La despedida da Mbanza Congo

E’ arrivato il momento di salutarci con la vivace comunità dei Frati di Mbanza Congo che ci ha accolte in questi giorni e con i bambini del Centro per gli orfani “Frei Jorge Zulianello”; anche i volontari italiani terminano la loro esperienza missionaria e cosa c’è di meglio per salutarci se non fare una bella festa?!

Ecco che tutti i bambini e ragazzi del Centro hanno “invaso” il convento per cenare insieme e salutarci con canti, balli poesie … e non potevano mancare i popcorn, qui conosciuti come pipocas e l’aranciata … una vera festa!!

pipocas a volontà
pipocas a volontà
preparativi per la festa
preparativi per la festa

 

 

 

 

 

 

 

 

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P.Danilo direttore del Centro, saluta i volontari italiani
P.Danilo direttore del Centro, saluta i volontari italiani

 

 

 

 

 

 

 

 

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2015-08-27 20.53.25Al termine della festa un rappresentante ha letto e consegnato ai volontari italiani il messaggio di ringraziamento e di augurio per un buon rientro a casa scritto dai bambini e dai volontari del Centro … è stato commovente ascoltare le parole di affetto e di speranza contenute nel messaggio perchè provengono dal cuore di questi bambini e ragazzi che dalla vita hanno ricevuto poco, ma di quello sanno farne tesoro e sono ancora capaci di gratitudine.

Hanno rubato a tutti noi una promessa: quella di tornare!!

 

 

 

 

Una regina in mezzo a noi

Tra le diverse sorprese di questa tappa a nord dell’Angola, nella città di Mbanza Congo, non è mancata quella di ricevere in visita ai luoghi di origine, una discendente dell’antico popolo, una regina del Regno del Congo!

regina e accompagnatriceArrivata dal Brasile, dalla città di San Paolo insieme a due accompagnatrici e ad un frate cappuccino, la regina ha trascorso qualche giorno a Luanda e poi ha raggiunto Mbanza Congo ricevuta dal sindaco della città con tutti gli onori di casa. Abbiamo avuto il piacere di far parte della delegazione che l’ha accompagnata alla frontiera con l’attuale Repubblica Democratica del Congo, sul fiume Zaire-Congo, che i suoi antenati attraversarono nel XIII sec. per fondare l’antico Regno del Congo. E’ stata per lei un’emozione molto grande vedere i luoghi che appartenevano alla memoria del nonno e del bisnonno e dei suoi avi trasportati come schiavi in Brasile per lavorare nelle grandi fazendas dei proprietari terrieri portoghesi o olandesi. Ha anche espresso il desiderio di tornare e anzi potersi trasferire in Angola, che sente come la sua vera terra, e poter aiutare il suo popolo, soprattutto i bambini di questo Paese ad avere condizioni di vita migliori.

Chi non perdona gli altri, distrugge il ponte nel punto in cui anche lui deve passare

delegazione attraverso il ponte
La delegazione che accompagna la regina attraversa il ponte che separa il Congo dall’Angola
a regina del congo
… per toccare la terra nativa e renderle omaggio!

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

camion in attesa di passare in Congo
camion in attesa di passare in Congo
fiume Zaire separa il confine
Il fiume Zaire-Congo separa i due paesi

Il centro per gli orfani “Frei Jorge Zulianello”

L’incontro gioioso con i bambini del Centro ha reso questa giornata luminosa!

Attualmente sono circa 60 i bambini ospitati nel Centro di Accoglienza Frei Jorge Zulianello, frate minore cappuccino della Provincia del Veneto, missionario in Angola per 35 anni e morto in un incidente aereo nel 2007. Il Centro è stato fondato da questo missionario per accogliere  i giovani ex-fetizeiros, accusati di stregoneria, il quale si era reso subito interprete del nuovo fenomeno sociale conseguente alle lunghe e sanguinose guerre civili che hanno devastato la neo-nazione. Costretti a inenarrabili torture da parte dei familiari, trovarono in Padre Giorgio, come un padre e una madre e, per questo, egli finì con il diventare “l’angelo custode dei bambini abbandonati”.

In questo luogo frei Jorge è ancora molto amato e ricordato . La sorella Lia Zulianello, di lui scrive: “… aveva un tal carisma che esprimeva in una straordinaria carica umana, e una gran esperienza d’Africa vissuta camminando a fianco della sua gente, ascoltando i problemi, dormendo nei container…  È stato un gran osservatore, curioso e interessato a tutto ciò che non conosceva di quel mondo. Nel suo petto batteva un grandissimo cuore”. Un ritratto molto bello di questo frate appare sulla facciata del centro, a memoria della sua presenza ancora molto viva.

