giorno dopo giorno la terra africana offre emozioni, sensazioni, luoghi, storie, un patrimonio di vita e di umanità da scoprire, conoscere e condividere
Alcuni giovani con suor Alessia si sono recati a Noqui per un incontro giovanile che si svolge questo fine settimana. Noqui (o Noki) è una città e un comune della provincia dello Zaire, in Angola. Si trova sul fiume Congo, al confine con la Repubblica Democratica del Congo.
Da M’Banza Congo sono circa 156 kilometri che si potrebbero fare in 3h30min circa. Se tutto va bene!!!
Ieri pomeriggio, l’auto su cui viaggiavano si è rotto più volte – succede fin dall’invenzione dell’automobile- e così il viaggio è durato diverse ore (oltre alle previste).
Per questo motivo e per molti svariati servizi, stiamo promuovendo durante il tempo d’Avvento l’acquisto di un’auto per la Missione angolana.
Venerdì 22 abbiamo celebrato la Festa degli Educatori (ed Educatrici) a M’Banza Congo. Le Scuole erano chiuse e con la loro chiusura, tutti i bambini e ragazzi erano al Centro Zulianello. Grande movimento!
Ciò che ha suscitato sorpresa è stata l’iniziativa delle ragazze e delle giovani donne: hanno inventato un “recital” con canzoni e poesie create da loro.
Le foto (scattate in modo non molto accurato) ed i video non rivelano quanto di importante c’è stato in quel momento. [Ci ha toccato così tanto che abbiamo voluto scrivere queste righe!]
Iniziativa. Creatività. Apprezzamento per il servizio degli educatori e riconoscimento. Volontà di farsi carico e di proporre qualcosa. Non è una cosa che si trova ovunque. E allora anche noi “grandi” impariamo. Impariamo dai più giovani.
“Perché si lavora sempre solo per i bambini. E le due grandi camminano solo per la piccola”. Charles Péguy (da Il portico del mistero della seconda virtù)
Per prepararci al pellegrinaggio giubilare del 2025, quest’anno – come afferma Papa Francesco nel suo Messaggio per la GMG – ci lasciamo ispirare dal profeta Isaia, che afferma: «Quanti sperano nel Signore […] camminano senza stancarsi» (Is 40,31). L’espressione è tratta dal Libro della consolazione (Is 40-55), nel quale viene annunciata la fine dell’esilio di Israele in Babilonia e l’inizio di una nuova fase di speranza e di rinascita per il popolo di Dio, che può ritornare in patria grazie a una nuova “via” che, nella storia, il Signore apre per i suoi figli (cfr Is 40,3).
Dappertutto si vivono oggi, “tempi segnati da situazioni drammatiche, che generano disperazione e impediscono di guardare al futuro con animo sereno: la tragedia della guerra, le ingiustizie sociali, le disuguaglianze, la fame, lo sfruttamento dell’essere umano e del creato. Spesso a pagare il prezzo più alto siete proprio i giovani, che avvertono l’incertezza del futuro e non intravedono sbocchi certi per i propri sogni, rischiando così di vivere senza speranza, prigionieri della noia e della malinconia, talvolta trascinati nell’illusione della trasgressione e di realtà distruttive. (cfr. Messaggio).
Foto: GIORNATA DELLA GIOVENTÙ (Diocesi di Viana, Angola).
Come aiutare i giovani a scoprire che ancora oggi il Signore apre delle strade ed invita tutti a percorrerle con gioia e speranza.
Il nostro contributo è camminare accanto, sostenere, motivare, ricordare.
E’ la prima Giornata della Gioventù in terra angolana alla quale partecipa suor Vittoria Papaianni.
Questa edizione della GMG è stata celebrata a livello locale ieri, 24 novembre , Solennità di Cristo Re. Come indicato negli Orientamenti pastorali per la celebrazione della GMG nelle Chiese particolari “è il desiderio del Santo Padre che, in questo giorno, la Chiesa universale ponga i giovani al centro della sua attenzione pastorale, preghi per loro, compia gesti che rendano i giovani protagonisti, promuova campagne di comunicazione, ecc.”.
