giorno dopo giorno la terra africana offre emozioni, sensazioni, luoghi, storie, un patrimonio di vita e di umanità da scoprire, conoscere e condividere
La Comunità San Miguel Arcanjo in festa! Una delle cappelle più antiche della Parrocchia “Santísima Trindade” (Diocesci di Viana)
“La fede, come l’amore, ha bisogno di segni, ha bisogno di essere comunicata e prendere forma nella storia dell’umanità, così come dentro le nostre storie personali. Le parole, i gesti, le relazioni: tutto è il segno di un Dio che si fa compagno di strada e che abita nella nostra quotidianità. È questo il potente messaggio che oggi ci offro le figure dei santi Michele, Gabriele e Raffaele. Da sempre presenti nella devozione popolare, essi sono coloro che mediano, che portano le parole di Dio fino alle nostre orecchie e ci ricordano chi è il Signore. Ma essi sono anche gli amici che raccolgono le nostre suppliche e le portano al cospetto di Dio.
Suor Rosalie e suor Stefania con le 4 aspiranti. Festa del Santo Patrono
E i nomi tre arcangeli contengono i tratti del volto e del cuore divini: ci dicono che Dio è unico (Michele l’avversario del maligno), che ha un progetto di salvezza da offrire a tutto il mondo (Gabriele il messaggero) e ci sostiene a ogni nostro passo, anche il più incerto e doloroso (Raffaele il soccorritore). Il culto ha radici antiche che affondano nella tradizione veterotestamentaria e trovano alimento anche nel Nuovo Testamento (Gabriele è l’angelo che annuncia a Maria la nascita di Gesù). La loro identità porta un messaggio di speranza: Dio ci parla, sta a noi saperlo ascoltare davvero”.
Su Avvenire “Michele, Gabriele e Raffaele. Volti, voci e segni di un Dio che è vicino” (a cura di Matteo Liut)
La pubblicazione apre con una citazione attribuita a S. Giovanni Paolo II: “Il futuro inizia oggi, non domani” e passa rapidamente a descrivere la situazione educativa in alcune parti del pianeta.
Delinea la situazione con dati concreti dell’Unicef: “entro la fine del 2026 circa 6 milioni di bambini in più — di questi circa un terzo in contesti di aiuto umanitario — potrebbero non frequentare la scuola e non ricevere dunque alcuna educazione. La previsione è che gli aiuti pubblici allo sviluppo destinati all’istruzione diminuiranno di 3,2 miliardi di dollari Usa, con un calo del 24% rispetto al 2023, e che quasi l’80% dei tagli sarà a carico di soli tre governi donatori. Tale diminuzione, pertanto, farebbe aumentare il numero di bambini non scolarizzati in tutto il mondo da 272 milioni a 278 milioni: un dato impressionante, se si considera che esso corrisponderebbe allo svuotamento di tutte le scuole primarie della Germania e dell’Italia messe insieme”.
Dati inquietanti. “Secondo il report, -procede l’articolo – l’Africa occidentale e centrale subirà l’impatto più forte, con 1,9 milioni di bambini a rischio, mentre Medio Oriente e Nord Africa potrebbero registrare un aumento di 1,4 milioni di piccoli non scolarizzati.
La più colpita a livello mondiale sarà l’istruzione primaria, e in contesti umanitari, dove l’istruzione, oltre l’apprendimento, offre anche sostegno vitale, stabilità e senso di normalità ai bambini traumatizzati, i finanziamenti potrebbero diminuire drasticamente, in alcuni casi con tagli pari ad almeno il 10% del bilancio nazionale destinato all’istruzione… “.
In questa situazione globale, molte associazioni, gruppi, Congregazioni stanno offrendo il loro piccolo contributo. Ogni iniziativa conta e fa la differenza. A Luanda, il Progetto Solidale entra nella sua terza settimana di vita. Può sembrare qualcosa di semplice, ma dietro c’è tanto impegno e passione, preoccupazione e generosità. Lo celebriamo. Condividiamo alcune foto e video-testimonianze. Per ognuno di questi bambini e bambine, molto probabilmente ciò che sta accadendo è un miracolo: la possibilità di ricevere un’educazione, in un ambiente sicuro e affettuoso.
