Francesco e i suoi compagni …

Ha inizio oggi la novena in preparazione alla Solennità di San Francesco anche qui in Mbanza Congo, nel Centro Pastorale Wandembo, animata in questa prima giornata dalla Ju.Fra (Juventude Franciscana) e partecipata da molti giovani e bambini! E’ presente anche il gruppo dell’Ordine Francescano Secolare (OFS).

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Il momento di preghiera prevede l’ascolto di un brano tratto dalle Fonti Francescane e uno del Vangelo a cui segue il commento proposto dal gruppo che anima l’incontro … una traccia semplice che permette di ricordare facilmente il testo e fissare nella mente e nel cuore un particolare su cui riflettere e poter rivedere la propria vita … soprattutto per chi ha scelto la spiritualità francescana come cammino di vita e di fede!

San Francesco affascina in ogni luogo e in ogni tempo!!

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… insieme si prega e si gioca!
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…suore comprese!!!

Omaggio ad Agostino Neto, padre della Patria

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In Mbanza Congo oggi è grande festa. In Angola oggi è grande festa. Si celebra Agostino Neto considerato padre dell’indipendenza ed eroe nazionale, nato il 17 settembre del 1922 e morto nel 1979, dopo aver guidato l’Angola all’Indipendenza dal Portogallo, fondando il partito dell’ MPLA  e diventando primo Presidente della neo-proclamata Repubblica.dsc_1499

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In città è stato organizzato un ricco programma celebrativo ed è attesa la visita del Ministro della Giustizia, che inaugurerà alcuni ambienti destinati all’attività politica e amministrativa. Partecipiamo alla prima parte della manifestazione e mentre si esibiscono alcuni gruppi musicali approfittiamo per dialogare con gli alunni della Scuola Missionaria dei Frati Cappuccini e … fare qualche foto!

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I giovani speranza del futuro!

Per la manifestazione infatti, che si svolge nella piazza dedicata proprio ad Agostino Neto, sono stati convocati tutti gli alunni delle classi medie e superiori e gli universitari e quindi un gran popolo di giovani riempie la piazza davanti alla tribuna,  in attesa dell’arrivo delle autorità governative e dei discorsi celebrativi che verranno proclamati.

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Con gli alunni della scuola missionaria dei Frati Cappuccini “Dom Afonso Nteka”

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Primo compleanno in Angola

Fin dall’eternità o Dio, mi hai veduta e fin da allora, mi hai chiamata …

Il Signore ci sorprende e ci regala cose belle! Con alcuni amici di Mbanza Congo celebriamo oggi il compleanno di Madre Giovanna, il suo primo compleanno in terra di Angola, nella Festa dell’Esaltazione della Santa Croce, nella cappella dei Frati Cappuccini, sotto lo sguardo di S. Francesco e S. Chiara.

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Un momento di preghiera semplice, con alcuni testi autobiografici che Madre Giovanna scrisse ripensando alla vita, dono immenso della bontà e della sapienza di Dio che l’ha pensata e creata.

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Nella semplicità la nostra Madre ci invita a leggere la vita come parte dell’opera della Creazione di Dio e ci richiama alla responsabilità perchè un dono ricevuto, non va trattenuto, ma condiviso.

A Ti, que me criaste: obrigada!

A Ti que me infundiste o Espirito: obrigada!

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A Ti, meu Deus, um eterno: obrigada!

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Pietro Claver …”semper servus”

Oggi è festa per il Centro Pastorale San Pietro Claver in Luanda, perchè ricorre la memoria liturgica di questo gesuita (Spagna 1580- Colombia 1654) che ha dato la sua vita, quale testimone dell’Amore di Cristo, per gli schiavi d’Angola deportati in Colombia. E’ l’occasione per approfondire la figura di un Santo dal quale attingere i tratti tipici del cristiano e portarli nella propria vita.

San Pietro Claver è l’apostolo di Cartagena, oltre che degli schiavi, spese la sua vita facendosi egli stesso  schiavo  loro. Li andava ad accogliere al loro arrivo cercando di offrire generi alimentari e cure, oltre a catechesi ai loro compratori.

Finì per essere  disprezzato al termine della sua vita, ma come spesso accade, assai cercato dopo la morte.