ECHI DAI RAGAZZI DEL CENTRO F.G. ZULIANELLO RACCOLTI DA SUOR LILIANA SIGNORI
Stava terminando “l’ora di studio” e i ragazzi e le ragazze del Centro Zulianello chiudevano ormai i loro quaderni e le loro cartelle. Con un certo timore ho presentato la mia richiesta: “Avrei bisogno che raccontaste o scriveste che cosa vi ha lasciato l’esperienza del “Campo” vissuto con le volontarie/i italiani e svizzeri nel mese di Agosto!” Con gioia ho visto i loro volti illuminarsi e sorridere. Qualcuno si è messo a riflettere, altri a scrivere, altri a condividere con i compagni vicini.
Sono poi venuti a raccontare o a consegnare foglietti con disegni o scritti sulla loro esperienza. Non Posso trasmettere tutto quello che i ragazzi e le ragazze hanno condiviso, ma ho raccolto e sintetizzato alcune loro espressioni; quello che ho notato è stato il fatto che l’esperienza vissuta durante l’estate ha lasciato in ciascuno una traccia significativa e piena di gioia.
I più grandi hanno condiviso (tradotto dall’originale in portoghese):
“Il campo è stato entusiasmante. Ho conosciuto nuove persone. Ho imparato a creare amicizia e a cercare le motivazioni per fare una cosa. Sono stato aiutato ad ascoltare i miei sentimenti e ho scoperto come sia possibile imparare a controllarli.”
“E’ stato bello giocare, fare delle belle partite, ma non litigare per vincere e rimanere nella pace.”
“All’inizio abbiamo avuto delle difficoltà, eravamo un po’ distanti. Poi abbiamo imparato i nomi delle volontarie/ì, loro hanno imparato i nostri e siamo rimasti tutti uniti”.
“L’esperienza del cucito è stata molto buona. Imparare con Loredana è stato bello, perché lei non si stancava mai di parlarci, anche se non capivamo tutto, e ci dava sempre dei buoni consigli.” “Ci siamo divertiti molto, con giochi nuovi, con musica, danze e il racconto di una storia.”
“Abbiamo riflettuto e scoperto che il mondo è grande, che possiamo rispettarci a vicenda, così come siamo, che possiamo sbagliare e cadere, ma non dobbiamo desistere, ma piuttosto rialzarci e vivere da fratelli e sorelle.”
“Ho pensato al mio futuro, ai miei sogni e ho capito che devo prepararmi per avere un lavoro e un posto nella società. Ho imparato la differenza fra obiettivo e desiderio.”
Un ragazzo ha precisato: “L’esperienza con i volontari/e mi ha insegnato a vivere in gruppo, a non andarmene da solo, ho imparato che è importante approfittare del bene e degli insegnamenti che ci vengono offerti.” Una ragazza ha condiviso: “Mi sono piaciute molto le attività realizzate, ho imparato come costruire una amicizia e come pensare ad un cammino per il futuro.”
Qualcuno, con un po’ di tristezza ha sottolineato che, purtroppo, il clima dei giorni con i volontari non sempre continua nel Centro Zulianello, ma ci sono litigi, sotterfugi e offese, anche se si discute e se ne parla. Tutti ringraziano, i più piccoli ricordano soprattutto i giochi, ripetono i nomi delle volontarie e mandano baci! Infine gli educatori hanno sottolineato come l’esperienza abbia permesso uno scambio culturale significativo, abbia aperto orizzonti e fatto crescere l’amicizia. Questo grazie anche allo sforzo e all’impegno di ciascuno a comprendere e a comunicare non solo con la parola (resa difficile per la diversità della lingua), ma anche con gesti e atteggiamenti. Hanno valorizzato le tecniche e i metodi praticati, il coinvolgimento personale di ciascuna/o e la scelta di “partire” dalla propria terra per venire a Mbanza Kongo a trascorrere del tempo con loro.
Anche la Comunità delle suore Missionarie Francescane del Verbo Incarnato ringrazia di cuore, mentre raccoglie e custodisce ogni gesto di affetto, di dono e di stimolo che è stato compiuto! Insieme speriamo in una “nuova esperienza” per il prossimo anno e diciamo “Arrivederci a presto e grazie!”
Testimonianza pubblicata nella Relazione Missionaria 2024
Oggi, nella scuola vicino alla nostra comunità a M’Banza Congo abbiamo organizzato un’attività di “RACCONTA STORIE” con i bambini dalla pre-scuola alla 4° Classe.