Iniziare qualcosa è sempre un atto di coraggio e di speranza.
Settimana scorsa è iniziato il “Progetto Solidale” con 70 bambini e bambine. Uno sforzo congiunto di noi MFVI con il sostegno dell’Associazione AIUTA UN AMICO e della Fondazione GOCCE VIVE che lo fanno possibile.
È il segno che crediamo nel futuro, che siamo pronti a metterci in gioco e ad accogliere ciò che verrà. Ogni inizio porta con sé una possibilità nuova. Accoglierlo con fiducia è già costruire il futuro.
Alcune foto documentano la partenza piena di emozione.
Suore Missionarie Francescane del Verbo Incarnato con le aspiranti ed educatrici.
Arrivare, osservare, ascoltare, dialogare, proporre. Insieme. È quello che hanno fatto le suore di Luanda (Diocesi di Viana). Dopo un anno di cammino – sono arrivate nel settembre dell’anno scorso – in cui si sono dedicate a conoscere e ad inserirsi nel quartiere e nella Parrocchia, accompagnano una proposta educativa.
Insieme per rendere possibile una nuova realtà: l’Associazione AIUTA UN AMICO e la Fondazione GOCCE VIVE rendono possibile l’avvio del Progetto Solidario “Ô, sol não esquece nenhuma aldeia” (Il sole non dimentica nessun villaggio).
Analisi del contesto e descrizione del Progetto: Viana é un comune angolano localizzato nella Provincia di Luanda, situato a circa 20 km dal centro della capitale. Secondo le proiezioni demografiche del 2018 elaborate dall’Istituto Nazionale di Statistica, ha una popolazione di 1.838.291 abitanti e una superficie territoriale di 1.344 chilometri quadrati, il che lo rende il secondo comune più popoloso e densamente popolato del Paese, dietro solo alla capitale nazionale. Nel 2011, la popolazione di Viana era giovane, con circa il 47% di età inferiore ai 15 anni. Solo l’1,5% della popolazione aveva 65 anni o più. Le donne sono più numerose degli uomini. La percentuale di bambini vulnerabili era del 31,2%, di cui il 12,5% orfani o separati dai genitori. La ragione principale della migrazione della popolazione è stata la guerra, con il 53,8% del profilo demografico locale, ma solo il 15,4% ha espresso il desiderio di tornare nelle aree di origine. Dal mese di settembre in cui la nostra comunità ha cominciato ad interagire con il quartiere subito é emersa l’esigenza di lavorare con i bambini, la fascia piú numerosa e vulnerabile della società angolana e così di questa zona urbana. In particolare ci siamo inserite nella scuola e nella Pastoral da Criança, un progetto in favore delle donne gestanti, della prima infanzia, con particolare attenzione ai casi de denutrizione. Uno studio realizzato dall’UNICEF con il supporto dell’Unione Europea (Analisi multidimensionale della povertà infantile) indica che 3 bambini su 4 in Angola soffrono di almeno tre privazioni in aree quali la salute, l’istruzione e l’alimentazione. Da questo studio emerge che all’età di cinque anni, i bambini in Angola devono iniziare ufficialmente la scuola primaria, quindi la dimensione Istruzione è inclusa come uno dei settori più importanti per determinare il benessere infantile per i bambini in età scolare. Tuttavia il 40% dei bambini di età compresa tra i 5 e gli 11 anni è privato nella dimensione dell’istruzione. Si tratta di una questione cruciale se si considera che in Angola la frequenza della scuola primaria è obbligatoria per questa fascia d’età. Inoltre si evidenzia la privazione in due indicatori di istruzione: la frequenza scolastica e la scolarità, ma con due anni (o più) di ritardo rispetto alla classe corrispondente all’età. Se osserviamo l’incidenza della privazione in questi indicatori scopriamo che, sebbene il 72% dei bambini in età da scuola primaria frequentano la scuola in Angola, l’indicatore di classe in base all’età mostra che il 40% dei bambini di età compresa tra gli 8 e gli 11 anni frequenta una classe che è almeno due anni indietro rispetto a quella che dovrebbe frequentare. In combinazione con l’insuccesso, questo può essere legato al fatto che in Angola un’alta percentuale di bambini viene iscritta in ritardo alla prima elementare (UNICEF, 2015). Nel contatto quotidiano con le famiglie e i bambini emergono situazioni a conferma di quanto sopra esposto il che ci spinge a creare le condizioni per facilitare l’accesso alla scuola e per rafforzare le competenze soprattutto nelle materie fondamentali, quali Matematica e Lingua Portoghese, in cui il deficit e’ maggiore sai per fragilità cognitiva (spesso conseguenza della denutrizione) sia per condizioni economiche insufficienti per il pagamento della quota scolare.