“Aethiopum semper servus: all’epoca sua si chiamavano “etiopi” tutti i neri. E lui, dicendosi “semper servus”, si impegna a vivere solo per loro. Cioè per i neri d’Africa, portati schiavi nell’America meridionale. Questo è il programma che s’impone Pietro Claver nell’aprile 1622 a Cartagena (Nueva Granada, detta poi Colombia) nel compiere la “professione definitiva”, l’atto che segna per sempre la sua piena appartenenza alla Compagnia di Gesù. Nato presso Barcellona, è entrato da ragazzo nel collegio dei gesuiti. All’Università diretta da loro, nella capitale catalana, ha poi fatto gli studi umanistici, pronunciando i primi voti nel 1604.
Nel 1605-1608 ha studiato filosofia a Palma di Maiorca. E qui lo hanno aiutato le “lezioni” del portinaio Alfonso Rodriguez: è un mercante di Segovia che, perduta la famiglia, presta lietamente l’umile servizio al collegio dei gesuiti. Col tempo il suo stanzino diventa un’altra aula e lui un maestro di spiritualità, consultato da sapienti e potenti e soprattutto dai giovani allievi come Pietro Claver, che esce da quella portineria orientato.Risultati immagini per san pietro claver
Inizia gli studi di teologia a Barcellona e li completa a Cartagena di Colombia (dove diventa sacerdote nel 1616). Qui sbarcano migliaia di schiavi neri, quasi tutti giovani: ma invecchiano e muoiono presto per la fatica e i maltrattamenti; e per l’abbandono quando sono invalidi. Tra questa umanità la Compagnia di Gesù ha mandato i suoi missionari. Unitosi a loro, Pietro Claver conosce il mondo della sofferenza e della disperazione; discerne la volontà di Dio, che il portinaio di Maiorca gli insegnava a cercare: Dio vuole che egli serva gli schiavi con tutte le sue forze, ogni giorno della sua vita.
Così si ritrova a vivere la loro sofferenza, e a combatterla. Sta con loro per nutrire e per curare, imperturbabile ed efficiente anche nelle situazioni più disgustose. A questa gente che non ha nulla, che non è nulla, insieme al soccorso offre il rispetto. Si sforza di risvegliare in ognuno il senso della sua dignità, senza il quale non potrebbe parlare di Dio e del suo amore. Impara la lingua dell’Angola, parlata da molti di loro, e crea un’équipe di interpreti per le altre lingue. Ma si fa capire anche col suo modo di vivere, che è quello degli schiavi più sfortunati: basta guardarlo per dargli fiducia, credere in lui, confidarsi (e per questo gli si attribuisce il dono della “lettura delle anime”). Basta guardarlo per capire e condividere la devozione che egli predica per Cristo sofferente.
Poi si ammala, forse di peste. Sopravvive, ma senza più forze, trascinandosi allo stesso modo dei vecchi schiavi. Deve sopportare i maltrattamenti del suo infermiere: un nero. Anche in queste cose bisogna scorgere la volontà di Dio. Muore a 74 anni e verrà canonizzato nel 1888, con Alfonso Rodriguez, il fratello portinaio di Maiorca.

“Un uomo vale, quanto vale il suo cuore” (Gandhi)

Mama Muxima, rogai por nòs

Arrivate in Angola da un paio di giorni, oggi domenica 4 settembre 2016, abbiamo l’opportunità e la gioia di vivere il Pellegrinaggio nella Festa annuale della Mama Muxima, che nella lingua kimbundu significa Madre del Cuore, presso il medesimo Santuario che si trova a circa 90 km da Luanda, sulle sponde del grande rio Kwanza.

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Migliaia di persone hanno già raggiunto questo luogo da venerdì, in un susseguirsi di veglie di preghiera, per giungere oggi a celebrare la Solennità con la Celebrazione Eucaristica presieduta dal Nunzio Apostolico in Angola, monsignor Petar Rajic, in un clima di festa e di preghiera, dove il popolo angolano ha saputo esprimere tutto il proprio affetto e confiança in Maria, madre di tutti i popoli, Madre di Misericordia, come ha più volte ripetuto il Nunzio nella sua omelia, ricordando che un cristiano non può dirsi tale, se la sua vita, i suoi gesti, le sue scelte, i suoi atteggiamenti, non assumono il tratto della Misericordia di Dio e della Madre sua.

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Beati i misericordiosi, perchè troveranno misericordia

Per noi è stata l’occasione che la Provvidenza di Dio ha preparato, per affidare a Maria, prima missionaria del Vangelo, la missione che stiamo iniziando … Mama Muxima, rogai por nòs!

