa; li alimenta con quanto ha a disposizione. E’ generosa, dona tutta se stessa, esattamente come una madre. San Francesco la canta quale madre che ci dà il cibo come sostentamento, i frutti, ma anche i fiori così gratuiti e belli.
Tutta la terra rivela la Provvidenza divina ed in alcune zone – come in Angola- si tocca con mano, la generosità della terra. A Luanda, la Comunità è benedetta dagli alberi di mango che ci sono nel giardino. Una quantità di frutti che sfida la creatività delle Suore. E così il frutto si trasforma in gelato, dolci, marmellata, …
Domenica 27 Ottobre, continuando l’animazione del Mese Missionario, abbiamo partecipato con gioia all’arrivo di tre nuove missionarie della Congregazione del Santissimo Salvatore, che sono venute a portare il loro servizio a Dio e ai fratelli nella Chiesa di M’Banza Congo.
“Ecco, com’è bello e com’è dolce che i fratelli vivano insieme! È come olio prezioso versato sul capo, che scende sulla barba, la barba di Aronne, che scende sull’orlo della sua veste. È come la rugiada dell’Ermon, che scende sui monti di Sion“. (Salmo 133)
Facciamo nostro questo Salmo, perché nel cuore di ogni missionario, di ogni missionaria, ci sia la gioia della comunione fraterna, la consapevolezza che siamo qui per portare la Parola che SALVA e DONA SPERANZA.
BENVENUTE E BUON CAMMINO!!! Insieme per la missione!
In questi giorni nella nostra Parrocchia a M’Banza Congo, sono iniziati gli incontri di Pastorale Vocazionale aperto ai giovani che si stanno interrogando sulla loro vita e sul loro futuro.
VOCAZIONEdal verbo vocare-chiamare… sentirsi chiamati per nome, per qualcosa di importante e, per scoprire quale sia questa chiamata, è necessario ascoltare la Voce di Colui che chiama. Una volta ascoltata la voce, il secondo passo è quello di mettersi in cammino e di dare vita a quanto viene richiesto. La vocazione è una relazione tra persone che si parlano… tra Dio e l’uomo/la donna.
Auguriamo a ciascun giovane di lasciarsi conquistare dalla Voce di Dio, dalle Sue Parole, perchè in esse possano trovare la felicità vera. BASTA SOLO FIDARSI!
MESSAGGIO DEL SANTO PADRE FRANCESCO PER LA XCVIII GIORNATA MISSIONARIA MONDIALE 2024
20 ottobre 2024 – Andate e invitate al banchetto tutti (cfr Mt 22,9)
Cari fratelli e sorelle!
Per la Giornata Missionaria Mondiale di quest’anno ho tratto il tema dalla parabola evangelica del banchetto nuziale (cfr Mt 22,1-14). Dopo che gli invitati hanno rifiutato l’invito, il re, protagonista del racconto, dice ai suoi servi: «Andate ora ai crocicchi delle strade e tutti quelli che troverete, chiamateli alle nozze» (v. 9). Riflettendo su questa parola-chiave, nel contesto della parabola e della vita di Gesù, possiamo mettere in luce alcuni aspetti importanti dell’evangelizzazione. Essi si rivelano particolarmente attuali per tutti noi, discepoli-missionari di Cristo, in questa fase finale del percorso sinodale che, in conformità al motto “Comunione, partecipazione, missione”, dovrà rilanciare la Chiesa verso il suo impegno prioritario, cioè l’annuncio del Vangelo nel mondo contemporaneo.
1. “Andate e invitate!”. La missione come instancabile andare e invitare alla festa del Signore
All’inizio del comando del re ai suoi servi, ci sono i due verbi che esprimono il nucleo della missione: “andate” e “chiamate” nel senso di “invitate”.