Musica, balli, racconti accompagnati da tanta gioia e tanta allegria.
Le storie hanno il potere di catturare l’attenzione,
di evocare emozioni e di stimolare la creatività delle persone.
Raccontare storie non è solo per i bambini, ma aiuta anche gli adulti a tirare fuori le emozioni, i racconti, con le ricchezza delle loro metafore, possono essere un ottimo strumento per conoscerse se stessi e gli altri, per aprire nuovi orizzonti e permettersi di sognare!
Domenica 17 novembre l’ottava Giornata mondiale dei poveri e tante iniziative in programma!!!
Locandina elaborata per le Giornate di Animazione (Triduo a Santa Elisabetta)
Il Messaggio di Papa Francesco inizia così: “La preghiera del povero sale fino a Dio (cfr Sir 21,5). Nell’anno dedicato alla preghiera, in vista del Giubileo Ordinario 2025, questa espressione della sapienza biblica è quanto mai appropriata per prepararci all’VIII Giornata Mondiale dei Poveri, che ricorrerà il 17 novembre… La speranza cristiana abbraccia anche la certezza che la nostra preghiera giunge fino al cospetto di Dio; ma non qualsiasi preghiera: la preghiera del povero!
Preghiera ed azioni concrete. Perché i discepoli del Signore sanno che ogni “piccolo” porta impresso il volto del Figlio di Dio, e ad ognuno deve giungere la nostra solidarietà e il segno della carità cristiana.
Per questo motivo, un Frate Minore della Puglia, amico delle Sorelle di M’Banza Congo ha avuto la bell’iniziativa di proporre alle Fraternità di giovani che lui segue. In occasione del triduo a Santa Elisabetta, ci saranno delle giornate di sensibilizzazione e di raccolta fondi per il Progetto (così chiamato) Gocce Vive a favore dei “poveri” e “piccoli” della missione angolana.
Una piccola goccia dalla fonte dell’amicizia e dell’empatia, con una potenza da permeare due continenti.
Approfittando di un fine settimana lungo per la Festa Nazionale che oggi, 11 Novembre si festeggia in Angola, le nostre comunità di Luanda e M’Banza Congo si sono ritrovate per un paio di giorni di fraternità, condivisione e proposte per il futuro.
E’ stato un incontro fraterno, mosso dal desiderio di accorcaiare le distanze e di camminare insieme!
Il Vangelo che questa XXXII° Domenica del Tempo Ordinario ci propone è quello della vedova che offre al Tempio quello che possiede, non il superfluo, ma tutto ciò che ha… Nell’incontro ci siamo ispirate a questa donna, chiedendo al Signore di aiutarci a donare tutto quello che abbiamo, di poterlo condividere tra noi e con il popolo che ogni giorno incontriamo. Il Signore ci guidi e ci illumini.
Con l’apertura della Comunità delle Suore MFVI a Luanda è emersa la necessità di avere un mobile che favorisca le molteplici attività della missione. Date le condizioni del terreno, la necessità di caricare persone e cose e soprattutto le lunghe distanze da percorrere, le Toyota sono delle macchine adatte e tipicamente usate nelle missioni.
Obbiettivo del progetto: il co-finanziamento per l’acquisto di un’auto Toyota Landcruiser per sostenere la missione delle MFVI nella città di M’Banza Congo (Angola).
Se vuoi e puoi collaborare, troverai le coordinate sulla locandina.
Una delle cose che non manca ai bambini e ragazzi del Centro Frei G. Zulianello sono le idee, la capacità di creare, inventare, costruire… Tutto questo, spesse volte, mosso da sogni che ciascuno porta nel cuore.
Un evento che ha fatto sorridere il cuore è accaduto qualche giorno fa.
Durante un giorno di pioggia intensa, alcuni bambini chiedono di poter utilizzare una scatola. Alla domanda “per cosa la volete usare”, i bambini rispondono: “vogliamo costruire una casa!”.
Dopo un pò di tempo i bambini vengono a mostrare il loro lavoro quasi terminato e con gioia dicono: “Stiamo costruendo la casa dei nostri sogni… e c’è un posto anche per le Suore”!
Era tutto pensato, la cucina, il refettorio, il bagno, la sala per guardare la televisione… e tanta accoglienza! Una casa aperta, disponibile per chi ne ha bisogno… Essere casa come Maria si è fatta casa per Gesù. Lasciamo spazio ai sogni, aiutiamo a coltivarli, perché possano aiutare verso un futuro migliore.