I tre giovani sono i professori coinvolti. Saranno due classi da 35 bambini ciascuna, dai 6 ai 10 anni, che non hanno possibilità di andare a scuola.
Per dare inizio alla proposta, la Scuola é stata ripitturata e sistemata. Il Centro educativo è posizionato di fronte alla Cappella São Miguel Arcanjo (una delle 10 cappelle della Parrocchia Santísima Trindade, Diocesi di Viana, Luanda). È la Comunità cristiana che fa parte del progetto e con essa, le suore hanno elaborato il progetto.
Condivideremo passo dopo passo la nascita di questo nuovo servizio.
CARTA ABERTA CONJUNTA DE ORGANIZAÇÕES DA SOCIEDADE CIVIL ANGOLANA
À FEDERAÇÃO ARGENTINA DE FUTEBOL (AFA) E À SUA SELEÇÃO NACIONAL
Luanda, 19 de Agosto de 2025
Destinatários:
A Sua Excelência, Lionel Andrés Messi Cuccittini Aos Jogadores da Seleção Nacional de Futebol da Argentina À Associação do Futebol Argentino (AFA) À Comissão Técnica da Seleção Argentina
Assunto: Apelo ao Cancelamento do Jogo Amistoso com a Seleção Nacional de Angola (Palancas Negras)
Excelentíssimos Senhores,
Com os nossos respeitosos cumprimentos,
As organizações subscritoras — Comissão Episcopal de Justiça e Paz e Integridade da Criação da CEAST, Pro Bono Angola, Associação Justiça, Paz e Democracia (AJPD) e Friends of Angola (FoA) — vêm, por meio desta carta aberta, manifestar profunda preocupação e apelar ao cancelamento do jogo amistoso entre a Seleção Nacional da Argentina e os Palancas Negras, previsto para novembro de 2025, no Estádio 11 de Novembro, em Luanda, como parte das comemorações dos 50 anos da independência de Angola.
CANCELAMENTO DO JOGO AMISTOSO ENTRE ANGOLA E ARGENTINA
Este apelo não se opõe ao desporto nem aos laços de amizade entre os povos. Pelo contrário, trata-se de um grito de consciência diante da dolorosa realidade vivida por milhões de angolanos — uma realidade que contrasta de forma chocante com a ostentação e os gastos milionários envolvidos na organização deste evento.
Um País em Crise Alimentar e Social
Segundo o relatório SOFI 2025 – O Estado da Segurança Alimentar e Nutrição no Mundo, mais de 27 milhões de angolanos (cerca de 71,4% da população) não tiveram acesso a uma dieta saudável em 2024. A subnutrição afeta 22,5% da população — aproximadamente 8,3 milhões de pessoas.
Enquanto recursos públicos são canalizados para eventos desportivos de grande porte, milhares de crianças e adultos enfrentam fome crónica, anemia severa e insegurança alimentar generalizada.