Riguardo al primo, va ricordato che in precedenza i servi erano stati già inviati a trasmettere il messaggio del re agli invitati (cfr vv. 3-4). Questo ci dice che la missione è un andare instancabile verso tutta l’umanità per invitarla all’incontro e alla comunione con Dio. Instancabile! Dio, grande nell’amore e ricco di misericordia, è sempre in uscita verso ogni uomo per chiamarlo alla felicità del suo Regno, malgrado l’indifferenza o il rifiuto. Così Gesù Cristo, buon pastore e inviato del Padre, andava in cerca delle pecore perdute del popolo d’Israele e desiderava andare oltre per raggiungere anche le pecore più lontane (cfr Gv 10,16). Egli ha detto ai discepoli: “Andate!”, sia prima sia dopo la sua risurrezione, coinvolgendoli nella sua stessa missione (cfr Lc 10,3; Mc 16,15). Per questo, la Chiesa continuerà ad andare oltre ogni confine, ad uscire ancora e ancora senza stancarsi o perdersi d’animo di fronte a difficoltà e ostacoli, per compiere fedelmente la missione ricevuta dal Signore.
Colgo l’occasione per ringraziare i missionari e le missionarie che, rispondendo alla chiamata di Cristo, hanno lasciato tutto per andare lontano dalla loro patria e portare la Buona Notizia là dove la gente ancora non l’ha ricevuta o l’ha accolta da poco.
Carissimi, la vostra generosa dedizione è l’espressione tangibile dell’impegno della missione ad gentes che Gesù ha affidato ai suoi discepoli: «Andate e fate discepoli tutti i popoli» (Mt 28,19). Continuiamo perciò a pregare e ringraziare Dio per le nuove e numerose vocazioni missionarie per l’opera di evangelizzazione sino ai confini della terra.
E non dimentichiamo che ogni cristiano è chiamato a prendere parte a questa missione universale con la propria testimonianza evangelica in ogni ambiente, così che tutta la Chiesa esca continuamente con il suo Signore e Maestro verso i “crocicchi delle strade” del mondo di oggi. Sì, «oggi il dramma della Chiesa è che Gesù continua a bussare alla porta, ma dal di dentro, perché lo lasciamo uscire! Tante volte si finisce per essere una Chiesa […] che non lascia uscire il Signore, che lo tiene come “cosa propria”, mentre il Signore è venuto per la missione e ci vuole missionari» (Discorso ai partecipanti al Convegno promosso dal Dicastero per i laici, la famiglia e la vita, 18 febbraio 2023). Che tutti noi, battezzati, ci disponiamo ad andare di nuovo, ognuno secondo la propria condizione di vita, per avviare un nuovo movimento missionario, come agli albori del cristianesimo!
Tornando al comando del re ai servi nella parabola, l’andare va insieme con il chiamare o, più precisamente, l’invitare: «Venite alle nozze!» (Mt 22,4). Ciò lascia intravedere un altro aspetto non meno importante della missione affidata da Dio. Come si può immaginare, quei servi-messaggeri trasmettevano l’invito del sovrano con urgenza ma anche con grande rispetto e gentilezza. Allo stesso modo, la missione di portare il Vangelo ad ogni creatura deve avere necessariamente lo stesso stile di Colui che si annuncia. Nel proclamare al mondo «la bellezza dell’amore salvifico di Dio manifestato in Gesù Cristo morto e risorto» (EG 36), i discepoli-missionari lo fanno con gioia, magnanimità, benevolenza, frutto dello Spirito Santo in loro (cfr Gal 5,22); senza forzatura, coercizione, proselitismo; sempre con vicinanza, compassione e tenerezza, che riflettono il modo di essere e di agire di Dio.
2. Al banchetto. La prospettiva escatologica ed eucaristica della missione di Cristo e della Chiesa
Nella parabola, il re chiede ai servi di portare l’invito al banchetto per le nozze di suo figlio. Tale banchetto riflette quello escatologico, è immagine della salvezza finale nel Regno di Dio, realizzata fin d’ora con la venuta di Gesù, il Messia e Figlio di Dio, che ci ha donato la vita in abbondanza (cfr Gv 10,10), simboleggiata dalla mensa imbandita «di cibi succulenti, di vini raffinati», quando Dio «eliminerà la morte per sempre» (Is 25,6-8).
