giorno dopo giorno la terra africana offre emozioni, sensazioni, luoghi, storie, un patrimonio di vita e di umanità da scoprire, conoscere e condividere
Ciò che i giovani vogliono: vivere intensamente, con ogni battito del cuore. Sanno che ampie e infinite sono le strade verso il futuro, verso DIO, ma per trovare la strada, bisogna camminare.
Giovani (ragazze e ragazzi) di M’Banza Congo (Angola) fanno un cammino di approfondimento sulla VOCAZIONE. Nel loro itinerario approfondiscono insieme sulla chiamata alla vita ed alla santità, la chiamata ad amare ed a servire Dio e gli altri e soprattutto la chiamata ad uno stato di vita specifico.
Non sempre è facile capire quali passi dare ma il cammino è quello del discernimento ed il confronto con gli altri (giovani ed accompagnanti).
FOTO: incontro Vocazionale a Casa San Giuseppe (delle Suore MFVI) e gruppo vocazionale dopo la Celebrazione Eucaristica (Centro A. Nteka).
“Sii paziente verso tutto ciò che è irrisolto nel tuo cuore e… cerca di amare le domande, che sono simili a stanze chiuse a chiave e a libri scritti in una lingua straniera. Non cercare ora le risposte che possono esserti date poiché non saresti capace di convivere con esse. E il punto è vivere ogni cosa. Vivere le domande ora. Forse ti sarà dato, senza che tu te ne accorga, di vivere fino al lontano giorno in cui avrai la risposta”.
Rainer Maria Rilke (da Lettera ad un giovane poeta)
Celebriamo la 60ma Giornata Mondiale di Preghiera per le Vocazioni. E’ un’iniziativa provvidenziale per aiutare tutti noi, nella Chiesa, sia a livello personale che comunitario, a rispondere alla chiamata e alla missione che il Signore affida ad ciascuno nel mondo di oggi.
A Soyo, una municipalità appartenente alla Provincia dello Zaire, ASPIRANTI della nostra Comunità con le aspiranti ed interni di Congregazioni amiche, tutti accompagnanti da sr Marivone Bellini, partecipano della Festa ecclesiale vocazionale.
Papa Francesco ci dona parole saggie che custodiamo con gratitudine:
“Nel corso della nostra vita, questa chiamata, inscritta dentro le fibre del nostro esseree portatrice del segreto della felicità, ci raggiunge, per l’azione dello Spirito Santo, in maniera sempre nuova, illumina la nostra intelligenza, infonde vigore alla volontà, ci riempie di stupore e fa ardere il nostro cuore. A volte addirittura irrompe in modo inaspettato. È stato così per me il 21 settembre 1953 quando, mentre andavo all’annuale festa dello studente, ho sentito la spinta ad entrare in chiesa e a confessarmi. Quel giorno ha cambiato la mia vita e le ha dato un’impronta che dura fino a oggi. Però la chiamata divina al dono di sé si fa strada man mano, attraverso un cammino: a contatto con una situazione di povertà, in un momento di preghiera, grazie a una testimonianza limpida del Vangelo, a una lettura che ci apre la mente, quando ascoltiamo una Parola di Dio e la sentiamo rivolta proprio a noi, nel consiglio di un fratello o una sorella che ci accompagna, in un tempo di malattia o di lutto…La fantasia di Dio che ci chiama è infinita”. (Dal Messaggio per la 60ma Giornata mondiale di Preghiera per le Vocazioni)
LA GIOIA DI DARE UN’ALTRO PASSO NELLA SEQUELA DI GESU’ (Cresime a M’Banza Congo)
Comunità MFVI sr Marivone, sr Stefania, sr Rosalie e sr Liliana, con Aurora (pre-postulante)
“Con la forza della Cresima si va avanti, si va avanti non solo nella Chiesa, ma nella propria vita, di ognuno di noi, perché la Cresima ci prepara per diventare buone persone, buoni cittadini, buoni cristiani. Avanti con questo.”
Sono le parole di Papa Francesco ai cresimandi che risuonano ancora oggi… a M’Banza Congo.
La Comunità celebra la Cresima di Aurora, Celina, Eugênia e Makiese, giovani donne che desiderano accogliere l’Amore di Gesù nella loro vita. Volti giovani e gioiosi, con energie e voglia di leggere ogni cosa con la luce dello Spirito ricevuto, lo Spirito Santo. Grazie a Lui ci accorgiamo che tutto è grazia.
Un articolo di sr Liliana Signori MFVI pubblicato sulla Rivista Raphael.
L’esperienza di non avere a disposizione tutte le cose che riteniamo necessarie ed importanti per il nostro lavoro, le nostre relazioni, la nostra vita, provoca in noi timore, insicurezza e una certa ansia.
Penso che ciascuno e ciascuna di noi conosca bene questi sentimenti!
Nel mio vivere quotidiano in Africa spesso provo l’insicurezza di non trovare quello che vorrei, di non incontrare sempre la possibilità di migliorare velocemente e con stabilità le situazioni che presentano necessità.
