LA SOLIDARIETA’ COME TRAMPOLINO PER FARE IL BALZO

Francesca dalla Sardegna e Giacomo con i suoi amici da Cepina, senza conoscersi, hanno ideato e sognato delle proposte solidali. Tutto a favore dei ragazzi e delle ragazze del Centro Frei Giorgio Zulianello.

Video presentato durante “Note per Mbanza Congo”, il 29 giugno, agli Orti di San Pietro.

Giacomo ed i suoi amici (con una media d’età di 14 anni) invece preparano un “mercatino missionario”. Riserva la data: 21,22,23 luglio, a Cepina, Valdisotto.

CIO’ CHE E’ SCRITTO NELLA MIA CARNE

Quanti hanno sofferto traumi importanti, conservano nel proprio corpo i segnali di dolore. Per questo è importante sapere leggere gli indizi di sofferenza ma soprattutto apprezzare i segni vitali, la bellezza, le potenzialità del proprio corpo. Una missione complessa ma necessaria per poter crescere e vivere felici.

Foto: Artisti all’opera… (da fare impallidire Van Gogh, Monet e Picasso!)

«Il mio corpo vive l’avventura del nascere e del morire, del crescere e del decadere, dal mangiare, dell’incontrare e dell’amare. La mia storia, i miei desideri, le mie gioie e i miei dolori, le mie speranze e le mie attese, le mie delusioni, le mie vittorie, le mie ferite. Sono tutte inscritte nella mia carne. Posso dire che il mio corpo e in particolare il mio volto, sono la sedimentazione e la storia del mio spirito e del mio cuore»

(C.M. Martini, Sul corpo, Centro Ambrosiano, Milano, 2000, p. 35).

Sr Claudete guida la proposta artistica.

UNA PIETRA ADATTA PER OFFRIRE APPOGGIO AGLI ALTRI

“Quando il testimone della verità arriva alla morte, dice a Dio: «Grazie anche per le sofferenze che mi hai dato. Grazie a te, infinito amore!». E Dio gli risponde: «Grazie a te, amico mio, per l’uso che ho potuto fare di te!». Le parole di Kierkegaard sono verità per ogni martire ed in particolare per San Pietro e San Paolo.

La loro è una testimonianza esemplare che continua a dare vita, oltre i confini geografici e temporali. Al Centro San Pedro Wandembo si è celebrata la Festa patronale in onore di San Pietro (apostolo e martire).

La festa è un tempo appropriato per testimoniare pubblicamente la fede. Infatti alcuni adolescenti del Centro Frei Giorgio Zulianello hanno fatto la Professione di Fede.

Celebrano il dono della fede che esige un’adesione personale, libera, a volte faticosa.

Gli occhi si aprono perché vogliono vedere e Dio viene. Infatti Lui stesso afferma:  «Io mi sono fatto trovare anche da quelli che non mi cercavano, ho risposto anche a quelli che non mi invocavano» (Rm 10,20).

“Pietro è anche una pietra: è una roccia e anche una pietra, adatta per offrire appoggio agli altri: una pietra che, fondata su Cristo, fa da sostegno ai fratelli per la costruzione della Chiesa (cfr 1 Pt 2,4-8; Ef 2,19-22). Anche questo troviamo nella sua vita: risponde alla chiamata di Gesù assieme ad Andrea, suo fratello, Giacomo e Giovanni (cfr Mt 4,18-22); conferma la volontà degli Apostoli di seguire il Signore (cfr Gv 6,68); si prende cura di chi soffre (cfr At 3,6), promuove e incoraggia il comune annuncio del Vangelo (cfr At 15,7-11). È “pietra”, è punto di riferimento affidabile per tutta la comunità” (Papa Francesco.

San Pietro e San Paolo continuano a dare testimonianza dell’Amore! Confermino tutti, in speciale i giovani, nella volontà di seguire Gesù.

SCOPRI UNA SORGENTE…

“Prendi un sorriso e regalalo a chi non l’ha mai avuto. Prendi un raggio di sole e lancialo là dove regna la notte. Scopri una sorgente e immergi in essa chi vive nel fango. Prendi il coraggio e infondilo nell’animo di chi non sa lottare. Scopri la vita e raccontala a chi non sa capirla (Gandhi)

Le parole di Gandhi ci invitano a scoprire la bellezza che ci circonda, anche nel dramma che talvolta si presenta come un despota.

Vogliamo scoprire la vita che ci circonda e ci abita – dono della Vita, con maiuscola – e celebrare ogni sorriso, ogni raggio di sole, ogni incontro…

La vita è potente. Va avanti. Per questo dobbiamo celebriamo ogni crescita, ogni sorriso, ogni raggio di sole… e raccontarla a tutti!.

In MEMORIA DI Frei Giorgio Zulianello

16 anni fa (2007) moriva in un incidente aereo Frei Giorgio Zulianello (foto), Frate Minore Cappuccino della Provincia del Veneto, missionario in Angola per 35 anni.

Il Centro è stato fondato da questo missionario per accogliere  i giovani ex-fetizeiros, accusati di stregoneria, il quale si era reso subito interprete del nuovo fenomeno sociale conseguente alle lunghe e sanguinose guerre civili che hanno devastato la neo-nazione. Costretti a inenarrabili torture da parte dei familiari, trovarono in Padre Giorgio, come un padre e una madre e, per questo, egli finì con il diventare “l’angelo custode dei bambini abbandonati”.