La missione di Cristo è quella della pienezza dei tempi, come Egli ha dichiarato all’inizio della sua predicazione: «Il tempo è compiuto e il regno di Dio è vicino» (Mc 1,15). Così, i discepoli di Cristo sono chiamati a continuare questa stessa missione del loro Maestro e Signore. Ricordiamo in proposito l’insegnamento del Concilio Vaticano II sul carattere escatologico dell’impegno missionario della Chiesa: «Il periodo dell’attività missionaria si colloca tra la prima e la seconda venuta di Cristo […]. Prima appunto della venuta del Signore, il Vangelo deve essere annunziato a tutte le nazioni» (AG 9).
Sappiamo che lo zelo missionario nei primi cristiani aveva una forte dimensione escatologica. Sentivano l’urgenza dell’annuncio del Vangelo. Anche oggi è importante tener presente tale prospettiva, perché essa ci aiuta ad evangelizzare con la gioia di chi sa che «il Signore è vicino» e con la speranza di chi è proteso alla meta, quando saremo tutti con Cristo al suo banchetto nuziale nel Regno di Dio. Mentre dunque il mondo propone i vari “banchetti” del consumismo, del benessere egoistico, dell’accumulo, dell’individualismo, il Vangelo chiama tutti al banchetto divino dove regnano la gioia, la condivisione, la giustizia, la fraternità, nella comunione con Dio e con gli altri.
Questa pienezza di vita, dono di Cristo, è anticipata già ora nel banchetto dell’Eucaristia, che la Chiesa celebra su mandato del Signore in memoria di Lui. E così l’invito al banchetto escatologico che portiamo a tutti nella missione evangelizzatrice è intrinsecamente legato all’invito alla mensa eucaristica, dove il Signore ci nutre con la sua Parola e con il suo Corpo e il suo Sangue. Come ha insegnato Benedetto XVI, «in ogni Celebrazione eucaristica si realizza sacramentalmente il radunarsi escatologico del Popolo di Dio. Il banchetto eucaristico è per noi reale anticipazione del banchetto finale, preannunziato dai Profeti (cfr Is 25,6-9) e descritto nel Nuovo Testamento come “le nozze dell’Agnello” (Ap 19,7.9), da celebrarsi nella gioia della comunione dei santi» (SC 31).
Perciò, siamo tutti chiamati a vivere più intensamente ogni Eucaristia in tutte le sue dimensioni, particolarmente in quella escatologica e missionaria. Ribadisco, a tale proposito, che «non possiamo accostarci alla Mensa eucaristica senza lasciarci trascinare nel movimento della missione che, prendendo avvio dal Cuore stesso di Dio, mira a raggiungere tutti gli uomini» (ivi, 84). Il rinnovamento eucaristico, che molte Chiese locali stanno lodevolmente promuovendo nel periodo post-Covid, sarà anche fondamentale per risvegliare lo spirito missionario in ogni fedele. Con quanta più fede e slancio del cuore, in ogni Messa, dovremmo pronunciare l’acclamazione: «Annunciamo la tua morte, Signore, proclamiamo la tua risurrezione, nell’attesa della tua venuta»!
In questa prospettiva, nell’anno dedicato alla preghiera in preparazione al Giubileo del 2025, desidero invitare tutti a intensificare anche e soprattutto la partecipazione alla Messa e la preghiera per la missione evangelizzatrice della Chiesa. Essa, obbediente alla parola del Salvatore, non cessa di innalzare a Dio in ogni celebrazione eucaristica e liturgica l’orazione del Padre nostro con l’invocazione «Venga il Tuo regno». E così la preghiera quotidiana e particolarmente l’Eucaristia fanno di noi dei pellegrini-missionari della speranza, in cammino verso la vita senza fine in Dio, verso il banchetto nuziale preparato da Dio per tutti i suoi figli.
3. “Tutti”. La missione universale dei discepoli di Cristo e la Chiesa tutta sinodale-missionaria
La terza e ultima riflessione riguarda i destinatari dell’invito del re: «tutti». Come ho sottolineato, «questo è al cuore della missione: quel “tutti”. Senza escludere nessuno. Tutti. Ogni nostra missione, quindi, nasce dal Cuore di Cristo per lasciare che Egli attiri tutti a sé» (Discorso ai partecipanti all’Assemblea generale delle Pontififie Opere Missionarie, 3 giugno 2023). Ancora oggi, in un mondo lacerato da divisioni e conflitti, il Vangelo di Cristo è la voce mite e forte che chiama gli uomini a incontrarsi, a riconoscersi fratelli e a gioire dell’armonia tra le diversità. Dio vuole che «tutti gli uomini siano salvati e giungano alla conoscenza della verità» (1 Tm 2,4). Perciò, non dimentichiamo mai, nelle nostre attività missionarie, che siamo inviati ad annunciare il Vangelo a tutti, e «non come chi impone un nuovo obbligo, bensì come chi condivide una gioia, segnala un orizzonte bello, offre un banchetto desiderabile» (EG 14).