Testimonianza di Chiara Menini del Gruppo Volontari Italiani e Svizzeri.
“E’ davvero difficile mettere per iscritto che cosa è stata l’esperienza missionaria che ho fatto quest’estate in M’Banza Congo (Angola) con le Suore Missionarie Francescane del Verbo Incarnato. Per questo, proverò a farlo per mezzo di alcune parole portoghesi che mi sono rimaste nel cuore e con le quali vorrei riassumere alcune suggestioni che mi porto nel cuore.
Foto: IL GRUPPO DI VOLONTARI (in ordine alfabetico): Alessia (Lugano), Aurora S (Assisi), Celine B (Locarno), Chiara M (Reggio Emilia), Chiara P (Genova), Lara F (Sondrio), Letizia V (Foligno), Loredana D (Suiza), Maria DS (Lamezia Terme), Marica B (Guastalla), Mattia V (Guastalla), Noemi B (Guastalla), Sara F (Zurigo) e Suor Franca MFVI, con Mons. Vicente Carlos Kiaziku (vescovo di M’Banza Congo) ed alcune delle MFVI che vivono in Angola, sr Stefania, sr Alessia e sr Vittoria (queste ultime due arrivate a luglio in terra angolana)
BEM-VINDA (“Benvenuta”)
Pur essendo in terra straniera, immersa in una cultura completamente diversa da quanto mai avevo visto, mi sono sempre sentita accolta con amore e, a volte, con curiosità in ogni circostanza.
Dall’abbraccio caloroso di Suor Alessia e Suor Stefania quando siamo arrivati in aeroporto al calore della loro casa e comunità in Luanda e M’Banza Congo; dai canti e il falò della comunità di Tomboco ai bimbi e ragazzi del centro che ti corrono incontro appena varchi il cancello di ingresso.
Gli Angolani sanno accogliere i fratelli ma anche gli stranieri, senza averne paura, ma con il cuore aperto a lasciarsi stupire.
VOCÊ (“Te”)
L’esperienza in Angola è stato un continuo “a tu per tu”.
Ogni persona che ho incontrato, dai volontari con cui sono partita, agli Angolani, dalle Suore ai ragazzi del Centro, erano una Storia da scoprire, uno Sguardo nuovo che ti metteva nella condizione di avere sempre gli occhi aperti su chi avevi di fronte, pronta ad ascoltarlo ed accoglierlo così com’era.
Questo mi ha dato l’occasione anche di mettermi di fronte a me stessa: gli incontri fatti mi hanno messa molto in discussione, rimettendomi davanti le mie debolezze, i miei limiti e le mie fragilità.
DESAFIO (“Sfida”)
Conoscere i ragazzi del centro è stata una Sfida fin dall’inizio: doversi mettere in gioco, togliere ogni maschera ed essere me stessa in tutto e per tutto.
Vedere, però, che si conquistava la fiducia dei ragazzi ogni giorno, che ciascuno si apriva e si affezionava a te a proprio modo, è stato il regalo più grande che mi potessero fare.
Sono ragazzi pieni di vita e di energia e, come tutti noi, con tanto bisogno di essere amati e di amare.
La sfida c’è stata per noi nell’immergerci nella loro vita
all’improvviso, ma loro vivono sfide ben più grandi ogni giorno, però non con tristezza, ma con il sorriso sulle labbra, un canto nel cuore e una danza in corpo.
OBRIGADA (“Grazie”)
Quando si torna da esperienze così forti e piene, non si smetterebbe mai di dire “Grazie”.
Per evitare di dimenticarmi qualcuno, rivolgo un unico ringraziamento a Dio, che, anche grazie alle Suore Missionarie Francescane del Verbo Incarnato, si incarna in terra angolana e porta frutti di Carità e Pace.
Il periodo in Missione, mi ha fatto capire che è il Signore che dà senso a tutto ciò che facciamo, anche nella nostra vita quotidiano.
Questa è la differenza tra l’essere missionaria e l’essere volontaria. Da missionaria non si porta se stessi agli altri, ma, mandati dalla Chiesa, si testimonia l’Amore e la Presenza di un Altro in mezzo a noi.