Ingresso del Centro "Frei Jorge Zulianello"
Ingresso del Centro “Frei Jorge Zulianello”

Il  Centro oggi appartiene al governo, che ha provveduto a dare una nuova struttura e si fa carico del personale; i Frati Cappuccini si occupano della direzione e dell’attività pedagogica. I bambini hanno età diverse, sono accolti anche molto piccoli e possono rimanere al Centro fino al raggiungimento del 18^ anno, frequentano la scuola statale e dei corsi professionali che preparano il futuro: studiano carpenteria, saldatura, sartoria. Da qualche anno anche un piccolo gruppo di bambine si è aggiunto al gruppo più numeroso dei ragazzi; per loro si sta pensando all’opportunità di avere un Centro proprio, più adatto alle loro esigenze e più protetto.

In questi giorni sono presenti nella comunità dei frati un piccolo gruppo di volontari italiani, provenienti dal Veneto per iniziativa del Centro Missionario delle Missioni Cappuccine della Provincia, che da parecchi anni vivono questa esperienza di animazione e servizio presso il Centro per gli orfani, attraverso momenti di studio-ripasso scolastico (in queste due settimane la scuola angolana è chiusa per la pausa pedagogica), attività manuali e giochi. Tra i volontari è presente un medico pediatra che si prende cura delle situazioni dei bimbi, più o meno compromesse, inoltre distribuiscono vestiti portati dall’Italia per rinnovare il guardaroba dei bimbi, che sono sempre molto felici di ricevere un regalo! Inoltre ci sono due frati che dall’Italia vengono per un mese o due a fare dei lavori o a dare una mano alla comunità.

... 2015-01-25 16.07.13

Ripasso di grammatica portoghese
Ripasso di grammatica portoghese
Una volontaria italiana con due ragazzi del Centro
Una volontaria italiana con due ragazzi del Centro

 

Accolte nel grande Regno

Lunedì 24 agosto: ci mettiamo in marcia verso il nord, per raggiungere Mbanza Congo antica capitale del Regno del Congo, prima della colonizzazione portoghese. Ci accompagna p. Alfonso Nteka, superiore della Custodia di Angola dei Frati Minori Cappuccini. Arriviamo nel tardo pomeriggio e visitiamo i resti della antica Cattedrale risalente al periodo coloniale, che fu  visitata sia da Giovanni Paolo II che da Benedetto XVI. Qui si trovano le spoglie del primo Vescovo di Mbanza Congo, morto in un incidente aereo nel 1991 dopo solo sette anni di ministero episcopale; la diocesi fu eretta nel 1984 da Giovanni Paolo II.

 

Ingresso del cimitero dei re del Regno del Congo
Ingresso del cimitero dei re del Regno del Congo

Adiacente alla Cattedrale sorge anche il cimitero dei sette re che regnarono qui anche dopo l’arrivo dei portoghesi, furono battezzati e accolsero la religione cristiana, sebbene (come sostengono alcuni storici) non si convertirono ad essa e rimasero fedeli alla religione tradizionale e alla cultura ancestrale, ma aderirono ad essa per interessi materiali ed politici. E’ interessante trovare tracce dei popoli  vissuti in questo luogo e imparare a riconoscere una storia che ci ha preceduto nell’antico continente africano e che spesso si intreccia con la storia dei popoli vicini… ancora tutta da scoprire!

Il Vescovo attuale di Mbanza Congo, monsignor Vincente Carlos Kiakiku ci ha accolto con molta cordialità e attraverso un colloquio ci ha dato modo di conoscere più da vicino la realtà di questa giovane Diocesi.

Visita al Vescovo mons. Vincente Kiakiku
Visita al Vescovo mons. Vincente Kiakiku

Mbanza Congo, il grande regno

Prima dell’invasione coloniale esistevano, nel territorio dell’Angola, diversi Regni, dei quali due erano più importanti: il Regno del Congo e di Ndongo. Il Regno del Congo possedeva un’estensione territoriale maggiore e gli altri regni accettavano la sua egemonia militare-politica. il Regno era densamente popolato e possedeva una solida amministrazione; la città nella quale il re dimorava si chiamava Mbanza (che significa residenza del re) e serviva da capitale del Regno, era ben costruita e accerchiata da mura. Ntinu Wene, fu il re che arrivando da nord attraversò il fiume Zaire e prese per moglie la figlia del capo clan detentore dei diritti della terra, fu riconosciuto come signore dal capo della comunità e assunse il titolo di Manicongo. Da questa relazione iniziò una grande espansione territoriale del regno.

 

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Mbanza Congo era considerata una grande metropoli commerciale del tempo e per essa passavano le principali rotte commerciali provenienti dalla costa e dall’interno, esistevano barche a vela che trasportavano negozianti dalle zone vicine, dalle regioni sul fiume Zaire come dalle coste dell’Atlantico. Il potere era considerato sacro e il re era detentore di questo potere, per questo gli davano il nome di Nzambi o Mpungu che significa spirito superiore o dio supremo e  non era considerato come un comune mortale.

