Mbanza Congo … patrimonio dell’umanità.

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Nei giorni 7 e 8 novembre nella città di Mbanza Congo si è svolta la III Tavola Rotonda Internazionale con lo scopo di far incontrare tra loro gli specialisti del dibattito che vede protagonista la città, capitale dell’ Antico Regno del Congo, candidata ad essere riconosciuta Patrimonio Mondiale dell’Umanità dall’UNESCO. 

Il programma era molto ricco ed ha visto la partecipazione di specialisti nazionali e internazionali, a partire dal continente africano (in particolare la Repubblica democratica del Congo e il Congo- Brazaville) per raggiungere il Brasile e gli Stati Uniti, attraverso delle video conferenze. Il Regno del Congo, uno dei più grandi e maggiormente sviluppati regni africani, occupava il territorio di parte del nord dell’attuale Angola, il Congo RCA, il Congo- Brazaville e il Gabon,  fu la realtà incontrata dai portoghesi al loro arrivo, attraverso il fiume Zaire, realtà che conobbero e con la quale entrarono in collaborazione e in scambi commerciali, almeno per i primi due secoli di presenza.

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I risultati delle ricerche e gli studi condivisi durante la “due giorni” di Tavola Rotonda hanno permesso di riunire dati storici, antropologici, archeologi e sociologici e persino botanici, per giustificare e promuovere la candidatura a Mbanza Congo a patrimonio mondiale. Questo evento è stato promosso e organizzato dal Ministero delle Cultura angolano con lo scopo di arricchire e approfondire la conoscenza e il patrimonio storico e culturale dell’Angola.

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Nel mese di aprile di quest’anno con i ragazzi del Centro abbiamo visitato il Museo dei Re del Congo che si trovo nel centro della città, una visita interessante che ha permesso anche a loro di conoscere più direttamente i loro discendenti, riti e tradizioni antiche, che ancora condizionano la vita quotidiana del popolo di Mbanza Congo.

 

Tutti siamo invitati ad essere missionari

In questi giorni stiamo vivendo una bella esperienza. Il nostro Vescovo, monsignor Vincente Carlos Kiaziku, sta infatti vistando la zona pastorale di Sao Pedro Wandembo, affidata all’animazione pastorale dei Frati Cappuccini e lo stiamo accompagnando nella visita alle comunità dell’interno. dav

La prima comunità visitata è stata quella di Nkoko, a circa 50 km da Mbanza Congo, sulla strada che porta alla frontiera, a cui si sono aggiunte altre cinque piccole comunità. Una vera festa per questa popolazione ricevere il proprio Pastore, conoscerlo, poter dialogare con lui … quando un Vescovo visita il suo popolo è Dio stesso che si rende presente, che manifesta la sua misericordia, la compassione e lo zelo di annunciare la Buona Notizia e di vigilare perché tutti possano vivere la gioia del Vangelo e trasmetterla ad altri, soprattutto alle nuove generazioni.

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Il giorno seguente la comunità che ha avuto la gioia di essere visitata e stata quella di Sumpi. La visita ha avuto come momento forte la Celebrazione Eucaristica, seguita poi da una conversazione tra il Vescovo e i catechisti presenti, ma aperta anche al popolo di Dio, e il pranzo insieme. Al momento dell’offertorio i doni sono stati tanti, in particolare manioca, banane e un agnello, questo per rendere omaggio a Dio e ringraziare dei doni della terra, offerti in segno di condivisione e gratitudine.

Nel giorno conclusivo, domenica 23 ottobre, Giornata Missionaria Mondiale, il Vescovo ha celebrato la S. Messa nel cortile della chiesa di Wandembo in città a Mbanza Congo amministrando il Sacramento della Confermazione a 25 persone (giovani e adulti) che hanno scelto di seguire Gesù come discepoli ed essere testimoni del suo Vangelo.

La religiosità di questo popolo è molto forte, il senso della festa e della comunità è grande e in queste occasioni si percepisce … è bello che la Chiesa sia espressione dell’essere famiglia di Dio in tante parti del mondo e preghiamo perchè possa sempre rimanere fedele alla sua missione “di annunciare la misericordia di Dio, cuore pulsante del Vangelo”.(Bolla Misericordiae Vultus).