Nell’anniversario della “pasqua” di Fr Giorgio, il Centro ha voluto ricordarlo con la Celebrazione dell’Eucaristia. «L’unione quindi di coloro che sono in cammino coi fratelli morti nella pace di Cristo non è minimamente spezzata, anzi, secondo la perenne fede della Chiesa, è consolidata dalla comunicazione dei beni spirituali» CCC 995.

Si ricorda per tenere vivo il legame di fraternità che ci unisce e l’Amore di Dio che, provvidenziale, è sempre presente. «Ricordare» è una parola della fede e dell’amicizia; una parola che fa presente come anche Dio ricorda -ci ricorda- e non ci abbandona.

Oggi giorno il Centro «Frei Giorgio Zulianello» è gestito dai frati minori Cappuccini e dalle Missionarie Francescane del Verbo Incarnato in collaborazione con educatori, educatrici, volontari e tanti benefattori.

Decidere è l’atteggiamento fondamentale e inevitabile dell’esistenza umana

Vorremo una pastorale giovanile “più ampia e flessibile, che stimoli, nei diversi luoghi in cui i giovani concretamente si muovono, le leadership naturali e i carismi che lo Spirito Santo ha già seminato tra loro” (VC).

Suor Claudete partecipa e guida una dinamica con il Gruppo di Pastorale Giovanile Vocazionale del Centro Wandembo. Propone elementi semplici e toccanti perché in qualche maniera il “gioco” aiuta a guardare la realtà, la propria vita, il corpo, i rapporti.

Come suggeriscono gli studiosi, il discernimento deve essere fondato “sulla struttura stessa del reale”, ricordando sempre che “la realtà ha i tratti dell’incertezza, della complessità e della temporalità” (G Piccolo sj). Per questo la vita ha sempre bisogno di una “valutazione articolata” e di scelte significative.

Papa Francesco chiama a raccolta i giovani, riconoscendo la loro forza, la luminosità che portano nel loro dinamismo e quanto questo possa rafforzare la Chiesa. È in questo movimento che entriamo anche noi, le Missionarie Francescane del Verbo Incarnato, con questo nuovo proposito, desiderosi di illuminare la nostra Congregazione con lo spirito giovanile.

LA MAGIA DEL CANTO

Il canto è un atto creativo per eccellenza. Si canta con tutto il corpo, la mente e l’anima. Cantare è sperimentare di essere – in qualche maniera – protagonisti della vita.

Il canto è strumento per avviare apprendimenti, per imparare a operare in equipe, per ascoltare ed esercitare la memoria.

Si canta ovunque (dalla doccia alla scuola, fuori di casa e dentro)… anche quando le condizioni edilizie non sono sempre le migliori. In qualche maniera il canto aiuta ad abbellire l’intorno.

Nel video, suor Claudete De Carvalho (MFVI brasiliana) insegna canto ai bambini del Centro Frei Giorgio Zulianello.

Come afferma Alfred Tomatis: «Non c’è dubbio che il canto, se ben eseguito e controllato, è uno dei mezzi più sicuri per liberarsi al meglio di tutti gli squilibri neurovegetativi e neuropsicologici in cui si incorre. Non conosco terapia migliore di quella attivata attraverso la voce».

COSTRUZIONE DI PONTI

I ragazzi, educatori e Suore del Centro Frei Giorgio Zulianello partecipano alla Celebrazione ecumenica per la GIornata Internazionale del bambino.

“L’Ecumenismo non lo si fa andando a metà del ponte, ma piuttosto costruendo ponti, tanti ponti in amorevole fatica, restando fermi sulla riva giusta.“ (Siri)L’ONU riconosce il 20 novembre, data in cui sono state adottate la Dichiarazione universale dei diritti del fanciullo (1959).Paesi come l’Angola, il Portogallo e il Mozambico hanno adottato la data del 1° giugno.

IL SOLE, L’OCEANO, LA TERRA

Foto ricordo dei primi passi in terra africana di suor Claudete De Carvalho!!!.

L’arrivo di sr Claudete in Angola è un dono dal Cielo. Questo tempo sarà sicuramente tempo di grazia per la missione e la Famiglia religiosa. Perché come dice Pascal “il minimo movimento è importante per tutta la natura. L’intero oceano è influenzato da un sassolino.”

#missioni

#angola

VOCAZIONE? DOVE SEI PIU’ ESPOSTO ALL’AMORE

“Il posto dove sei più esposto all’Amore: questo è la vocazione”. Quando don Fabio ci ha donato questa frase – che rimanda a “esposto al sole” – certamente non pensava alla spiaggia angolana eppure la sua immagine era appropriata per l’occasione. Il “Sole” come l’Amore.

La vocazione è trovare il posto dove sei più esposto all’Amore, per amare e per lasciarti amare.

I primi cristiani chiamavano Gesù, il “Sole” (es. “il sole che nasce dall’Alto”, nel Benedictus).

GIORNATE VOCAZIONALI

L’Equipe degli Animatori Vocazionali della Diocesi di M’Banza Congo (Angola) hanno proposto delle giornate formative alle ragazze e ragazzi che stanno facendo l’itinerario di discernimento vocazionale.

Destinazione: spiagge oceaniche e spazi fraterni integrali dove c’è stato tanto tempo per per nutrire lo spirito, la psiche ed il corpo ma soprattutto per rinnovare energie per il cammino.

Foto: sr Rosalie Feidengai MFVI