Repressão em Vez de Diálogo
A grave crise social ocorre num ambiente político marcado pela repressão sistemática contra cidadãos que expressam pensamento crítico. Embora Angola se apresenta como uma democracia de economia livre, apenas um grupo selecto de cidadãos, maioritariamente ligados ao MPLA — partido que sustenta o Governo — usufruem dos negócios e têm acesso às linhas de crédito.
Apesar de o país possuir uma enorme quantidade de riquezas naturais — petróleo, minerais, biodiversidade, recursos hídricos e mais de 11 milhões de hectares de terras aráveis — a esmagadora maioria da população vive em extrema pobreza e não usufruem dessas mesmas riquezas.
Durante apenas três dias de protestos (28 a 30 de julho de 2025), a Polícia Nacional registou pelo menos 30 mortos, mais de 277 feridos e cerca de 1.515 detenções.
Esse cenário inclui:
Prisões arbitrárias de jornalistas, ativistas e manifestantes pacíficos Uso excessivo da força policial, com relatos de execuções sumárias Criminalização da liberdade de expressão e da mobilização cívica, sobretudo entre os jovens Tais abusos são amplamente documentados por organizações como Human Rights Watch, Amnesty International e relatores especiais das Nações Unidas. Revelam um Estado que silencia vozes dissidentes em vez de ouvi-las — uma lógica de controlo político, não de compromisso com a justiça e a dignidade.
O Amistoso como Instrumento de Propaganda
O jogo contra a seleção argentina está a ser promovido como parte das celebrações dos 50 anos da independência. No entanto, não representa uma comemoração inclusiva para o povo angolano. Pelo contrário, converte-se num instrumento de propaganda política, usado para encobrir violações e desviar a atenção da grave crise social.
Investir milhões de dólares num evento desportivo, enquanto milhares passam fome, hospitais colapsam e a repressão se intensifica, não é uma prioridade legítima — é um insulto à dignidade humana.
Apelo à Consciência
Senhor Messi, Senhores da AFA e jogadores da seleção argentina:
O vosso talento inspira milhões e ultrapassa fronteiras. A vossa presença em Angola teria um enorme peso simbólico. Por isso mesmo, a recusa em participar neste jogo seria um gesto nobre de solidariedade internacional e de respeito pelos direitos humanos.
Não se trata de política, mas de princípios.
O cancelamento deste amistoso seria um acto corajoso, ético e profundamente humanitário — uma mensagem clara ao mundo de que a justiça, a dignidade e a igualdade valem mais do que qualquer espetáculo desportivo financiado com o sofrimento de um povo.
Com a mais elevada consideração,
As Organizações Subscritoras:
Comissão Episcopal de Justiça e Paz e Integridade da Criação da CEAST Pro Bono Angola Associação Justiça, Paz e Democracia (AJPD)
Nel contesto del Giubileo, in comunione con la Chiesa universale. Le Sorelle in Angola iniziano la Pre-Assemblea con un momento di preghiera passando la Porta giubilare al Santuario di São José de Calombo.
Attraversare una Porta Santa è un segno di fiducia nella misericordia divina e di cammino verso Cristo.
Il Santuario di São José de Calumbo è un santuario gestito dall’ordine passionista dal 2013. Si trova alla fine della strada di Zango, vicino al fiume Kwanza, in un paesaggio peculiare e ricco del corridoio del Kwanza. Il santuario è caratterizzato da una cappella costruita nel XVIII secolo e classificata nel 1959 come immobile di interesse pubblico, situata a meno di 100 metri dal fiume.
Quasi 130 tra giovani e adolescenti nel nostro “giardino” per un picnìc arricchito da catechesi e giochi.
Accompagnare i giovani attraverso momenti di convivialità è un gesto semplice ma profondamente evangelico. Nella condivisione di un pasto, di un gioco, di una parola nasce la fiducia, si costruiscono relazioni autentiche e si aprono spazi per l’ascolto e il discernimento. È lì, nella quotidianità vissuta insieme, che il Vangelo prende forma concreta e i cuori si preparano ad accogliere la chiamata di Dio. La convivialità non è solo tempo ricreativo, ma un vero luogo di formazione umana e spirituale.