 

Chi ama … chiama! Un compleanno speciale!

davOggi, 23 ottobre 2016, mentre la Chiesa universale celebra la Giornata Mondiale delle Missioni, rendiamo grazie a Dio per il dono della vita di suor Antonia, vita che ha scelto di consacrare a Dio, che oggi l’ha inviata missionaria in terra di Angola, a Mbanza Congo.

E’ vero che chi ama … chiama! Il Signore è così, ci chiama per inviarci, la vocazione è davsempre congiunta ad una missione e la missione di suor Antonia oggi è quella di educare, accompagnare e custodire in particolare la vita dei ragazzi del Centro Frei Jorge Zulianello, con la passione e il coraggio che la caratterizzano!

A onor di cronaca il giorno prima, sabato 22 ottobre anche suor Liliana ha festeggiato i suoi 70 anni, felice e sorpresa di poterli compiere in Angola … “è una gradita sorpresa di Dio poterli compiere in Africa” ha detto,… il coraggio di essere missionari a 70 anni!!

Parabens irma Antonia e irma Liliana! Feliz Aniversario!

 

Una visita importante!

Un detto angolano dice che una casa che viene visitata spesso è una buona casa … allora lo possiamo dire anche del Centro Zulianello, che spesso è visitato da persone, gruppi e associazioni che vengono per incontrare i ragazzi e offrire un aiuto materiale e spirituale.

Questa volta però la vista è stata davvero importante, da scrivere negli annali del Centro!

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Il Ministro dell’Assistenza e del Reinserimento Sociale in visita al Centro Zulianello

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Oggi infatti, il nuovo Ministro dell’Assistenza e del Reinserimento Sociale, Gonçalves Manuel Mwuandumba, invitato dal Governo della Provincia dello Zaire, ha visitato Mbanza Congo e … il nostro Centro. La preparazione ha richiesto molto lavoro da parte di educatori e ragazzi, perchè il desiderio era di far sentire ben accolto il nostro illustre ospite. L’attesa è stata grande a causa di un ritardo nell’agenda del Ministro, ma alla fine il suo tratto mite e il calore della sua presenza ci ha ricompensato di tutto!

Una ragazza del Centro ha rivolto al Ministro il saluto da parte di tutti, assicurandogli il sostegno e la preghiera per il suo nuovo e delicato incarico, mentre altri tre ragazzi hanno recitato alcune poesie. Il Ministro ha rivolto parole di incoraggiamento ai ragazzi, che vivono lontani dalle proprie famiglie e in situazioni di vulnerabilità e ha assicurato l’impegno del Ministero per la tutela della loro vita e il loro reinserimento familiare e sociale, esortandoli a studiare e a continuare con profitto i corsi di formazione professionale. Ha inoltre ringraziato i Frati, le Suore, gli educatori, tutti coloro che lavorano al Centro e che quotidianamente si prendono cura di loro.

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C’è qualcuno che può riempire il mio cuore?

img-20161005-wa0005La vita quotidiana al Centro di Accoglienza “Frei J. Zulianello” scorre, giorno dopo giorno, tra tante storie di vita piccole e grandi. I bambini e i ragazzi tra loro sperimentano di essere fratelli e amici, questa è oggi la loro casa, la loro famiglia …

Certo il desiderio di una mamma, di un papà, di una famiglia che ti ama e si prende cura di te è grande in tutti questi ragazzi.  Per qualcuno diventerà presto una realtà, per altri è già molto lunga l’attesa e sul volto scende un po’ di tristezza.

Ma c’è Qualcuno che può riempire il cuore di un amore mai provato prima.

 

Gesù, attraverso frati, suore, educatori, presenti al Centro, fa sentire il suo amore per ciascuno, il suo essere Padre e Madre per ogni piccolo che gli è affidato … e così la tristezza è più sopportabile e i giorni possono trascorrere più leggeri.

Tanti amici ci aiutano a portare avanti questa grande famiglia!

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…pronti per la pulizia generale!

 

 

 

 

 

 

 

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… una nuova partenza!

dsc_1574Da un paio di giorni un gruppo di ragazzine del centro hanno iniziato il corso di taglio-cucito nell’edificio antistante, corso tenuto da un sarto e alcune collaboratrici. Le ragazze sono state impegnate per la prima giornata e parte della seconda ad allenarsi a tenere i piedi sul pedale e a trovare il ritmo giusto per poter cucire … l’elettricità c’è solo la sera e quindi non si possono usare ne macchine da cucire elettriche, ne ferro da stiro elettrico, bensì a carbone. Quando l’ho visto ho pensato alla mia nonna… ne aveva uno uguale in casa che non utilizzava più e mi mostrava come fare; oggi ho avuto la dimostrazione diretta!