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Interno del Santuario con la statua originale

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Pellegrine a Mama Muxima
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I pellegrini dimorano nelle tende durante la loro permanenza al Santuario
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Gli immancabili “banchetti”, che vendono oggetti religiosi

” Quando Dio immaginò il mondo …”

“Quando Dio immaginò il mondo, volle che in esso le cose diverse fossero tante, tante quante sono le stelle del cielo; quando creò l’Africa, di tutte queste cose differenti non volle dimenticarne nessuna” (canto senegalese).

Oggi, giovedì 1 settembre, ripartiamo per l’Angola… torniamo a Mbanza Congo dov’è iniziata la nostra nuova avventura africana, con il desiderio di rivedere volti, abbracciare persone che già ci sono diventate care e cominciare, con piccoli passi possibili, a costruire il volto delle MFVI in Angola. dare

Carissime sorelle, carissimi amici, continuate a seguirci… e chissà che qualcuno non venga a trovarci presto!!

 

Volte sempre!

Volte sempre! Torna sempre! DSC_1064

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Poco più di un mese fa ci siamo salutate con i ragazzi del Centro Zulianello, con i frati e con gli amici di Mbanza Congo, non senza aver promesso di tornare.

Con un bel momento di festa animata da musica, balli acrobatici e poesie inventate dai ragazzi ci siamo salutati, un po’ tristi per la partenza ormai vicina, ma contente che presto li potremo riabbracciare!

Torneremo infatti a fine agosto per un tempo di permanenza più lungo che ci darà la possibilità di approfondire e condividere di più la vita della gente di Mbanza Congo e in particolare dei ragazzi del Centro Zulianello. Siamo contente di questa opportunità che il Signore ci offre …“essere umili precorritrici di Dio per le vie del mondo, portatrici della Sua Luce e del Suo Amore!” (MG)

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In questi giorni abbiamo ricevuto la visita del Vescovo di Mbanza Congo, Carlos Vincente Kiaziku, di passaggio in Italia; abbiamo potuto così condividere con lui la ricchezza dell’esperienza vissuta e le prospettive future, in questa terra africana, che canta e ama la vita!

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A Te, mio Dio … grazie!

 

Il Presidente dell’Assemblea Nazionale visita il Centro Zulianello

IMG-20160607-WA0007 Da qualche giorno c’è grande fermento presso il Centro Frei Jorge Zulianello! Da quando è giunta la notizia che il Presidente dell’Assemblea Nazionale, signor Fernando da Piedade Dias dos Santos, verrà in visita alla città di Mbanza Congo, invitato dal Governatore della Provincia dello Zaire per l’inaugurazione di alcuni locali che verranno utilizzati dai deputati dell’Assemblea Provinciale, e nel corso della quale si fermerà anche al Centro Zulianello. Per l’occasione tutto dovrà essere ripulito, riordinato, rinnovato!

Proprio come in un film della Disney in pochi giorni tutto viene rinnovato, tinteggiati gli ambienti, sostituiti i sanitari, risistemata la cucina, preparati addobbi e pannelli descrittivi l’attività del Centro ed i suoi ospiti, consegnati vestiti e scarpe nuove ai ragazzi, per dare il benvenuto al signor Presiedente, il quale ha donato al Centro di Accoglienza beni di vario genere per le necessità dei ragazzi tra cui motocicli a due e tre ruote, mezzi di locomozione per portatori di disabilità, beni alimentari,elettrodomestici, vestiario e prodotti per l’igiene.

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All’arrivo del Presidente i ragazzi intonano un canto di benvenuto e dopo il saluto del Direttore del Servizio Sociale per l’Infanzia, responsabile del Centro, un bambino Mbukaka Maquiady, (più conosciuto come Cadele) ha salutato il Presidente e lo ha ringraziato per i beni offerti che andranno a supplire alle carenze dell’istituzione.

Il Presidente ha poi consegnato le chiavi dei motocicli al responsabile degli educatori e accompagnato dagli stessi e dal direttore, frei Danilo, ha visitato velocemente alcuni ambienti: la biblioteca, la sala di studio e la sala di informatica per poi riprendere il suo percorso di visita alla città.

Grazie a questa visita il Centro ha ricevuto dei benefici che si trasformano in sfide per mantenere ciò che oggi è stato ottenuto per il bene di tutti!