Nel 1482, l’arrivo del navigatore portoghese Diego Cao, dalla  foce del rio Zaire, segna l’inizio dei contatti personali tra portoghesi e africani. Al suo arrivo nel Regno del Congo avevano già regnato sette re e fu il primo regno ad accogliere pacificamente i portoghesi e i loro ideali religiosi.

Questa affascinante storia proseguirà domani nella nostra visita a questo luogo e al popolo che abita ancora questa terra e discende da questo antico regno.

La Cattedrale di Sao Salvador in una miniatura ritrovata
La Cattedrale di Sao Salvador in una miniatura ritrovata
Resti dell'antica Cattedrale di Mbanza Congo
Resti dell’antica Cattedrale di Mbanza Congo

Una giornata di festa per la chiesa in Porto Amboim

Oggi, sabato 22 è una giornata di festa per la comunità cristiana di Porto Amboim; infatti alle ore 10 suor Angela Ventura Andrè Bastos ha emesso la sua Professione Perpetua nella Congregazione delle Figlie di Santa Maria di Guadalupe, un Istituto di fondazione messicana. Anche noi, insieme a p. Alfonso (suo padre spirituale) abbiamo preso parte alla gioia di questo povo de Deus. La celebrazione è stata presieduta da monsignor Luzizila Kiala, Vescovo di Sumbe, animata da un coro molto vivace è durata circa tre ora ed è stata ricca di momenti intensi, in particolare il canto del rendimento di grazie che suor Angela ha rivolto al Signore.2015-01-22 11.08.10

 

 

Partecipare ad una Professione Perpetua è sempre un momento di grazia, perchè ciascuna che ha ricevuto questo dono da Dio, rinnova la sua appartenenza e la sua fedeltà a Lui e questo da tanta gioia, in qualsiasi luogo della terra ti trovi, puoi sperimentare l’universalità e la grandezza dell’Amore di Dio per i suoi figli e le sue figlie.

Escutei a voz do Senhor, o Seu amor me seduziu

Ho ascoltato la voce del Signore, il Suo amore mi ha sedotto

 

Il momento della prostrazione: Sr Angela viene coperta di petali di rose bianche
Il momento della prostrazione: Sr Angela viene coperta di petali di rose bianche
La gente porta saluti e regali a suor Angela al termine della celebrazione
La gente porta saluti e regali a suor Angela al termine della celebrazione

 

Brindisi con mons Kiala per il nostro incontro
Brindisi con mons Kiala per il nostro incontro

Questa sera rientriamo a Luanda, con il cuore pieno di gratitudine per ogni dono prezioso di questa visita, che assume volti, nomi, luoghi legati da oggi, indissolubilmente, alla nostra vita. Durante il viaggio di rientro non mancano acquisti e sorprese lungo la strada … emozioni africane!

Acquisti al mercato locale di frutta e verdura
Acquisti al mercato locale di frutta e verdura
Le piccole scimmie si avvicinano alla strada per prendere del cibo!
Le piccole scimmie si avvicinano alla strada per prendere del cibo!

Visita a Lobito

Sveglia alle 5.30, partiamo per Lobito, una cittadina a circa 500 km dalla capitale verso sud, sul litorale. Durante il viaggio in macchina abbiamo la possibilità di vedere il paesaggio naturale dapprima verde e ricco di corsi d’acqua, poi più arido e con alcune alture.

il fiume Kwanza
il fiume Kwanza
Il gigantesco albero del Baobab
Il gigantesco albero del Baobab


C’è tempo per fare anche un’acquisto interessante, che diventerà il dono per la famiglia che a Lobito ci accoglierà per il pranzo! 2015-08-21 12.05.10

 

Nella zona di Lobito rimaniamo colpite dalle abitazioni arroccate sulle alture, che richiamano a tratti i paesaggi boliviani. Lobito, come altre grandi città dell’Angola, sta vivendo alcune trasformazioni nella sua economia e nell’ organizzazione dello spazio urbano, così che a costruzioni povere e provvisorie si affiancano edifici di ultima generazione, per lo più opera degli intraprendenti cittadini cinesi, ma anche di altre ditte estere, in parte sono edifici sociali, altri per chi potrà permetterselo. Nelle città, a Luanda  in particolare, sono nati alcuni quartieri residenziali e condomini privati, controllati da sorveglianza giorno e notte.

quartiere popolare di Lobito
quartiere popolare di Lobito

 

nuove case popolari
nuove case popolari

 

 

 

 

 

 

 

A pranzo veniamo ospitate da Leo, una signora amica di p. Alfonso,  insegnante e madre di tre figli che ci accoglie con molto affetto; con lei condividiamo le preoccupazioni per il futuro del paese, i problemi di corruzione e di mal governo e le speranze in una maggior giustizia e uguaglianza sociale.

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Statistiche2015-08-21 14.50.00

Al termine della nostra visita a Lobito riusciamo anche a bagnare i piedi nell’oceano atlantico!