Anniversario di Consacrazione di Suor Marivone Bellini

Con gioia celebriamo l’anniversario di Consacrazione religiosa di suor Marivone Bellini, brasiliana (più precisamente “gaucha”) missionaria in terre angolane da alcuni anni.

In queste occasioni ci piace ricordare la formula di Professione che le Missionarie Francescane del Verbo Incarnato proclamiamo il giorno della nostra Prima Professione:

“Io Suor … chiamata per grazia dell’Altissimo Signore a seguire più da vicino Gesù Verbo Incarnato e in Lui a donarmi totalmente alla gloria di Dio e a proclamare le meraviglie del suo Amore per gli uomini, con fiducia e gioia m’impegno di osservare più perfettamente il santo Vangelo e nelle tue mani, Madre … faccio voto (per un anno) per tutta la vita di vivere in castità, povertà e obbedienza nella comunione fraterna, secondo la Regola dei Fratelli e delle Sorelle del Terz’Ordine Regolare di San Francesco e le Costituzioni delle Missionarie Francescane del Verbo Incarnato.
Invocando l’intercessione della Vergine Maria e del serafico Padre San Francesco, mi affido a questa Famiglia religiosa per vivere nella Chiesa la carità perfetta ed essere umile precorritrice di Cristo per le vie del mondo, portatrice della sua Luce e del suo Amore”.

Nella foto, suor Marivone durante la Veglia di Preghiera nel Centro Pastorale Pedro Wandembo.

LA COSA PIU’ FORTE AL MONDO

Ogni anno, anche se “travestiti di Babbo Natale”, ricordiamo che l’amore sia la cosa più forte al mondo, più forte dell’odio, più forte del male, più forte della morte.

Più di 2.000 anni fa nasceva l’Amore eterno e la sua nascita rendeva capace l’umanità, ogni singolo uomo e donna, ad accogliere ed ospitare il divino. Conserviamo questo mistero.

Rinnoviamo la nostra memoria perché non si addormenti e celebriamo l’incarnazione – anche “travestiti di Babbo Natale” celebriamo come meglio possiamo.

Mezzi poveri ma con cuore grande.

E quale modo migliore per farlo se non rendendo felici i bambini?

ABBIAMO RAGGIUNTO IL TRAGUARDO

La Comunità di M’Banza Congo avrà una propria locomozione per la missione!!! Il sostegno alla causa è stato confortante. Piccole e grandi offerte per raggiungere la cifra necessaria. Ancora dobbiamo attendere l’arrivo della macchina ma… é in cammino!.

Durante questi mesi, le Sorelle siamo riuscite a svolgere le attività più essenziali.
Camminare è stato obbligatorio e alcune di noi hanno perso diversi chili, a beneficio della loro salute.
Questo periodo senza auto ci ha permesso di sperimentare la solidarietà con la maggior parte delle persone che devono spostarsi a piedi o in “taxi”, cioè in moto. Con quest’ultimo mezzo di trasporto, i rischi sono molti. In questi giorni, diverse persone si sono rotte le ossa dopo cadute più o meno violente sotto la pioggia.
Non avere un mezzo di locomozione significa anche contare molto sugli altri, in particolare sui Frati Cappuccini. Impariamo così il valore di dover dipendere, chiedere, contare sull’aiuto degli altri. In breve: permettere e ricevere la carità.

Grazie a tutte le persone che ci hanno sostenuto e partecipato al raggiungimento dell’obiettivo. Siete con noi e fate possibile la missione.

Vi aspettiamo (anche) per una passeggiata in macchina.

Affinché tutti i bambini e le bambine abbiano vita…

… e l’abbiano in abbondanza. A Viana, una festa per riconoscere, ringraziare e rendere omaggio al lavoro di tutti coloro che costruiscono la Pastoral da Criança e contribuiscono a far sì che i bambini abbiano la vita in abbondanza.

La Comunità MFVI di Viana celebra con la grande Famiglia della Pastorale del Bambino e della Bambina. La “Pastorale dà Criança” è stata fondata in Brasile dalla Dottoressa Zilda Arns e dall’allora Arcivescovo di Londrina, Mons. Geraldo Majella Agnelo.

Il suo obiettivo è promuovere attività per la riduzione della mortalità infantile e materna, della denutrizione, della violenza familiare, e per lo sviluppo integrale dei bambini. Il motto ispiratore di tutto il progetto è: .. affinché tutti i bambini e le bambine abbiano vita e l’abbiano in abbondanza, in riferimento al Vangelo di Giovanni (Gv 10,10).

Nacque 25 anni fa è attualmente presente in America Latina (Argentina, Bolivia, Brasile, Honduras, Colombia, Repubblica Dominicana, Panama, Messico, Guatemala, Paraguay, Venezuela), in Asia (Filippine e Timor est) e, tra le nazioni africane oltre Guinea-Bissau, Guinea, Mozambico, in Angola.

25 anni in favore dei bambini e bambine più bisognosi! Ne seguiranno molti altri.

Siamo grate di farne parte!

CHI EDUCA CON LA MUSICA PREPARA UN UOMO AD AFFRONTARE LA VITA

Suor Alessia ed alcuni adolescenti provano i canti per la celebrazione del 21 dicembre. Si celebrerà al Centro Frei Giorgio Zulianello, l’Anniversario della “pasqua” di Madre Giovanna, il 25° di consacrazione religiosa di suor Marivone Bellini ed il 50° di Frei Danilo Grossele ofm cap.