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E’ una nuova partenza per le nostre ragazze, una nuova opportunità per imparare un lavoro e preparasi ad affrontare il futuro, con dignità, impegno e tenacia … alla sera sono stanche, ma sembrano contente e ci mostrano le “opere” realizzate durante la giornata … piccoli capolavori!

La vita quotidiana al Centro Zulianello continua con le attività di accompagnamento ed educazione dei bambini e dei ragazzi su diversi fronti: igiene e cura della propria persona e dell’ambiente del Centro, supporto scolastico, ascolto, dinamiche di gruppo, attività ludiche e didattiche.

” Aggiungi sempre, avanza sempre, progredisci sempre. 

Non fermarti lungo la via, non indietreggiare, non deviare. Chi non va avanti, non si ferma, ma torna indietro” (S. Agostino).

Francesco e i suoi compagni …

Ha inizio oggi la novena in preparazione alla Solennità di San Francesco anche qui in Mbanza Congo, nel Centro Pastorale Wandembo, animata in questa prima giornata dalla Ju.Fra (Juventude Franciscana) e partecipata da molti giovani e bambini! E’ presente anche il gruppo dell’Ordine Francescano Secolare (OFS).

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Il momento di preghiera prevede l’ascolto di un brano tratto dalle Fonti Francescane e uno del Vangelo a cui segue il commento proposto dal gruppo che anima l’incontro … una traccia semplice che permette di ricordare facilmente il testo e fissare nella mente e nel cuore un particolare su cui riflettere e poter rivedere la propria vita … soprattutto per chi ha scelto la spiritualità francescana come cammino di vita e di fede!

San Francesco affascina in ogni luogo e in ogni tempo!!

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… insieme si prega e si gioca!
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…suore comprese!!!

Omaggio ad Agostino Neto, padre della Patria

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In Mbanza Congo oggi è grande festa. In Angola oggi è grande festa. Si celebra Agostino Neto considerato padre dell’indipendenza ed eroe nazionale, nato il 17 settembre del 1922 e morto nel 1979, dopo aver guidato l’Angola all’Indipendenza dal Portogallo, fondando il partito dell’ MPLA  e diventando primo Presidente della neo-proclamata Repubblica.dsc_1499

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In città è stato organizzato un ricco programma celebrativo ed è attesa la visita del Ministro della Giustizia, che inaugurerà alcuni ambienti destinati all’attività politica e amministrativa. Partecipiamo alla prima parte della manifestazione e mentre si esibiscono alcuni gruppi musicali approfittiamo per dialogare con gli alunni della Scuola Missionaria dei Frati Cappuccini e … fare qualche foto!

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I giovani speranza del futuro!

Per la manifestazione infatti, che si svolge nella piazza dedicata proprio ad Agostino Neto, sono stati convocati tutti gli alunni delle classi medie e superiori e gli universitari e quindi un gran popolo di giovani riempie la piazza davanti alla tribuna,  in attesa dell’arrivo delle autorità governative e dei discorsi celebrativi che verranno proclamati.

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Con gli alunni della scuola missionaria dei Frati Cappuccini “Dom Afonso Nteka”

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Primo compleanno in Angola

Fin dall’eternità o Dio, mi hai veduta e fin da allora, mi hai chiamata …

Il Signore ci sorprende e ci regala cose belle! Con alcuni amici di Mbanza Congo celebriamo oggi il compleanno di Madre Giovanna, il suo primo compleanno in terra di Angola, nella Festa dell’Esaltazione della Santa Croce, nella cappella dei Frati Cappuccini, sotto lo sguardo di S. Francesco e S. Chiara.

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Un momento di preghiera semplice, con alcuni testi autobiografici che Madre Giovanna scrisse ripensando alla vita, dono immenso della bontà e della sapienza di Dio che l’ha pensata e creata.

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Nella semplicità la nostra Madre ci invita a leggere la vita come parte dell’opera della Creazione di Dio e ci richiama alla responsabilità perchè un dono ricevuto, non va trattenuto, ma condiviso.