Foto: Picnìc organizzato dalla CPPJ parrocchiale, nella Casa delle Suore – Casa São Miguel Arcanjo, Luanda (Diocesi di Viana)
“Il termine “picnic” è un prestito (dal francese piquenique). Si tratta di qualcosa di piccolo che spizzichiamo. Inizialmente si tratta di eventi in cui gli ospiti portano ciascuno un proprio contributo per arricchire la condivisione (tavola). I sinonimi sono vari: possiamo parlare di scampagnata, gita, colazione sull’erba, merenda all’aperto, colazione al sacco, pranzo al sacco, merenda, spuntino… Il picnic è spesso e volentieri, nell’immaginario comune, un momento di convivialità sereno”.
Seguire Gesù è un’avventura di libertà e amore che dà senso profondo alla vita.
Come scoprirlo? Gli spazi della Pastorale Vocazionale offrono momenti d’ascolto, incontro e luce. Ogni giovane può scoprire che la propria vita è una chiamata unica, bella, e che vale la pena donarsi completamente per Lui.
Gli incontri permettono alle giovani scoprire che la propria vita ha un senso profondo, perché amata e chiamata da Dio.
Seguire Gesù è scegliere la via della pienezza, della gioia vera, del dono di sé. È un cammino di libertà, dove i sogni si intrecciano con il Vangelo e diventano missione. In Lui, ogni vocazione trova bellezza, forza e direzione. Perché il suo “Vieni e seguimi” continua ancora oggi.
Foto: incontro vocazionale nella Comunità São Miguel Arcanjo, Luanda (Diocesi di Viana)
UNISCONO GLI SFORZI IN ANGOLA… Il Dicastero per il Servizio dello Sviluppo Umano integrale ha pubblicato una notizia interessante sulla missione al Centro Frei Giorgio Zulianello.
Grazie al Dicastero per il Servizio dello Sviluppo Umano Integrale per la preziosa collaborazione e comunicazione. Grazie Papa Francesco. Grazie Papa Leone.
I bambini sono semente di pace. É lo slogan di un progetto speciale che viene promosso in Angola, a favore dei bambini dagli 0 ai 6 anni e delle loro famiglie.
Ripetiamo questo slogan ogni volta che visitiamo una famiglia e oggi ha risuonato nella mia mente e nel mio cuore come un messaggio di speranza di fronte ai giorni di rabbia e violenza che ci hanno sorpreso all’inizio della settimana qui nella capitale. La condizione di vita di famiglie e giovani sono particolarmente difficili in questo momento, forse, speriamo, di transizione.
Per questo sentiamo l’appello a stare accanto alle famiglie e soprattutto ai bambini e ai giovani, alimentando speranza, ascoltando opinioni, confrontando idee e riflessioni, compiendo gesti di solidarietá seminando la pace.
In questa settimana inizieranno le iscrizioni per un Progetto di alfabetizzazione“Il sole non dimentica nessun villaggio”, in collaborazione con la Onlus “Aiuta un amico” e la nostra Fondazione “Gocce Vive” per 70 bambini che non hanno accesso alla scuola per carenza di mezzi economici. Accoglierá il progetto una scuola parrocchiale “São Miguel”, prossima alla nostra abitazione, che ha accolto con gioia la possibilitá di farsi solidale con le famiglie del quartiere che sono maggiormente in difficoltá.
Questo bellissimo Paese ha una grande ricchezza umana: la sua gente, soprattutto i suoi giovani, i bambini, un potenziale umano che deve essere accolto, rispettato, ascoltato, educato, amato! Guardo con ammirazione certi adulti (educatori, professori, catechisti, missionari …) che con grande passione, giorno per giorno rendono questo una realtá e mi dico: questo é semente di pace!