La sfida della povertà di chi non può contare su quanto è indispensabile, come per esempio le medicine, una alimentazione adeguata, la possibilità di studiare, esige delle risposte che, per quanto possiamo, cerchiamo di offrire con gioia e disponibilità.
Confesso di avere esperimentato la tentazione di cercare quello che, secondo me, mancava e di “accumulare” e di “trattenere”, perché…. “in caso di bisogno”…potessi contare su quanto pensavo fosse importante.
Penso che le situazioni di fragilità e di sofferenza che incontriamo giustifichino un po’ questa tentazione!
Non possiamo, però, dimenticare che l’azione missionaria della Chiesa, prima di tutto, ha cura di testimoniare l’Amore di Dio attraverso il rispetto, la valorizzazione, la vicinanza ad ogni persona.
Mi sono accorta di come non è contando su “molte cose”, su “molti mezzi,” che noi possiamo veramente e con profondità incontrare gli altri, anche diversi da noi, ma che scopriamo nella loro realtà di nostri fratelli e nostre sorelle.
Imparando dalla vita, spesso molto dura, di questa gente, guardando e amando i bambini che ogni giorno curiamo, ho appreso come uno “stile di vita sobrio” aiuta le nostre persone ad aprirsi, a comprendere, a maturare nella libertà.
Spesso le “molte cose” che “tratteniamo” per noi, le numerose scelte che la vita offre e che noi cogliamo con superficialità, non ci aiutano a costruire una vita autentica e serena; anzi ci affannano, ci appesantiscono, ci disorientano e, a volte, ci allontanano dai nostri veri desideri e dall’affetto di chi ci sta a cuore.
“Siate sobri e vigilate: il vostro nemico, il demonio, come un leone va in giro cercando chi divorare. Resistetegli saldi nella fede” (1Pt 5,8-9). Sobrietà e vigilanza ci portano a camminare sicuri nella luce.
“Rinunciare a cercare sempre quello che non si ha”, ci “sveglia” e ci aiuta a scoprire un nuovo modo di affrontare le situazioni, ci aiuta a ritrovare tutte le possibilità offerte dalle cose che già abbiamo.
Ricordo un bambino ferito ad un piede che cercavo di curare. Lo invitavo ad immergere il piccolo arto in una bacinella di acqua, per pulirlo, e lui resisteva. Poi, senza sporcare tutta l’acqua, con una mano si è lavato il piede e, quando questo è stato pulito, lo ha immerso nell’acqua rimasta limpida.
Ho così visto cosa significa risolvere le difficoltà o affrontare le diverse situazioni della vita “apprezzando e valorizzando ogni cosa e ogni persona.”
In questi giorni ho vissuto un incontro con altri religiosi e religiose della diocesi di Mbanza Kongo. Eravamo ospiti di Padri che da molti anni lavorano in Angola.
Nel campo che circonda la casa sono cresciuti degli enormi bao-bab. Osservando questi alberi le cui dimensioni sono veramente notevoli, pensavo che Dio con noi, con l’umanità, con la creazione non era stato e non è tutt’ora “sobrio”.
Ci ha donato tutto, anche se stesso, con straordinaria sovrabbondanza, con grandezza e generosità: senza misura e senza calcolo!
Il nostro cammino, che incontra ogni giorno questo Amore donato “sino alla fine”, è chiamato ad essere libero da cose e situazioni troppo “ingombranti” e a volte inutili.
Lungo questa strada troveremo la capacità di accoglierci reciprocamente, di condividere con efficacia quello che siamo e che abbiamo facendo crescere intorno a noi una qualità di vita più giusta e buona, potremo realizzare quello che davvero è importante ed essenziale per la nostra felicità.
Termino questa breve e semplice riflessione con quanto ci suggerisce Papa Francesco nell’Enciclica “Laudato sii” al n. 223: “La sobrietà, vissuta con libertà e consapevolezza, è liberante. Non è meno vita, non è bassa intensità, ma tutto il contrario. Infatti quelli che gustano di più e vivono meglio ogni momento sono coloro che smettono di beccare qua e là, cercando sempre quello che non hanno, e sperimentano ciò che significa apprezzare ogni persona e ogni cosa, imparando a familiarizzare con le realtà più semplici e ne sanno godere. Si può aver bisogno di poco e vivere molto, soprattutto quando si trova soddisfazione negli incontri fraterni, nel servizio, nel mettere a frutto i propri carismi, nella musica e nell’arte, nel contatto con la natura, nella preghiera.”
La Via della Croce – o più conosciuta come Via Crucis – è una pratica devozionale nata in seno alla famiglia francescana.
E’ nata più precisamente a Gerusalemme, come un pellegrinaggio sui luoghi stessi in cui Gesù aveva vissuto i suoi ultimi giorni fino alla morte in croce.
Poi la devozione si è estesa in tutto il mondo.