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Frei Angelo Graziani: quando il sangue dei martiri…

DSC_0668All’entrata della casa dei Frati Cappuccini di Mbanza Congo, sulla destra, c’è questa fotografia di frei Angelo Graziani, martire della fede in Angola. Qualche giorno fa è arrivato nella comunità frate Rodolfo, postulatore della causa di beatificazione di questo frate e insieme a lui abbiamo avuto l’opportunità di conoscere e vedere i luoghi del martirio incontrando la gente del villaggio dove questo tragico evento è avvenuto e dove ha trovato sepoltura il suo corpo per cinquantacinque anni.

Il villaggio di Mpangala si trova a circa 100 km da Mbanza Congo, nel Municipio di Coimba. Nel marzo del 1961, mentre in Angola iniziava la guerra per l’indipendenza dal Portogallo, questo frate durante la Quaresima aveva raggiunto la comunità cristiana per preparali alla Pasqua, ormai vicina. Una notte alcuni giovani entrano nella sua stanza, lo uccidono e abbandonano il suo corpo nel villaggio vicino … il catechista, la moglie e altre due persone gli danno sepoltura in un campo non molto lontano dal villaggio … un testimone racconta che gli uccisori gridarono alla gente: “riprendetevi il vostro cristiano!”.

I Frati dopo 35 anni di silenzio sono riusciti ad avere notizie e a farsi rivelare dalla gente il luogo dove il loro confratello

Luogo del martirio di frei Angelo
Luogo del martirio di frei Angelo 

era stato sepolto e hanno potuto così raccogliere informazioni più dettagliate rispetto alla vicenda e alla vita di frei Angelo, decidendo poi di avviare il Processo per la Causa di beatificazione.

L’accoglienza nei villaggi è stata molto calorosa (sotto tanti punti di vista!!); era la memoria liturgica della Visitazione di Maria … quello che abbiamo vissuto insieme è stata una pagina di Vangelo vivente, in cui Dio ha nuovamente visitato il suo popolo ed essi con gioia hanno esultato, celebrando l’Eucarestia.

Dopo la celebrazione c’è stato un dialogo con la gente dei due villaggi in merito alle tappe necessarie perchè il riconoscimento della santità di vita di frei Angelo venga riconosciuta, tra cui la riesumazione del corpo. Dopo qualche incertezza e resistenza iniziale la gente ha accolto questa proposta dei frati e si è detta pronta a collaborare perchè la vita di frei Angelo sia una benedizione per tutti, in particolare per loro che l’hanno amato e custodito come un fratello.

Molto preziosa è stata la mediazione di frei Dalton, un frate angolano che parlando la lingua locale ha facilitato la comprensione e il dialogo. Nel pomeriggio ci siamo recati in processione nel luogo della sepoltura di frei Angelo, abbiamo pregato e poi alcuni anziani hanno compiuto un rito della tradizione, bevendo una bevanda particolare e rendendone partecipe il defunto con alcune gocce versate nella terra … anche questo è un modo per celebrare la vita che continua oltre la morte.

 

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Alla scoperta del Regno del Congo …

DSC_0543Durante la pausa pedagogica gli Educatori del Centro hanno proposto per i ragazzi una visita guidata al Museo dei Re del Congo, perchè la città di Mbanza Congo vanta il prestigio di essere stata per molti secoli l’antica capitale di questo grande Regno, la cui estensione andava da buona parte dell’attuale Repubblica Democratica del Congo alla metà dell’attuale Angola, confine delimitato dal fiume Kwanza.

Divisi in piccoli gruppi abbiamo seguito le nostre guide facendo un tuffo DSC_0604nel passato per arrivare ai giorni nostri incontrando il Consiglio Tradizionale che ha sostituito l’autorità del Re. Attraverso la conoscenza di usi, costumi e tradizioni, abbiamo ammirato gli strumenti per la caccia e quelli per il lavoro quotidiano, le armi utilizzate fabbricate con la lavorazione del ferro grezzo (principalmente frecce e lance con punte di ferro, ma anche un fucile, utilizzato nella rivolta contro i portoghesi e nelle lotte interne al Regno) e poi gli abiti del re e il trono reale portati in dono dai portoghesi, i gioielli donati dal Re del Portogallo e gli oggetti del culto, per i vari riti propiziatori.DSC_0600DSC_0584

 

 

 

 

 

 

Nel giardino si può vedere il grande albero, considerato sacro, all’ombra del quale il Re accoglieva i visitanti del Regno e il luogo in cui, alla sua morte, veniva preparato il corpo, affinchè si mantenesse integro per essere “onorato” dal popolo e dai regnanti vicini.DSC_0555

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