Non perdiamo mai un’occasione per festeggiare ed è bello farlo insieme.

M’Banza Congo, Angola

C’è qualcosa di straordinario nel modo in cui la musica, come i viaggi, connette le persone in un linguaggio universale che supera confini e differenze”

40 Anni della Diocesi di M’Banza Congo: Celebrazione e Speranza

La Diocesi di M’Banza Congo ha celebrato 40 anni dalla Fondazione e questo è motivo di molta gioia. La Messa è durata 5 ore (siamo stati obbligati a concludere per l’arrivo della pioggia che è comunque una benedizione).

Come “ricordare è generare”, la nostra mente va all’8 giungo 1992. Quando la Diocesi era ancora una bambina (8 anni), Papa San Giovanni Paolo II ha visitato la vecchia capitale del Regno del Congo: M’Banza Congo. Durante il suo viaggio apostolico in ANGOLA e SÃO TOMÉ E PRÍNCIPE, il Papa ha ricordato il cammino della Chiesa e le sue molteplici peripezie.

Noi celebriamo questi 40 anni della Diocesi di M’Banza Congo (1984-2024), riproponiamo parte del messaggio che ricorda eventi, personaggi, vicissitudini.

“Il mio pensiero va necessariamente a M’Banza Congo, che nel 1984 è diventata sede di Diocesi per la seconda volta, poiché l’antica Diocesi del Congo, che risaliva al 1596, si è trasformata successivamente in Diocesi di Angola e Congo fino al 1940. L’antica Diocesi è stata segnata da diverse vicissitudini: morte prematura di vescovi, lunghi periodi di “sede vacante”, esiguo numero di missionari, carenza di agenti di evangelizzazione all’altezza della loro missione. Successivamente, gravi avvenimenti, legati all’arrivo di stranieri nel Paese, hanno sconvolto la vita sociale e si sono ripercossi negativamente sull’evangelizzazione: il flagello disumano e ingiusto del commercio degli schiavi e l’intrusione violenta di questi stranieri nella vita del Regno del Congo. I peccati degli uomini accrescono le difficoltà che accompagnano sempre qualsiasi sforzo di evangelizzazione. I tristi eventi che si sono verificati durante la celebrazione dei 500 anni dell’evangelizzazione del Congo, eventi che hanno avuto la loro massima espressione nella tragica morte del primo Vescovo di questa Diocesi, Afonso Nteka, mi portano a credere che Dio non voglia far deviare M’Banza Congo dal cammino che il proprio Salvatore ha percorso: senza spargimento di sangue non c’è redenzione. (…) Rendo omaggio al giovane Vescovo e chiedo a tutti che si inchinino dinanzi alla sua memoria. Amati fratelli e sorelle di questa diocesi di M’Banza Congo, vi presento qui il nuovo Vescovo, Don Serafim Shyngo-Ya-Hombo, al quale auguro un ministero pastorale ricco di frutti della grazia divina. E lo faccio in una professione di speranza: le difficoltà che accompagnano la Missione del Congo non hanno impedito il fiorire della Chiesa sui due lati dell’attuale confine amministrativo. La forza della Pasqua di Cristo e l’azione del suo Spirito, con la collaborazione dei missionari, dei catechisti e di tutto il popolo cristiano, farà sì che questa Chiesa locale cresca ancor di più e diventi un centro di irradiazione cristiana per tutto il territorio attorno a M’Banza Congo”.

Per una lettura del messaggio integrale : https://www.vatican.va/content/john-paul-ii/it/speeches/1992/june/documents/hf_jp-ii_spe_19920608_mbanza-congo-appello.html

Non abbiamo foto delle Sorelle (durante la celebrazione e le danze, sic) ma le Comunità MFVI di M’Banza Congo e Viana hanno partecipato e celebrato con gioia.

Un popolo accogliente con il quale seguiamo e serviamo il Signore!

CI VUOLE UN FIORE PER FARE UN TAVOLO

Con una poesia di Sergio Endrigo condividiamo la bellezza di un fiore. [Del giardino della Comunità a Viana-Luanda].

“Per fare un tavolo ci vuole il legno.

Per fare il legno ci vuole l’albero.

Per fare l’albero ci vuole il seme.

Per fare il seme ci vuole il frutto.

Per fare il frutto ci vuole il fiore.

Ci vuole un fiore, ci vuole un fiore.


Ci vuole un fiore per quasi tutto in questa vita!

PER DARE IL MEGLIO DI SÉ

Potremmo dire che lo sport è di casa nella Chiesa, specialmente nelle scuole ed oratori.

C’è chi gioca e chi sostiene la squadra (si veda ad esempio suor Vittoria… seduta).

I giovani di due Cappelle della Santissima Trinità (Diocesi di Vianna) hanno proposto un pomeriggio ricreativo. “Azul: São Miguel; Amarelo (giallo) São José”. Tutti hanno potuto dare il meglio di sé stessi (aspetto fondamentale nello sport) e hanno gareggiato con tutte le forze.

Non importa chi abbia vinto ma il fatto che hanno dato il meglio di sé stessi, sperimentando soddisfazione e gioia ed hanno raccolto alimenti da donare a persone bisognose.

Suor Vittoria aveva fatto i “bolinhos” angolani da condividere con i più bisognosi.


#giovaniangolani