giorno dopo giorno la terra africana offre emozioni, sensazioni, luoghi, storie, un patrimonio di vita e di umanità da scoprire, conoscere e condividere
Suor Alessia ed alcuni adolescenti provano i canti per la celebrazione del 21 dicembre. Si celebrerà al Centro Frei Giorgio Zulianello, l’Anniversario della “pasqua” di Madre Giovanna, il 25° di consacrazione religiosa di suor Marivone Bellini ed il 50° di Frei Danilo Grossele ofm cap.
Non perdiamo mai un’occasione per festeggiare ed è bello farlo insieme.
M’Banza Congo, Angola
“C’è qualcosa di straordinario nel modo in cui la musica, come i viaggi, connette le persone in un linguaggio universale che supera confini e differenze”
La Diocesi di M’Banza Congo ha celebrato 40 anni dalla Fondazione e questo è motivo di molta gioia. La Messa è durata 5 ore (siamo stati obbligati a concludere per l’arrivo della pioggia che è comunque una benedizione).
Come “ricordare è generare”, la nostra mente va all’8 giungo 1992. Quando la Diocesi era ancora una bambina (8 anni), Papa San Giovanni Paolo II ha visitato la vecchia capitale del Regno del Congo: M’Banza Congo. Durante il suo viaggio apostolico in ANGOLA e SÃO TOMÉ E PRÍNCIPE, il Papa ha ricordato il cammino della Chiesa e le sue molteplici peripezie.
Noi celebriamo questi 40 anni della Diocesi di M’Banza Congo (1984-2024), riproponiamo parte del messaggio che ricorda eventi, personaggi, vicissitudini.
“Il mio pensiero va necessariamente a M’Banza Congo, che nel 1984 è diventata sede di Diocesi per la seconda volta, poiché l’antica Diocesi del Congo, che risaliva al 1596, si è trasformata successivamente in Diocesi di Angola e Congo fino al 1940. L’antica Diocesi è stata segnata da diverse vicissitudini: morte prematura di vescovi, lunghi periodi di “sede vacante”, esiguo numero di missionari, carenza di agenti di evangelizzazione all’altezza della loro missione. Successivamente, gravi avvenimenti, legati all’arrivo di stranieri nel Paese, hanno sconvolto la vita sociale e si sono ripercossi negativamente sull’evangelizzazione: il flagello disumano e ingiusto del commercio degli schiavi e l’intrusione violenta di questi stranieri nella vita del Regno del Congo. I peccati degli uomini accrescono le difficoltà che accompagnano sempre qualsiasi sforzo di evangelizzazione. I tristi eventi che si sono verificati durante la celebrazione dei 500 anni dell’evangelizzazione del Congo, eventi che hanno avuto la loro massima espressione nella tragica morte del primo Vescovo di questa Diocesi, Afonso Nteka, mi portano a credere che Dio non voglia far deviare M’Banza Congo dal cammino che il proprio Salvatore ha percorso: senza spargimento di sangue non c’è redenzione. (…) Rendo omaggio al giovane Vescovo e chiedo a tutti che si inchinino dinanzi alla sua memoria. Amati fratelli e sorelle di questa diocesi di M’Banza Congo, vi presento qui il nuovo Vescovo, Don Serafim Shyngo-Ya-Hombo, al quale auguro un ministero pastorale ricco di frutti della grazia divina. E lo faccio in una professione di speranza: le difficoltà che accompagnano la Missione del Congo non hanno impedito il fiorire della Chiesa sui due lati dell’attuale confine amministrativo. La forza della Pasqua di Cristo e l’azione del suo Spirito, con la collaborazione dei missionari, dei catechisti e di tutto il popolo cristiano, farà sì che questa Chiesa locale cresca ancor di più e diventi un centro di irradiazione cristiana per tutto il territorio attorno a M’Banza Congo”.
Non abbiamo foto delle Sorelle (durante la celebrazione e le danze, sic) ma le Comunità MFVI di M’Banza Congo e Viana hanno partecipato e celebrato con gioia.
Un popolo accogliente con il quale seguiamo e serviamo il Signore!
Potremmo dire che lo sport è di casa nella Chiesa, specialmente nelle scuole ed oratori.
C’è chi gioca e chi sostiene la squadra (si veda ad esempio suor Vittoria… seduta).