I discepoli-missionari di Cristo hanno sempre nel cuore la preoccupazione per tutte le persone di ogni condizione sociale o anche morale. La parabola del banchetto ci dice che, seguendo la raccomandazione del re, i servi radunarono «tutti quelli che trovarono, cattivi e buoni» (Mt 22,10). Inoltre, proprio «i poveri, gli storpi, i ciechi e gli zoppi» (Lc 14,21), vale a dire gli ultimi ed emarginati della società, sono gli invitati speciali del re. Così, il banchetto nuziale del Figlio che Dio ha preparato rimane per sempre aperto a tutti, perché grande e incondizionato è il suo amore per ognuno di noi. «Dio infatti ha tanto amato il mondo da dare il Figlio unigenito, perché chiunque crede in lui non vada perduto, ma abbia la vita eterna» (Gv 3,16). Chiunque, ogni uomo e ogni donna è destinatario dell’invito di Dio a partecipare alla sua grazia che trasforma e salva. Bisogna solo dire “sì” a questo dono divino gratuito, accogliendolo e lasciandosi trasformare da esso, rivestendosene come di una “veste nuziale” (cfr Mt 22,12).
La missione per tutti richiede l’impegno di tutti. Occorre perciò continuare il cammino verso una Chiesa tutta sinodale-missionaria a servizio del Vangelo. La sinodalità è di per sé missionaria e, viceversa, la missione è sempre sinodale. Pertanto, una stretta cooperazione missionaria risulta oggi ancora più urgente e necessaria nella Chiesa universale come pure nelle Chiese particolari. Sulla scia del Concilio Vaticano II dei miei Predecessori, raccomando a tutte le diocesi del mondo il servizio delle Pontificie Opere Missionarie, che costituiscono i mezzi primari «sia per infondere nei cattolici, fin dalla più tenera età, uno spirito veramente universale e missionario, sia per favorire una adeguata raccolta di sussidi a vantaggio di tutte le missioni e secondo le necessità di ciascuna» (AD 38). Per questo, le collette della Giornata Missionaria Mondiale in tutte le Chiese locali sono interamente destinate al Fondo universale di solidarietà che la Pontificia Opera della Propagazione della Fede poi distribuisce, a nome del Papa, per le necessità di tutte le missioni della Chiesa. Preghiamo il Signore che ci guidi e ci aiuti ad essere Chiesa più sinodale e più missionaria (cfr Omelia nella Messa conclusiva dell’Assemblea generale ordinaria del Sinodo dei Vescovi, 29 ottobre 2023).
Rivolgiamo infine lo sguardo a Maria, che ottenne da Gesù il primo miracolo proprio ad una festa di nozze, a Cana di Galilea (cfr Gv 2,1-12). Il Signore offrì agli sposi e a tutti gli invitati l’abbondanza del vino nuovo, segno anticipato del banchetto nuziale che Dio prepara per tutti alla fine dei tempi. Chiediamo ancora oggi la sua materna intercessione per la missione evangelizzatrice dei discepoli di Cristo. Con la gioia e la premura della nostra Madre, con la forza della tenerezza e dell’affetto (cfr EG 288), andiamo e portiamo a tutti l’invito del Re Salvatore. Santa Maria, Stella dell’evangelizzazione, prega per noi!
Roma, San Giovanni in Laterano, 25 gennaio 2024, festa della conversione di San Paolo.