A Ti, que me criaste: obrigada!

A Ti que me infundiste o Espirito: obrigada!

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A Ti, meu Deus, um eterno: obrigada!

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Pietro Claver …”semper servus”

Oggi è festa per il Centro Pastorale San Pietro Claver in Luanda, perchè ricorre la memoria liturgica di questo gesuita (Spagna 1580- Colombia 1654) che ha dato la sua vita, quale testimone dell’Amore di Cristo, per gli schiavi d’Angola deportati in Colombia. E’ l’occasione per approfondire la figura di un Santo dal quale attingere i tratti tipici del cristiano e portarli nella propria vita.

San Pietro Claver è l’apostolo di Cartagena, oltre che degli schiavi, spese la sua vita facendosi egli stesso  schiavo  loro. Li andava ad accogliere al loro arrivo cercando di offrire generi alimentari e cure, oltre a catechesi ai loro compratori.

Finì per essere  disprezzato al termine della sua vita, ma come spesso accade, assai cercato dopo la morte.

“Aethiopum semper servus: all’epoca sua si chiamavano “etiopi” tutti i neri. E lui, dicendosi “semper servus”, si impegna a vivere solo per loro. Cioè per i neri d’Africa, portati schiavi nell’America meridionale. Questo è il programma che s’impone Pietro Claver nell’aprile 1622 a Cartagena (Nueva Granada, detta poi Colombia) nel compiere la “professione definitiva”, l’atto che segna per sempre la sua piena appartenenza alla Compagnia di Gesù. Nato presso Barcellona, è entrato da ragazzo nel collegio dei gesuiti. All’Università diretta da loro, nella capitale catalana, ha poi fatto gli studi umanistici, pronunciando i primi voti nel 1604.
Nel 1605-1608 ha studiato filosofia a Palma di Maiorca. E qui lo hanno aiutato le “lezioni” del portinaio Alfonso Rodriguez: è un mercante di Segovia che, perduta la famiglia, presta lietamente l’umile servizio al collegio dei gesuiti. Col tempo il suo stanzino diventa un’altra aula e lui un maestro di spiritualità, consultato da sapienti e potenti e soprattutto dai giovani allievi come Pietro Claver, che esce da quella portineria orientato.Risultati immagini per san pietro claver
Inizia gli studi di teologia a Barcellona e li completa a Cartagena di Colombia (dove diventa sacerdote nel 1616). Qui sbarcano migliaia di schiavi neri, quasi tutti giovani: ma invecchiano e muoiono presto per la fatica e i maltrattamenti; e per l’abbandono quando sono invalidi. Tra questa umanità la Compagnia di Gesù ha mandato i suoi missionari. Unitosi a loro, Pietro Claver conosce il mondo della sofferenza e della disperazione; discerne la volontà di Dio, che il portinaio di Maiorca gli insegnava a cercare: Dio vuole che egli serva gli schiavi con tutte le sue forze, ogni giorno della sua vita.
Così si ritrova a vivere la loro sofferenza, e a combatterla. Sta con loro per nutrire e per curare, imperturbabile ed efficiente anche nelle situazioni più disgustose. A questa gente che non ha nulla, che non è nulla, insieme al soccorso offre il rispetto. Si sforza di risvegliare in ognuno il senso della sua dignità, senza il quale non potrebbe parlare di Dio e del suo amore. Impara la lingua dell’Angola, parlata da molti di loro, e crea un’équipe di interpreti per le altre lingue. Ma si fa capire anche col suo modo di vivere, che è quello degli schiavi più sfortunati: basta guardarlo per dargli fiducia, credere in lui, confidarsi (e per questo gli si attribuisce il dono della “lettura delle anime”). Basta guardarlo per capire e condividere la devozione che egli predica per Cristo sofferente.
Poi si ammala, forse di peste. Sopravvive, ma senza più forze, trascinandosi allo stesso modo dei vecchi schiavi. Deve sopportare i maltrattamenti del suo infermiere: un nero. Anche in queste cose bisogna scorgere la volontà di Dio. Muore a 74 anni e verrà canonizzato nel 1888, con Alfonso Rodriguez, il fratello portinaio di Maiorca.

“Un uomo vale, quanto vale il suo cuore” (Gandhi)