I giovani di due Cappelle della Santissima Trinità (Diocesi di Vianna) hanno proposto un pomeriggio ricreativo. “Azul: São Miguel; Amarelo (giallo) São José”. Tutti hanno potuto dare il meglio di sé stessi (aspetto fondamentale nello sport) e hanno gareggiato con tutte le forze.
Non importa chi abbia vinto ma il fatto che hanno dato il meglio di sé stessi, sperimentando soddisfazione e gioia ed hanno raccolto alimenti da donare a persone bisognose.
Suor Vittoria aveva fatto i “bolinhos” angolani da condividere con i più bisognosi.
Alcuni giovani con suor Alessia si sono recati a Noqui per un incontro giovanile che si svolge questo fine settimana. Noqui (o Noki) è una città e un comune della provincia dello Zaire, in Angola. Si trova sul fiume Congo, al confine con la Repubblica Democratica del Congo.
Da M’Banza Congo sono circa 156 kilometri che si potrebbero fare in 3h30min circa. Se tutto va bene!!!
Ieri pomeriggio, l’auto su cui viaggiavano si è rotto più volte – succede fin dall’invenzione dell’automobile- e così il viaggio è durato diverse ore (oltre alle previste).
Per questo motivo e per molti svariati servizi, stiamo promuovendo durante il tempo d’Avvento l’acquisto di un’auto per la Missione angolana.
Venerdì 22 abbiamo celebrato la Festa degli Educatori (ed Educatrici) a M’Banza Congo. Le Scuole erano chiuse e con la loro chiusura, tutti i bambini e ragazzi erano al Centro Zulianello. Grande movimento!
Ciò che ha suscitato sorpresa è stata l’iniziativa delle ragazze e delle giovani donne: hanno inventato un “recital” con canzoni e poesie create da loro.
Le foto (scattate in modo non molto accurato) ed i video non rivelano quanto di importante c’è stato in quel momento. [Ci ha toccato così tanto che abbiamo voluto scrivere queste righe!]
Iniziativa. Creatività. Apprezzamento per il servizio degli educatori e riconoscimento. Volontà di farsi carico e di proporre qualcosa. Non è una cosa che si trova ovunque. E allora anche noi “grandi” impariamo. Impariamo dai più giovani.
“Perché si lavora sempre solo per i bambini. E le due grandi camminano solo per la piccola”. Charles Péguy (da Il portico del mistero della seconda virtù)
Per prepararci al pellegrinaggio giubilare del 2025, quest’anno – come afferma Papa Francesco nel suo Messaggio per la GMG – ci lasciamo ispirare dal profeta Isaia, che afferma: «Quanti sperano nel Signore […] camminano senza stancarsi» (Is 40,31). L’espressione è tratta dal Libro della consolazione (Is 40-55), nel quale viene annunciata la fine dell’esilio di Israele in Babilonia e l’inizio di una nuova fase di speranza e di rinascita per il popolo di Dio, che può ritornare in patria grazie a una nuova “via” che, nella storia, il Signore apre per i suoi figli (cfr Is 40,3).
Dappertutto si vivono oggi, “tempi segnati da situazioni drammatiche, che generano disperazione e impediscono di guardare al futuro con animo sereno: la tragedia della guerra, le ingiustizie sociali, le disuguaglianze, la fame, lo sfruttamento dell’essere umano e del creato. Spesso a pagare il prezzo più alto siete proprio i giovani, che avvertono l’incertezza del futuro e non intravedono sbocchi certi per i propri sogni, rischiando così di vivere senza speranza, prigionieri della noia e della malinconia, talvolta trascinati nell’illusione della trasgressione e di realtà distruttive. (cfr. Messaggio).
Foto: GIORNATA DELLA GIOVENTÙ (Diocesi di Viana, Angola).
Come aiutare i giovani a scoprire che ancora oggi il Signore apre delle strade ed invita tutti a percorrerle con gioia e speranza.
Il nostro contributo è camminare accanto, sostenere, motivare, ricordare.
E’ la prima Giornata della Gioventù in terra angolana alla quale partecipa suor Vittoria Papaianni.
Questa edizione della GMG è stata celebrata a livello locale ieri, 24 novembre , Solennità di Cristo Re. Come indicato negli Orientamenti pastorali per la celebrazione della GMG nelle Chiese particolari “è il desiderio del Santo Padre che, in questo giorno, la Chiesa universale ponga i giovani al centro della sua attenzione pastorale, preghi per loro, compia gesti che rendano i giovani protagonisti, promuova campagne di comunicazione, ecc.”.