Nella GIORNATA MISSIONARIAL MONDIALE, la Fondazione GOCCE VIVE, ha pubblicato la Relazione Missionaria o Bilancio Sociale. “Il bilancio sociale è, da un lato, un resoconto e una comunicazione delle attività svolte nell’anno trascorso e, dall’altro, è anche un momento di consapevolezza. In altre parole, si cerca di capire il senso di quello che è stato fatto e di vederne la coerenza con la missione affidata alla Fondazione (…) La Fondazione è sì un Ente di recente costituzione, ma ha voluto rafforzare, fin dal suo inizio, le sue radici in un forte spirito comunitario, nella ricerca di una visione condivisa, in un agire coerente nel sostenere la realizzazione di opere e progetti, in sintonia con le missioni, con la Congregazione MFVI, con amici e benefattori, con i Paesi e i territori dove si trova ad agire”.
Per questo motivo, la Relazione presenta il PROGETTO “QUATTRORUOTE“, a favore della missione MFVI a M’Banza Congo.
Infatti, con l’apertura di una nuova Comunità MFVI in Angola, emerge la necessità di avere un mobile che favorisca le molteplici attività della missione. La “vecchia” macchina servirà la Comunità di Luanda e perché la comunità di M’Banza Congo non rimanga “a piedi”, le Sorelle e la Fondazione si sono date da fare per acquistare un mezzo di trasporto per loro.
Obbiettivo del progetto: il co-finanziamento per l’acquisto di un’auto Toyota Landcruiser per sostenere la missione delle MFVI a M’Banza Congo (Angola).
Tipologia: date le condizioni del terreno, la necessità di caricare persone e cose e soprattutto le lunghe distanze da percorrere, le Toyota sono delle macchine adatte e tipicamente usate nelle missioni. Il modello individuato TOYOTA Land Cruiser.
Al momento sono stati raccolti diversi contributi che coprono più della metà del costo del veicolo.
Ringraziamo con particolare gratitudine: Casolari Anna, gli Artioli (una famiglia di Aiola), Fantuzzi Eugenio e Leda; la Parrocchia di Aiola RE; Lusetti Giuseppe ed Anna (che hanno voluto ricordare nonna Maria); Cimurri Giorgio e Susi; Stabile Aldo e Lina, Enrico e Rosanna (di Begato) e la Comunità MFVI Fratelli Tutti.
Se hai letto questa pagina e vuoi e puoi collaborare con questo progetto, sotto troverai informazione che facilita la partecipazione.
Il gioco non è soltanto un semplice passatempo. E’ il modo pratico che i bambini (ed anche gli adulti) hanno di acquisire la libertà di esplorare il mondo e di trovare una propria collocazione creativa nel mondo reale. E’ la forma che loro hanno per imparare a padroneggiare il mondo esterno e con esso, il proprio mondo interiore.
Giocare è molto più che giocare. A maggior ragione se ci sono significative difficoltà neurologiche di base. E dopo, giocare con altri, superare ostacoli, cercare di raggiungere un obiettivo: grandi obiettivi essenziali per tutta la vita.
sr Alessia durante una delle proposte ludiche al Centro Frei Giorgio Zulianello
Al Centro Frei Giorgio Zulianello, sr Alessia sta facendo delle proposte ludiche e c’è chi ci prova a correre precipitevolissimevolmente! Vorremo che ogni proposta educativa aiuti bambini e ragazzi ad avere maggiori competenze “nel giocare il grande gioco della vita”.
Nelle ultime settimane ci sono stati tanti incontri a Luanda. In genere, primi incontri, per conoscere, presentarci, salutare. Abbiamo fatto delle foto. Come dice Pennac, abbiamo fatto delle foto “per non dimenticare”.
Questo Blog ha già 9 anni di vita. Più che gli anni del Blog, la sua bontà è la vita che racconta lungo le sue pagine. Ogni pagina ci dona alcune foto e così, ogni tanto, la tecnologia si trasforma in un potente strumento per racconta la vita e “per non dimenticare!.
Questa pagina, “Album foto”, vuole fissare nella memoria alcuni incontri. Un ALBUM FOTO “per non smettere di guardare” o meglio, per ritornare ogni tanto e con stupore, alla luce del cammino percorso, ringraziare. Ogni foto ci aiuta a ringraziare.
Di seguito, 3 momenti significativi! Ne seguiranno altri nelle prossime condivisioni.