Anche a M’Banza Congo, i bambini e le bambine del Centro Frei Giorgio Zulianello ne partecipano con devozione. Ogni anno. Guidati dai Frati Cappuccini e dalle Suore.
Trentacinque piccoli agricoltori del villaggio di Nzau Evua si stanno sperimentando nel Progetto Scuola Agricola Familiare avviato, qualche mese fa, dall’ Associazione Fé e Alegria Angola, una realtà che sta muovendo i suoi primi passi.
Gli agricoltori si incontrano ogni martedì e venerdì, nel terreno offerto dalla popolazione all’ Associazione, e con le istruzioni di in agronomo hanno cominciato a seminare e coltivare prodotti locali : ortaggi (cipolle, pomodori, patate, carote…), manioca e arachidi. La prospettiva è quella di formare ed educare le persone ad uscire da un vincolo di produzione di sussistenza per poter produrre a scopo commerciale, dividendo il ricavato in una dinamica di cooperazione.
Questi sono i primi mesi di formazione e lavoro, la gente è molto partecipativa e determinata a raggiungere l’obiettivo. “Se il seme caduto in terra non muore, non porta frutto…” Speriamo che dia molto frutto!!
… allora deve essere condiviso con gli altri. La vera sorgente della missione è l’esperienza della gioia del Vangelo (EG1-13). Nella quotidianità e nei momenti straordinari si scopre che la contemplazione, il dialogo, l’umiltà, la collaborazione e la gioia sono i tratti che caratterizzano lo “spirito missionario”.
Ogni mese, con le Suore, le ragazze aspiranti vivono con gioia la Catechesi nel villaggio Mzumpi (Provincia dello Zaire, Angola).
“Nella catechesi ha un ruolo fondamentale il primo annuncio o “kerygma”, che deve occupare il centro dell’attività evangelizzatrice… Il kerygma è trinitario. È il fuoco dello Spirito che si dona sotto forma di lingue e ci fa credere in Gesù Cristo, che con la sua morte e resurrezione ci rivela e ci comunica l’infinita misericordia del Padre. Sulla bocca del catechista torna sempre a risuonare il primo annuncio: “Gesù Cristo ti ama, ha dato la sua vita per salvarti, e adesso è vivo al tuo fianco ogni giorno, per illuminarti, per rafforzarti, per liberarti”… (EG 164).
A tutti, bambini, bambine, grandi ed anche a chi legge queste note.
Da poco più di due mesi stiamo portando, nella scuola elementare e media “Célia Mendez” in Mbanza Kongo, l’esperienza dinâmica e creativa dell’: Officina di Lettura. Si tratta di un laboratorio di racconti e letture animato da irmã Marivone, per iniziativa dell’Associazione Fé e Alegria Angola, con cui collaboriamo e abbiamo creato questo spazio.
Ogni venerdì incontriamo gli alunni e i professori e viviamo insieme un viaggio nella fantasia e nell’immaginazione guidati da una storia e dalle immagini del libro.
Nella scuola non c’è una biblioteca e i libri sono pochi e di difficile accesso per i bambini.
Creare questo spazio significa favorire e stimolare lo sviluppo dell’immaginazione e l’apprendimento di nuovi vocaboli, fortificando l’esperienza della lettura come spazio di relazione e comunicazione!
A tutta la scuola Célia Mendez il nostro muito obrigada!!
Lo scorso mese di febbraio i bambini e i ragazzi del Centro Zulianello hanno realizzato incontri e attività sul tema della pace, inserito nel percorso più ampio del tema “Combatti la violenza per una cultura di pace!”. I ragazzi, accompagnati dagli educatori, hanno presentato poesie, canti e scenette teatrali sul tema della pace e hanno realizzato l’albero della pace, con i valori ad essa legati: superare i pregiudizi e le idee preconcette, rispettare e rispettarsi, non usare violenza ma favorire il dialogo tra i principali.
È stato un momento molto significativo quello della presentazione, che ha aiutato a fare sintesi e a gioire del percorso fatto durante il mese.
Erano ospiti tra noi alcuni membri di una ONG che sta facendo interventi mirati a migliorare la realtà del nostro Centro Zulianello.
Giorno per giorno crediamo che È LA GENTE CHE FA LA PACE! Soprattutto in questo tempo di triste e di guerra!
Al Centro Frei Giorgio Zulianello sono state presentate le attività realizzate durante il mese di febbraio.
Il tema centrale che ha guidato le attività è “la PACE” e soprattutto “GENTE CHE FA LA PACE”. Tema molto attuale nel mondo ma anche a “casa; essenziale, imprescindibile in ogni Centro Educativo ed in ogni persona.
L’attività finale del mese includeva diverse presentazioni che si sono svolte attraverso poesie, danze, giochi. Ogni “famiglia” (gruppo di bambini con educatori) ha proposto un proprio ALBERO DELLA PACE. Semplice, eloquente, significativo, chiaro.
Educatori e tirocinanti hanno guidato le attività. Erano presenti le Suore MFVI e rappresentanti di Word Vision.