ECHI DAI RAGAZZI DEL CENTRO F.G. ZULIANELLO RACCOLTI DA SUOR LILIANA SIGNORI
Stava terminando “l’ora di studio” e i ragazzi e le ragazze del Centro Zulianello chiudevano ormai i loro quaderni e le loro cartelle. Con un certo timore ho presentato la mia richiesta: “Avrei bisogno che raccontaste o scriveste che cosa vi ha lasciato l’esperienza del “Campo” vissuto con le volontarie/i italiani e svizzeri nel mese di Agosto!” Con gioia ho visto i loro volti illuminarsi e sorridere. Qualcuno si è messo a riflettere, altri a scrivere, altri a condividere con i compagni vicini.
Sono poi venuti a raccontare o a consegnare foglietti con disegni o scritti sulla loro esperienza. Non Posso trasmettere tutto quello che i ragazzi e le ragazze hanno condiviso, ma ho raccolto e sintetizzato alcune loro espressioni; quello che ho notato è stato il fatto che l’esperienza vissuta durante l’estate ha lasciato in ciascuno una traccia significativa e piena di gioia.
I più grandi hanno condiviso (tradotto dall’originale in portoghese):
“Il campo è stato entusiasmante. Ho conosciuto nuove persone. Ho imparato a creare amicizia e a cercare le motivazioni per fare una cosa. Sono stato aiutato ad ascoltare i miei sentimenti e ho scoperto come sia possibile imparare a controllarli.”
“E’ stato bello giocare, fare delle belle partite, ma non litigare per vincere e rimanere nella pace.”
“All’inizio abbiamo avuto delle difficoltà, eravamo un po’ distanti. Poi abbiamo imparato i nomi delle volontarie/ì, loro hanno imparato i nostri e siamo rimasti tutti uniti”.
“L’esperienza del cucito è stata molto buona. Imparare con Loredana è stato bello, perché lei non si stancava mai di parlarci, anche se non capivamo tutto, e ci dava sempre dei buoni consigli.” “Ci siamo divertiti molto, con giochi nuovi, con musica, danze e il racconto di una storia.”
“Abbiamo riflettuto e scoperto che il mondo è grande, che possiamo rispettarci a vicenda, così come siamo, che possiamo sbagliare e cadere, ma non dobbiamo desistere, ma piuttosto rialzarci e vivere da fratelli e sorelle.”
“Ho pensato al mio futuro, ai miei sogni e ho capito che devo prepararmi per avere un lavoro e un posto nella società. Ho imparato la differenza fra obiettivo e desiderio.”
Un ragazzo ha precisato: “L’esperienza con i volontari/e mi ha insegnato a vivere in gruppo, a non andarmene da solo, ho imparato che è importante approfittare del bene e degli insegnamenti che ci vengono offerti.” Una ragazza ha condiviso: “Mi sono piaciute molto le attività realizzate, ho imparato come costruire una amicizia e come pensare ad un cammino per il futuro.”
Qualcuno, con un po’ di tristezza ha sottolineato che, purtroppo, il clima dei giorni con i volontari non sempre continua nel Centro Zulianello, ma ci sono litigi, sotterfugi e offese, anche se si discute e se ne parla. Tutti ringraziano, i più piccoli ricordano soprattutto i giochi, ripetono i nomi delle volontarie e mandano baci! Infine gli educatori hanno sottolineato come l’esperienza abbia permesso uno scambio culturale significativo, abbia aperto orizzonti e fatto crescere l’amicizia. Questo grazie anche allo sforzo e all’impegno di ciascuno a comprendere e a comunicare non solo con la parola (resa difficile per la diversità della lingua), ma anche con gesti e atteggiamenti. Hanno valorizzato le tecniche e i metodi praticati, il coinvolgimento personale di ciascuna/o e la scelta di “partire” dalla propria terra per venire a Mbanza Kongo a trascorrere del tempo con loro.
Anche la Comunità delle suore Missionarie Francescane del Verbo Incarnato ringrazia di cuore, mentre raccoglie e custodisce ogni gesto di affetto, di dono e di stimolo che è stato compiuto! Insieme speriamo in una “nuova esperienza” per il prossimo anno e diciamo “Arrivederci a presto e grazie!”
Testimonianza pubblicata nella Relazione Missionaria 2024