Messa a San Miguel, prima Cappella della zona (appartiene alla Parrocchia Santísima Trindade). Ogni sabato mattina, alle 6 e mezza! Cammini sabbiosi.
“Passeio até a ilha” – Passeggiata comunitaria per celebrare il nostro Padre San Francesco (4 ottobre)
Festa diocesana per il patrono, san Francesco, 6 ottobre, presieduta da Mons. Emilio Sumbelelo, vescovo di Viana. La Diocesi è “giovane”; è stata creata nel 2007 da Papa Benedetto XVI. Durante la celebrazione, un offertorio di circa 500 metri, con danze e doni per il nuovo Centro di Accoglienza per bambini di strada. 7 ordinazioni diaconali e 4 sacerdotali. Tanta gente. Canti, partecipazione, gioia!!!
“Amo le fotografie non scattate quello che non potrai mai mostrare. Quelle scattate dai battiti di ciglia. Più sguardi, più scatti infinite foto. Te le porti dentro in un rullino di cuore indelebile” (M. Pirro)
(da sin. a des.) Aurora, sr Vittoria, m Fátima, Mariethe, sr Rosalie e sr Stefania.
Una nuova Comunità MFVI, discepole in cammino che seguono il Signore. Ieri, in memoria di Nostra Signora del Rosario e con la presenza di Madre Fátima, abbiamo celebrato la Messa che ha segnato l’inizio della nuova Comunità a Luanda (Diocesi di Viana). La Messa è stata presieduta dal parroco, P Jhon (religioso saveriano colombiano).
Il dono – candele – vuole ricordare che “Dio è luce … se camminiamo nella luce… siamo in comunione gli uni con gli altri” (1 Gv 1,5-7). “E voi – per Lui – “Siate una!” un solo cuore e un’anima sola! In ogni Casa, in ogni missione, in ogni via!”. (Madre Giovanna)
Padre Jhon durante la Santa Messa
Abbiamo voluto avviare la vita comunitaria con un momento speciale, l’Eucaristia. Per ringraziare per l’attesa ed la ricerca, per gli aiuti ricevuti lungo il cammino ed i passi dati con gioia, paure e stupore. Per invocare la benedizione del Signore sulla Comunità, su ogni Sorella, sul presente ed il futuro.
Possa la Comunità servire ed amare sempre, soprattutto i più poveri e “piccoli”, secondo le leggi divine del germogliare, crescere e divenire.
TROPPO FACILE
Troppo facile, Signore, ringraziarti perché mi offri l’acqua. Io vorrei ringraziarti per la sete. Non ti rendo grazie per il pane, ma per la fame. Non ti lodo per la luce, ma per il bisogno di essa. Non ti dico grazie per l’amore, ma perché non posso fare a meno dell’amore “vero”. Non ti benedico per la strada, ma per i passi che mi dai la voglia di fare. Non ti sono riconoscente per le spiegazioni, ma per le domande. Ti ringrazio non per l’incontro, ma per la veglia nel cuore della notte. Non per il riposo, ma per l’inquietudine. Non per l’appagamento, ma per l’insoddisfazione. Non per il conforto, ma per la scomodità. Non per le sicurezze e le evidenze, ma per il mistero. Non per la scoperta, ma per l’avventura esaltante. Non per le certezze, ma per la ricerca rischiosa. Non per i risultati, ma per la pazienza ostinata. Non per la terra promessa, ma per l’esodo. Non per il dono, ma per l’attesa. Non per la parola, ma per il silenzio che la prepara e la esige. Non per il traguardo raggiunto, i risultati conseguiti, ma per le infinite partenze.
Nella Solennità di San Francesco, la nostra comunità a M’Banza Kongo ha avuto la gioia di poter condividere con tutta la Famiglia Francescana la gioia di essere figli dello stesso Serafico padre San Francesco.
La celebrazione è stata presieduta da mons. Vicente Carlos Kiaziku, con la presenza dei frati cappuccini, le suore Francescane di Maria, i giovani della Gioventù Francescana ed altri amici e conoscenti. una serata di preghiera e festa insieme per lodare il Signore e ringraziarLo per aver dato alla Chiesa un Santo così “RICCO” di doni…